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Lewis ammette le difficoltà nel prendere il passo di Leclerc che conosce la Scuderia da anni. L'inglese ammette che in Austria si è avvicinato di più al monegasco e conferma che avrebbe voluto tentare una strategia diversa da quellla del compagno di squadra. Per l'anno prossimo auspica una Ferrari più vicina al suo modo di guidare...

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Il weekend che attende Lewis Hamilton a Silverstone si è facilmente intuito nella consueta conferenza stampa del giovedì. L’hospitality della Ferrari è stata presa d’assalto dai media presenti (molti locali) un primo assaggio del tutto esaurito che farà da contorno alla prima in ‘rosso’ di Hamilton sul suo circuito di casa.

Liquidata la doverosa premessa (“C'è sempre magia qui a Silverstone, spero che il meteo, ogni sorta di cosa, possa aiutarci, perché ovviamente non siamo veloci come la McLaren”) Lewis è passato all’attualità, iniziando da quanto accaduto domenica scorsa a Spielberg in merito alla sua strategia di gara. Il suo pensiero è molto chiaro, Hamilton non vuole avere la stessa strategia di Leclerc.

“Ne abbiamo parlato, anche un'ora fa. Avevo menzionato l’argomento dopo la gara, poi abbiamo avuto tempo di rifletterci. Credo che la prima opinione del team fosse che volevano assicurarsi il terzo e il quarto posto, il che va benissimo. Ma ho detto, guardate, non sono qui per partire quarto e finire quarto, sto correndo, cercando ogni piccolo vantaggio possibile. Per esempio, domenica scorsa eravamo entrambi (Hamilton e Leclerc) sulla stessa strategia, abbiamo optato entrambi per media-dura-media. Poi ho detto che avrei voluto media-media-dura, non voglio mai fare la stessa cosa del mio compagno di squadra, e nel caso specifico di domenica scorsa, in quell'ultimo stint non eravamo sotto pressione da parte di avversari".

"Ne abbiamo parlato, la squadra ha spiegato che (se Lewis avesse proseguito lo stint centrale provando la gara ad una sosta) sarei stato sorpassato da Charles nelle battute finali, e ho replicato dicendo che avrebbe potuto esserci una safety car, e a quel punto non avrei corso alcun rischio. Non voglio arrivare al punto di ignorare (gli ordini di squadra) quindi ciò che stiamo facendo è lavorare sulla nostra comunicazione, ci stiamo ancora conoscendo su come ci piace operare”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Capitolo SF-25. “Penso che abbiamo fatto un passo avanti e sono davvero fiducioso che continueremo su questa strada, dobbiamo ancora cercare di ottenere di più da questa vettura. Ci sono ancora alcuni problemi iniziali che stiamo cercando di risolvere, alcuni a breve termine e altri a lungo termine, ma stiamo cercando di sfruttare al meglio ciò che abbiamo”.

Hamilton è tornato sul tema ‘assetto’, uno dei più gettonati nella sua prima metà di campionato. Al netto
del non avere a disposizione una monoposto vincente, Lewis sa che il suo rendimento viene valutato soprattutto dal confronto interno con Leclerc, ed il bilancio su questo fronte non è positivo.
“Charles è qui da molto tempo e ha contribuito all'evoluzione e allo sviluppo di questa macchina. Lui ha trovato un modo in cui la macchina funziona, io ho provato altre direzioni che sulla carta avrebbero dovuto funzionare, ma semplicemente non lo hanno fatto, e non conosco il perché".

"Le cose sono comunque migliorate, sono arrivato lentamente molto vicino al modo in cui Charles fa girare la macchina, la scorsa settimana a Spielberg è stata la volta in cui le cose sono andate meglio, ed infatti il nostro ritmo è stato il più vicino da inizio anno. È un equilibrio difficile da trovare e da guidare, e soprattutto per me non è comodo. Quindi non è uno scenario che voglio avere in futuro, per quello sto lavorando con Loic (Serra) e con tutti i ragazzi in fabbrica per assicurarmi che la prossima monoposto possa nascere con un po' del mio DNA”.

Anche a Hamilton è stato chiesto un commento sulla vicenda Verstappen-Mercedes, ma in modo ‘personalizzato’. Consiglierebbe a Max di andare nella sua ex squadra?
“Certo! – è stata la risposta, ma poi Lewis ha voluto ricordare una storia - molti, molti anni fa, ero un fan sfegatato della Mercedes, e quando mi fu chiesta un’opinione sulla Red Bull e risposi che era solo un'azienda di bevande".

"Mi sono pentito di aver detto quelle parole, in realtà volevo solo dire che la Mercedes all'epoca era semplicemente fantastica, stavo solo cercando di dare una spinta alla mia squadra, perché la verità è che la Red Bull si è confermata una squadra incredibile. Ci sono tante persone eccezionali in quel team, hanno dominato per anni. Ma se qualcuno oggi mi chiedesse della Mercedes, gli direi che è una grande squadra, hanno passione, personale e una fabbrica fantastici, ed anche un buon ambiente di lavoro. Quindi, ovviamente direi sì, siate curiosi”.

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