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FIA F2 Abu Dhabi

F2 | Sargeant: quando un piazzamento vale più di un titolo

Lo statunitense è riuscito a conquistare ad Abu Dhabi i punti necessari per ottenere la Superlicenza ed il prossimo anno potrà correre in F1 con la Williams. Sargeant merita davvero la promozione o è stato tutto troppo affrettato?

Logan Sargeant, Carlin, Jack Doohan, Virtuosi Racing

È stata una stagione poco interessante, inutile nasconderlo. Senza nulla togliere a Felipe Drugovich, che ha meritatamente dominato il campionato, appassionarsi per una lotta per il titolo conquistato da un pilota al terzo anno nella categoria è stato difficile.

Ed allora ad Abu Dhabi tutte le attenzioni si sono riversate su Logan Sargean, il pilota statunitense del vivaio Williams a cui serviva finire nei primi cinque in classifica per ottenere i punti necessari al conseguimento della Superlicenza.

Sargeant è riuscito a centrare l’obiettivo non senza qualche affanno di troppo. Giunto a Yas Marina in terza posizione in campionato, Logan ha sentito molto la pressione.

Sesto al termine della Sprint Race del sabato, senza mai tentare l’assalto ad un Amaury Cordeel miracolosamente in stato di grazia ad Abu Dhabi, quinto al termine della Feature Race, dopo aver trascorso buona parte della gara negli scarichi di Roy Nissany, lo statunitense non ha impressionato ma è comunque riuscito a chiudere il campionato al quarto posto – retrocedendo di una posizione alle spalle di Lawson - vincendo anche il titolo di rookie dell’anno.

Sargeant ha così ottenuto il “pass” per salire di categoria, a differenza di Felipe Drugovich che dovrà accontentarsi del ruolo di terzo pilota in Aston Martin. Logan ha davvero meritato il passaggio in Formula 1? Nel rispondere si deve valutare tutto il percorso compiuto da Sargeant in Formula 3 ed in Formula 2.

L’esordio nella terza serie è datato 2019. Con i colori del team Carlin – squadra che in terza categoria ha sempre faticato - la stagione è difficile e Sargeant chiude con un modesto diciannovesimo posto in classifica.

Gli sprazzi di classe, però, si sono visti e l’anno successivo lo statunitense ha l’opportunità che può rappresentare la svolta nella carriera di un pilota: correre con il team PREMA.

Con la scuderia veneta è amore a prima vista e Sargeant riesce a restare in lotta per il titolo sino all’ultimo decisivo appuntamento del Mugello, quando un contatto avvenuto poco dopo il via nell’ultima gara della stagione lo costringe ad abbandonare i sogni di gloria.

Conclusa la stagione 2020 per Sargeant arriva un periodo di incertezze. Il budget non c’è ed il rischio di dover abbandonare le ruote scoperte e tornare full time negli USA è elevato.

Logan Sargeant, Charouz Racing System

Logan Sargeant, Charouz Racing System

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La chiamata che cambia tutto arriva poco prima dell’inizio del campionato 2021 di F3. Il Charouz Racing System, squadra che non ha mai brillato nella categoria, gli offre un posto e Logan coglie al volo l’occasione.

Nonostante un mezzo tecnico non all’altezza dei rivali, Sargeant riesce a brillare e chiudere in campionato in settima piazza con 102 punti, mentre il team Charouz Racing System chiuderà al quinto posto tra le squadre con 127 punti complessivi.

Andare forte e mettersi in mostra con un team competitivo è cosa che in molto riescono a fare, riuscirci con una squadra da sempre abbonata alle posizioni di metà classifica è un altro discorso .

La Williams nota che Sargeant ha qualcosa di buono nel piede destro e lo mette sotto contratto per entrare nel proprio vivaio. Il resto è storia.

Adesso possiamo rispondere alla domanda iniziale: Logan merita la Formula 1? Indubbiamente è un pilota di grande valore – ed il 2021 ne è la dimostrazione – ma probabilmente è ancora acerbo per il grande passo ed una seconda stagione in Formula 2 lo avrebbe aiutato a crescere ulteriormente per arrivare pronto.

Certo, se arriva la chiamata per la Formula 1 non si può dire di no, ed in questa valutazione non si può non tenere in considerazione la necessità di Liberty Media di avere un pilota statunitense nella massima serie il prossimo anno.

Logan Sargeant, Carlin

Logan Sargeant, Carlin

Photo by: Williams

Dopo il caos scaturito dal “caso” Colton Herta l’alternativa a “KM 0” era proprio sotto gli occhi di tutti. Sargeant è americano, è competitivo, veloce e può rappresentare un valore aggiunto per una Formula 1 che ormai strizza sempre di più l’occhio al pubblico USA dimenticando le sue radici europee.

Sarà però fondamentale avere pazienza e non pretendere subito prestazioni da top driver. 3 sole giornate di test, dopo i chilometri percorsi nelle prove libere quest’anno, non saranno sufficienti per adattarsi ad una vettura totalmente diversa dalla F2 e molto più complicata da portare al limite, ma il potenziale per far bene c’è e prima o poi verrà espresso.

I delusi della stagione

Per concludere l’ultima analisi della stagione 2022 è necessario parlare di chi ha deluso le aspettative.

Théo Pourchaire può maledire la scarsa affidabilità della sua monoposto che gli ha impedito di lottare fino alla fine contro Drugovich, ma dal francese della ART Grand Prix ci si aspettava anche una maggior concretezza al suo secondo anno in F2.

Altra delusione è stata Liam Lawson. Il neozelandese anche quest’anno è stato autore di troppi alti e bassi che, come da tradizione nella sua carriera, lo hanno tagliato fuori dai giochi con grande anticipo. Il terzo posto in campionato con un solo punto di vantaggio su un rookie come Sargeant la dice lunga.

Theo Pourchaire, ART Grand Prix

Theo Pourchaire, ART Grand Prix

Photo by: Formula Motorsport Ltd

Brutta stagione, poi, per Dennis Hauger e Frederik Vesti. Il campione 2021 della Formula 3 soltanto in alcune occasioni ha fatto vedere quegli sprazzi di talento ammirati costantemente lo scorso anno, mentre il pilota del programma giovani Mercedes ha sempre sofferto il duello interno con Pourchaire. Per entrambi il 2023 dovrà essere la stagione del riscatto per evitare di bruciare gli investimenti compiuti dai rispettivi vivai.

Chi punterà con decisione a brillare il prossimo anno saranno senza dubbio Jack Doohan e Ayumu Iwasa. Il figlio d’arte può maledire un pit sfortunato ad Abu Dhabi per aver perso l’opportunità di fare suo il trofeo dedicato ai rookie, ma ha mostrato una crescita costante nel corso dell’intera stagione.

Il giapponese ha invece fatto capire di avere nel piede il giro secco sin da inizio anno. Sarà da mettere a punto la gestione gomme per puntare con decisione al titolo tra 12 mesi.

Chiusa la stagione è già tempo di pensare al 2023 con i test che andranno in scena proprio sul tracciato di Yas Marina e che vedranno impegnati molti protagonisti della Formula 3 che vorranno dire la loro e mettere in crisi i veterani.

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