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F1 | In Ungheria Norris guida la doppietta McLaren. La Ferrari illude e poi crolla

Leclerc comanda fino all'ultima sosta, poi crolla. Ne approfitta Norris, costretto a una strategia diversa per via di una brutta partenza. Piastri secondo e beffato, mentre il podio è completato da Russell. Solo 12esimo Hamilton.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Malcolm Griffiths / Formula 1 via Getty Images

Duecentesima vittoria della McLaren. L’unico dubbio era capire chi dei due piloti si sarebbe aggiudicato il GP’Ungheria perché Charles Leclerc, scattato dalla pole position con la Ferrari, è sembrato una vittima sacrificale delle due monoposto papaya che hanno puntualmente conquistato la quarta doppietta consecutiva.  

Una partenza non perfetta di Lando Norris, che ha costretto l’inglese al quinto posto anche dietro a Fernando Alonso, ha costretto la squadra di Woking a riprogrammare la strategia puntando ad una sola sosta, quando ne erano state programmate due: Lando ha accettato la sfida del muretto disputando una gara perfetta, senza sbavature. 

È stato lucido anche nelle ultime due tornate quando Piastri ha provato due volte un duro attacco alla curva 1 fino ad arrivare al bloccaggio in frenata, evitando per un pelo il contatto. Immediata la comunicazione radio ad Oscar del muretto: “Ricordati come corriamo!”. Il messaggio, poco subliminale, è arrivato chiaro e forte.  

Norris conquista la quinta vittoria stagionale che è la nona in carriera e si porta a nove punti dal leader del mondiale, Piastri. La McLaren conferma la sua superiorità tecnica indiscutibile, perché il terzo, George Russell ha concluso a quasi 22 secondi. Chi va in vacanza digrignando i denti è Oscar che si è trovato vittima della strategia che l’andamento della gara ha consigliato. L’australiano resta al comando della classifica iridata, ma sperava di allungare sul rivale e, invece, si è visto subire delle decisioni che non andavano nella sua direzione. Piastri ci ha provato fino alla fine, ma poi, consapevole delle papaya rules ha evitato di cercare l’incidente, consapevole che ci sarà ancora poco meno di metà campionato. 

Charles Leclerc ha fatto sognare i tifosi del Cavallino nel primo stint con le medie: il monegasco aveva il passo delle McLaren, poi sono cominciati i problemi. Ha dovuto cambiare la modalità di utilizzo del motore forse per risparmiare la benzina, prima che con il secondo treno di hard è emerso un problema al telaio che ha costretto il ferrarista ad alzare il passo di un paio di secondi al giro. Ha visto sfumare anche il podio a vantaggio di Russell, meritandosi una penalità di 5 secondi per una chiusura troppo dura in frenata sulla Mercedes alla curva 1 al giro 62.  

Fred Vasseur non ha avvalorato il problema alla scocca lasciando intendere che i problemi della rossa fossero altrove (pressioni troppo alte per proteggere il solito plank?). La Ferrari è stata ridimensionata dopo la strepitosa partenza al palo di Leclerc, ma la crescita della rossa è indiscutibile. La McLaren non è prendibile, ma la Scuderia ha dimostrato di poter essere la seconda forza. I guai sulla rossa di Charles hanno permesso a Russell di arpionare un terzo posto che cancella la crisi delle ultime gare. 

Buttata via la nuova sospensione posteriore la Stella ha ritrovato il passo, portando anche Kimi Antonelli in zona punti con un prezioso decimo posto dopo una pessima qualifica. La sosta estiva arriva al momento giusto per il team di Brackley: George e Kimi potranno tirare il fiato negoziando anche il rinnovo del contratto, per affrontare la seconda fase della stagione con maggiore tranquillità. Mercedes recupera quattro punti sulla Ferrari nella graduatoria Costruttori, concretizzando l’inversione di tendenza, tanto più che Lewis Hamilton non ha contribuito alla causa del Cavallino con un 12esimo posto, concludendo un weekend da dimenticare per il sette volte campione del mondo.  

Se i primi quattro hanno fatto un’altra gara, non si può dire che non sia stato spettacolare anche la battaglia nel secondo gruppo: Fernando Alonso colleziona uno strepitoso quinto posto, tirandosi dietro anche Lance Stroll ottimo settimo. La squadra di Silverstone ha capitalizzato 16 punti che gli sono valse due posizioni nel campionato dei team. Anche la Sauber porta a casa il sesto posto di Gabriel Bortoleto continuando la sequenza in zona punti. Nico Hulkenberg non era in partita anche perché è stato penalizzato per una partenza anticipata. 

Stupisce il fatto che Liam Lawson, giubilato da Red Bull dopo due GP, abbia concluso davanti alla RB21 di Max Verstappen: il quattro volte campione del mondo ha usato tutto il mestiere per far muovere la graduatoria, ma la vettura di Milton Keynes non era in finestra per funzionare al meglio. Ed è suonato un campanello di allarme. 

L’ottavo posto di Liam ripaga la tempra del neozelandese, con Isack Hadjar solo 11esimo con la Racing Bulls.

Chiude la top 10 Kimi Antonelli: il bolognese potrà staccare la spina per ritrovare la serenità che gli è venuta a mancare nelle ultime gare. Il talento non si discute, Kimi ha scoperto quali altri aspetti possono condizionare la carriera in F1. E ne farà tesoro. L’italiano è stato il primo dei doppiati, tutto il resto è marginale... 

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