MotoGP | Bagnaia: "Sto ancora pensando all'incidente di Motegi"

Il pilota della Ducati deve voltare pagina, ma nella sua mente rimane ancora l'incidente dell'ultimo giro del GP del Giappone, che gli è costato otto punti nella corsa al titolo. Più che altro perché vuole delle risposte sulle difficoltà vissute a Motegi, nella speranza che non si ripetano a Buriram, soprattutto sul bagnato.

MotoGP | Bagnaia: "Sto ancora pensando all'incidente di Motegi"
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L'imperativo è voltare pagina, anche se non è facile. La seconda parte di stagione era stata quasi perfetta fino a Motegi per Pecco Bagnaia. In Giappone, però, sono venute fuori tante difficoltà: una qualifica andata male sul bagnato, la gara condizionata dall'innalzamento della pressione della gomma anteriore e poi la caduta all'ultimo giro, avvenuta proprio nel tentativo di superare il rivale nella corsa al titolo.

Nonostante un misero ottavo posto, Fabio Quartararo ha rimesso 18 lunghezze tra sé ed il ducatista, che quattro giorni dopo si trova ancora a rimuginare un po' su quanto successo al Twin Ring, ma con la consapevolezza che anche quello deve essere trasformato in un'arma da provare a sfruttare a suo vantaggio, per fare un ulteriore step e ripartire alla grande questo fine settimana a Buriram, dove si torna a correre dopo tre anni.

"Sto ancora pensando all'incidente e sto analizzando tutto, perché dobbiamo capire perché avevo così tanti problemi in accelerazione e perdevo terreno rispetto alle altre moto. Sono rimasto bloccato per parecchi giri dietro a Pol Espargaro e per me è stato quasi impossibile passarlo. Questo weekend magari troveremo qualcosa che ci aiuterà, ma è stato un weekend molto strano, non solo per le condizioni, ma anche perché ho faticato sul bagnato, quindi ci sono state diverse difficoltà che ho dovuto superare", ha detto Bagnaia durante la conferenza stampa che ha aperto il weekend del Gran Premio della Thailandia.

"Abbiamo capito che ci sono determinate situazioni devi spingere anche se non puoi farlo come vorresti. Se penso alla caduta, stavo semplicemente cercando di andare davanti a Fabio e di guadagnare un punto. Poteva essere importante per il campionato finire davanti, ma sono stato troppo ambizioso in quel momento della gara, perché ho attaccato da molto lontano. L'unica cosa positiva è che sono riuscito a gestire la caduta senza coinvolgere anche Fabio", ha aggiunto.

Francesco Bagnaia, Ducati Team dopo la caduta

Francesco Bagnaia, Ducati Team dopo la caduta

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Per questo fine settimane, le previsioni danno pioggia praticamente per ogni sessione, quindi trovare la pista bagnata è quasi scontato. Nonostante le difficoltà mostrate in Giappone, Pecco ritiene che possa essere una buona occasione per provare a ritrovare il feeling con la sua Desmosedici GP anche in queste condizioni.

"Rispetto all'anno scorso, l'unica cosa che è cambiata è il bilanciamento della nostra moto. Forse anche per questo motivo sto avendo qualche difficoltà in più. La cosa più complicata è che non abbiamo avuto tante sessioni sul bagnato in questa stagione, quindi sono arrivato in Giappone senza feeling con la moto in quelle condizioni e non riuscivo a 'sentire' le gomme. Però abbiamo anche delle buone idee per ritrovare il feeling anche sul bagnato, quindi sicuramente la performance sarà migliore".

Tra l'altro, dal suo ricordo del 2019, il Chang International Circuit non dovrebbe essere troppo problematico sul bagnato: "Le gomme da bagnato hanno fatto grandi miglioramenti, ma anche le piste ora hanno più grip rispetto al passato. Quando abbiamo spinning sul rettilineo è anche perché la gomma soft si surriscalda e non è facile da gestire. Nel 2019 però quando avevamo girato sul bagnato con una coppia di gomme medie mi sembra che fosse andata bene. Poi è chiaro che non è mai semplice seguire un'altra moto sul bagnato, ma non mi pare che rimanga troppa acqua sull'asfalto qui".

Quella thailandese è una pista sulla carta abbastanza favorevole alla Ducati, che dovrebbe aver fatto progressi soprattutto in quello che era stato il suo punto debole in passato, ovvero il T3. "Il primo settore è molto buono per la Ducati, perché ci sono solo una curva ed un lungo rettilineo. Il nostro punto debole invece è probabilmente il terzo settore, perché nel 2019 perdevamo parecchio terreno rispetto a Fabio, che era il più veloce. Adesso vedremo, ma credo che la nuova carena ci aiuterà in questa parte del tracciato", ha concluso.

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