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F1 | Addio Rupert Keegan: il simpatico inglese si è spento all'Elba

E' morto il 23 settembre dopo una lunga malattia: il pilota britannico si era ritirato in Italia. In F1 ha disputato 25 GP senza mai ottenere un punto. Miglior risultato il 7 posto in Austria nel 1977 con la Hesketh 308D sponsorizzata dalla Penthouse, rivista per soli uomini. Personaggio esuberante, ama i piaceri della vita e le corse.

Rupert Keegan

Rupert Keegan

Si è ritirato all’isola d’Elba dove si è spento all’età di 69 anni dopo una lunga malattia: Rupert Keegan è morto ieri scegliendo l’Italia come ultimo approdo. Britannico benestante, figlio del proprietario della compagnia aerea British Air Ferries, era stato subito attratto dal mondo delle corse dove era entrato con una Ford Escort Mexico. Le vetture turismo non gli piacevano, preferiva le monoposto e, quindi, era passato alla Formula Ford 1600 prima di meritarsi il salto nella F3 Inglese conquistando nel 1976 il titolo della serie BP con una Chevron- Toyota, mentre Bruno Giacomelli si laureava nella più prestigiosa serie Shellsport.

Rupert Keegan con la Chevron-Toyota con cui ha vinto la F3 inglese BP nel 1976

Rupert Keegan con la Chevron-Toyota con cui ha vinto la F3 inglese BP nel 1976

Keegan era un tipo esuberante a cui piaceva godersi i piaceri della vita: non ha mai avuto le stimmate per diventare un campione, ma lo si può considerare un abile mestierante che ha saputo coniugare con intelligenza le sue passioni: il motorsport e le belle donne.

Capelli lunghi, belloccio, aria dinoccolata: Rupert poteva sembrare una sorta di controfigura di James Hunt, ma in realtà l’inglese ha affrontato le corse con meno eccessi. Non stupisca, però, se in F1 è arrivato nel 1977 con la Hesketh, la macchina che aveva lanciato Hunt prima che diventasse campione del mondo con la McLaren nel 1976.

Rupert Keegan con la Hesketh 308D nel 1977

Rupert Keegan con la Hesketh 308D nel 1977

Ha disputato 12 GP con la Penthouse Rizla Racing, squadra nata grazie al supporto della rivista per soli uomini: la sua 308E si riconosceva facilmente nel gruppo per la donnina che campeggiava sulla carrozzeria. Aveva ottenuto il suo migliore risultato con un settimo posto nel GP d’Austria, ma non aveva mai conquistato un punto perché all’epoca venivano premiati solo i primi sei. Nel 1978 passa alla Surtees alternandosi prima sulla TS19 e poi sulla TS20 rimediando poche soddisfazioni fra non qualificazioni, incidenti e rotture. Ma anche qui non era passato inosservato visto che lo sponsor era la Durex, azienda di profilattici.

Rupert Keegan al GP di Monaco del 1978 con la Surtees TS19

Rupert Keegan al GP di Monaco del 1978 con la Surtees TS19

Nel 1979 esce dal Circus e cerca fortuna in Formula Aurora, il campionato che utilizza vecchie F1: con l’Arrows A1B vince la serie che aveva visto in pista anche Giacomo Agostini e Lella Lombardi.

Spinto dal successo aveva riprovato il salto in F1 con una Williams FW07 ormai datata del team privato RAM, ma aveva raccolto ben poche soddisfazioni. Nel 1982 chiudeva con il Circus: poche apparizioni con la March 821 che aveva portato nei GP la Rothmans, uno sponsor che poi avrebbe avuto grande risalto negli anni successivi.

Keegan aveva allargato i suoi interessi alle gare di durata, aprendo alla 24 Ore di Le Mans (miglior risultato nel 1983 un quinto posto con la Porsche del team FitzpatrickRacing) e alla Champ Car in America, sempre con sporadiche apparizioni che lo avevano portato a disputare anche una 500 Miglia di Indianapolis con la Gohr Racing.

L’ultima uscita è stata nel 1995 con la Lister GT1 con cui era tornato a Le Mans. Rupert non ha lasciato un segno particolare nell’automobilismo, ma il personaggio si era fatto volere bene per la sua simpatia innata che gli ha permesso di frequentare a lungo il mondo dei campioni più celebrati.

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