Lorenzo esclusivo: "A volte è deludente anche il meglio di me"

Il tre volte campione del mondo della MotoGP ha concesso un'intervista a Motorsport.com lo scorso fine settimana a Buriram.

Lorenzo esclusivo: "A volte è deludente anche il meglio di me"

Questa chiacchierata con Jorge Lorenzo si è svolta nel fine settimana a Buriram, dove domenica Marc Marquez è stato incoronato otto volte campione del mondo, al termine di un duello con il coltello tra i denti e fino all'ultima curva con Fabio Quartararo.

Lorenzo invece ha tagliato il traguardo in 18esima posizione, staccato di 54 secondi rispetto alla Honda del compagno di squadra, addensando ulteriormente i dubbi che circondano sia lui che il suo futuro, sia con la Casa giapponese che nel Mondiale MotoGP.

Di tutto ciò che hai vissuto quest'anno, qual è la lezione più importante da imparare?
"Gli errori di quest'anno che mi hanno procurato degli infortuni li avevo già fatti anche in passato. In questo sport devi andare al limite, devi forzare. E non puoi pensare che cadrai, perché in caso contrario, andresti più piano in certi punti, questo è evidente. Ad Assen non stavo affatto bene a causa dell'incidente nei test di Barcellona e sarebbe stato meglio non forzare. Se avessi saputo che c'era già un problema, sarei stato più conservativo. Da quest'anno quindi non prendo lezioni particolarmente importanti".

Cosa ha reso il tuo processo di adattamento alla Honda molto più complicato di quello che hai affrontato in Ducati?
"Non c'è un solo motivo. Innanzitutto, non sono mai stato al 100% fisicamente. Sono già arrivato ai test di Valencia e di Jerez con dei problemi ai legamenti della mano. E in quel caso non era andata male, perché quella moto (quella del 2018) mi è piaciuta molto. Il problema è quella nuova, che non mi da fiducia nelle curve. Andavo più forte sul rettilineo, ma nel complesso ero più lento. A quel punto ho dato le mie istruzioni, ma probabilmente era troppo tardi, perché l'intenzione della Honda era di continuare con quel motore. Marc ha saputo adattarsi ed ha trovato un modo per contrastare quel deficit, mentre io e Crutchlow abbiamo sofferto di più che se avessimo continuato con la moto vecchia".

Takeo Yokoyama, direttore tecnico della HRC, ha riconosciuto che la Honda lo scorso inverno si è concentrata sulla ricerca della potenza per cercare di raggiungere la velocità di punta della Ducati, anche considerando che Marquez era in grado di guidare una moto più critica. Tu cosa faresti ora in vista della moto 2020?
"Quello che vorrei fare sarebbe provare a progettare una moto che non possa essere guidata solo da un pilota".

E' realistico pensare che prima o poi vedremo di nuovo la tua versione migliore?
"Non posso andare peggio. La mia versione migliore? Questa disciplina conferma il detto "a cani magri, mosche ingorde". Ti senti male, questo influisce sulla tua sicurezza e tutto peggiora. Quando la moto cambia un po', riacquisti un po' di fiducia ed inizi a credere in te stesso, tutto si raddrizza e migliori di più di quello che le novità ti portano realmente. Questo non accade solo nello sport, ma nella vita in generale. Pensi: Lorenzo è a due secondi da Marquez e sembra molto. Ma tutto può cambiare in breve tempo. A Jerez, nel pre-campionato, senza conoscere la moto, ho girato veloce come lui. Perché? Perché quella moto mi ha dato sensazioni migliori ed ero a mio agio su quella pista".

Quali sono gli elementi chiave che possono farti riguadagnare fiducia?
"Innanzitutto, stare bene fisicamente. E che la moto migliori in modo da trasmettermi una maggior sicurezza sull'anteriore. In quel caso sarò veloce, perché sono sempre stato veloce".

Senti che dopo i dubbi che ti erano venuti, portandoti a considerare la possibilità di cambiare aria, la Honda abbia perso un po' di fiducia in te?
"Capisco perfettamente la posizione della Honda. Il marchio, sia dal punto di vista tecnico, con Takeo, sia da quello esecutivo, con Puig, mi ha sempre capito, supportato e spinto. Ma capiscono anche i momenti difficili che ho passato. Come ho detto a suo tempo a Silverstone, quando sono tornato dall'infortunio alla schiena, in quei momenti difficili ho avuto molti dubbi. In effetti, il piano che abbiamo iniziato a progettare in Giappone, per migliorare la moto in vista dell'anno prossimo, è ancora in piedi. Se quei cambiamenti funzioneranno o meno, non lo so. Ma l'intenzione è di metterli in pratica, me lo hanno confermato".

Hai qualche strategia per mostrare alla Honda la tua convinzione?
"Ad un certo punto avevo dei dubbi sulla mia carriera e l'ho fatto sapere alla Honda. Quando li ho risolti, ho comunicato che la mia intenzione era di continuare con il progetto. Da lì, la decisione è della Honda. Non posso cambiare quello che è successo e quello che provo. Cerco di fare del mio meglio ogni volta che esco in pista, ma a volte il mio meglio è deludente. Ma quel livello è ciò che il mio feeling sulla moto mi permette in questo momento, quindi non so come dare di più".

In quelle quattro gare di stop, hai davvero pensato di smettere?
"Preferisco limitarmi a dire che avevo dei dubbi e ognuno può trarre le proprie conclusioni".

E hai ancora quei dubbi?
"In questo momento, no".

Hai diviso il box con Valentino Rossi e ora con Marquez. Chi ti ha reso le cose più difficili?
"Nessuno di loro. Sono sempre stato abbastanza forte da concentrarmi solo su me stesso e sul mio lavoro. Ciò che il mio compagno di squadra dice o fa non mi ha mai influenzato. Ma entrambi sono grandi campioni e non concedono nulla al loro partner. Anche io sono così".

Hai un altro anno di contratto con la Honda. Continuare con questa dinamica potrebbe mettere a rischio il prestigio che ti eri costruito in precedenza?
"Non mi interessa quello che pensa la gente. Mi importa di me e dei miei tifosi. Quelli che non sono dalla mia parte, non lo saranno in nessun caso. Questa situazione è critica perché sono sempre stato abituato a vincere. Ma se faccio una valutazione più ampia di tutto ciò che ho realizzato nella mia carriera, mi considero un ragazzo molto fortunato. Ovviamente voglio fare bene con la Honda, ma se per qualsiasi motivo non ci riuscissi, non finirebbe il mondo".

Hai mai pensato di cercare un accordo con la Honda per trovare una via d'uscita a questa situazione?
"Ho firmato con la Honda e sono un combattente, che vuole raggiungere gli obiettivi prefissati. Fino a qui li ho raggiunti nella mia carriera e, se non ce la facessi, sarebbe la prima volta".

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