F2 | Monaco: vincono Barnard e O'Sullivan, ma Aron sale al comando
La tappa di Formula 2 a Monaco è andata in archivio con la prima vittoria di Taylor Barnard nella sprint race, ma anche con una Feature Race in cui non sono mancati gli episodi: Verschoor ha dovuto cedere il comando a Hadjar per un problema tecnico, ma il francese è stato poi sorpreso da O'Sullivan, il quale ha sfruttato una VSC sul finale.
Il weekend di F2 ha regalato due gare molto diverse tra loro, soprattutto per quanto avvenuto nella Feature Race, con una corsa decisa sul finale grazie a una strategia alternativa e a un intervento della Virtual Safety Car nel momento più propizio.
Ad approfittarne è stato Zak O'Sullivan, il quale ha sfruttato la tattica opposta ai rivali per cambiare gomme proprio sul finale nel periodo di neutralizzazione della gara, superando così Isack Hadjar il quale aveva ereditato la prima posizione in seguito al problema accusato da Richard Verschoor.
Nella gara sprint, invece, è arrivato il primo successo per Taylor Barnard, che prima della tappa di Monaco non aveva ancora ottenuto punti. Sfruttando la griglia invertita, il britannico ha centrato la prima vittoria in categoria.
Per quanto riguarda la classifica, Paul Aron sale al comando davanti a Isack Hadjar, staccato di due punti dalla vetta, mentre Zane Maloney scivola al terzo posto. Più staccati gli altri, con Hauger in quarta posizione ma a 27 lunghezze dall'estone.
Franco Colapinto, MP Motorsport (Dutch Photo Agency)
Sprint race: arriva la prima vittoria di Barnard
Dopo l’esperienza in Formula E dove ha sostituito Sam Bird, Taylor Barnard è tornato in Formula 2 giusto in tempo per il Gran Premio di Monaco e, probabilmente, non poteva esistere momento migliore per un rientro nella categoria propedeutica.
Barnard è diventato il settimo vincitore di una gara di F2 in questa stagione, aggiudicandosi il successo nella sprint race con oltre cinque secondi di vantaggio su Gabriel Bortoleto, nonostante un finale acceso a causa di una bandiera rossa. Prima della gara di Monaco, Barnard era l'unico pilota senza un punto all'attivo, ma il pilota britannico dell'AIX è apparso sempre composto e ha neutralizzato le minacce provenienti da dietro.
La prima interruzione è avvenuta dopo una sola curva, con lo sfortunato Victor Martins che ha subito un danno significativo alla sospensione anteriore sinistra a causa di un contatto con Jak Crawford, finendo contro le barriere alla Santa Devota. Successivamente, al sesto giro, è toccato a Pepe Marti richiamare in pista la Safety Car, in quanto il pilota spagnolo è finito contro le barriere alle Piscine dopo aver sbattuto contro le barriere.
Taylor Barnard (GBR, PHM AIX Racing)
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Pur non causando un ulteriore intervento della vettura di sicurezza, anche Oliver Bearman si è trovato in difficoltà al quattordicesimo giro quando ha commesso un errore all'altezza di Anthony Noghes, colpendo le barriere con una forza sufficiente per danneggiare lo sterzo. Il britannico della Ferrari Driver Academy ha proseguito la corsa, ma una perdita di potenza improvvisa lo ha fatto scivolare definitivamente fuori dalla zona punti.
Un duello tra il leader del campionato Zane Maloney e il giovane dell’Accademia Williams Zak O'Sullivan ha fatto sventolare le bandiere rosse al 22° giro. Dopo essersi già toccati al tornante del Grand Hotel, i due hanno avuto un secondo contatto alla Rascasse che ha lasciato Maloney in testacoda, con Maini costretto a finire sul lato a causa del poco spazio a disposizione per evitare l’incidente.
Una ripartenza sul finale ha visto gli ultimi duelli, con Andrea Kimi Antonelli, quarto classificato, che ha montato la gomma soffice per tentare di conquistare il primo podio, anche se in realtà ha chiuso a circa due secondi dal terzo classificato. Infatti, a salire sul podio sono stati Bortoleto e Hauger, con l’italiano che ha chiuso in quarta posizione la sua prima esperienza a Monaco. Punti anche per Colapinto, Stanek, Aron e Hadjar, che chiude all’ottavo posto.
Feature Race: una VSC cambia una storia già scritta
Se nella sprint race davanti non sono successi colpi di scena, storia ben diversa è stata quella della Feature Race della domenica, in cui O'Sullivan ha conquistato un'impensabile vittoria in F2 sulle strade di Monaco dopo essere partito dalla quindicesima posizione.
Tranne per un piccolo contatto tra Jak Crawford e il pilota Invicta Kush Maini al tornante del Grand Hotel che ha messo fuori gioco l’americano, la partenza della Feature Race si è dimostrata molto meno caotica, anche perché i piloti sanno che la differenza si può fare a livello strategico provando a inventarsi qualcosa. Tuttavia, ciò non vuol dire che non vi siano stati episodi, perché la partenza ha rappresentato l'ultimo incubo di una stagione difficile per Victor Martins, pilota dell’Accademia Alpine, perché dopo uno scatto a rilento è scivolato fuori dalla zona punti vanificando la seconda posizione conquistata in qualifica.
Ma il vero dramma è arrivato al diciannovesimo giro, quando Richard Verschoor, che in quel momento si trovava in testa, ha segnalato un problema che ha messo fino ai suoi sogni di gloria. L’inconveniente tecnico sembrava limitare l'erogazione di potenza della sua Trident e, pur riuscendo a mantenere la posizione fino ai pit stop, quando poi ha subito il sorpasso dei rivali, senza contare che è successivamente giunto il ritiro. L’olandese non ha così potuto concretizzare la pole conquistata nei giorni precedenti.
Isack Hadjar, Campos Racing,
Foto di: Red Bull Content Pool
Sempre durante la fase dei pitstop, l'accoppiata Prema Andrea Kimi Antonelli e Oliver Bearman ha dato vita a un duello ravvicinato, battagliando ruota a ruota dopo il rientro in pista dell’italiano. Alla fine, Bearman ha sigillato la posizione con una manovra al tornantino. Dopo aver seguito Franco Colapinto per un po' di tempo, Antonelli è stato di nuovo al centro dell'azione al 37° giro, con un sorpasso audace sul pilota dell'MP Motorsport salendo all'ottavo posto.
Il colpo di scena è arrivato al 40° giro, quando O'Sullivan, che seguiva la strategia alternativa, si è visto regalare una sosta sotto VSC, scaturita dallo stop di Durksen dopo la sosta avvenuta pochi istanti prima. Sapendo che l'unica possibilità di ottenere punti domenica era un intervento tardivo della safety car, la ART ha lasciato O'Sullivan fuori fino al quarantesimo giro con gomme morbide, e questo azzardo è stato premiato nel modo più drammatico, dato che è diventato l'ottavo vincitore diverso della stagione.
Essendo entrato ai box prima che venisse chiamata la VSC, la sosta di O'Sullivan è stata considerata legale e ha permesso al pilota della ART di soffiare la vittoria ad Hadjar, che aveva ereditato il comando della corsa dopo il problema accusato da Verschoor.
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