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F1 | Ceccarelli: "Kimi nel paddock ha una credibilità che va ben oltre i risultati ottenuti"

Il mental coach e titolare di Formula Medicine dopo essere stato a Miami ha raccolto le impressioni della pit lane sul giovane bolognese. Oltre a impressionare la naturalezza con cui guida la Mercedes W17, Antonelli stupisce gli addetti ai lavori per la capacità di saper gestire la pressione. Dovrà evitare il crollo di Piastri dell'anno scorso.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: CHANDAN KHANNA / AFP via Getty Images

Il GP di Miami ha sancito il momento magico di Kimi Antonelli. Tre pole position e altrettante vittorie hanno fatto crollare i primi record che vengono firmati dal giovane bolognese, ma al di là dei numeri la corsa americana ha confermato la capacità di Kimi di stare al vertice della F1 senza troppa pressione. In Florida c’era anche Riccardo Ceccarelli, mental coach e titolare di Formula Medicine, che ha respirato l’aria del paddock traendo interessanti considerazioni...  

“Dopo 37 anni vissuti nel paddock, è normale considerarlo un ambiente che è un po' come la giungla, dove chi ci è nato dai rumori e dagli odori percepisce se ci sono pericoli o meno. Mi piace andare nel paddock perché annuso le sensazioni degli addetti a lavori”. 

A Miami cosa hai annusato? 
"Il dato principale è che Kimi sta acquisendo una credibilità che va oltre i prestigiosi risultati che sta conseguendo. C’è una stima trasversale un po' in tutte le persone del paddock e questo mi fa molto piacere perché l'ambiente vede nel bolognese un campione che può segnare i prossimi anni e dare continuità di risultati per scrivere pagine di storia dell'automobilismo”. 

Non è presto? Toto Wolff invita a non mettere troppa pressione su Antonelli... 
“Gli addetti ai lavori vedono l'enorme potenziale di questo ragazzo: perché se analizziamo la situazione in maniera razionale emerge che, pur avendo solo 19 anni, conquista dei risultati straordinari nel confronto con un pilota blasonato come Russell su quale ci sono un sacco di aspettative e ottimi giudizi”. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: CHANDAN KHANNA / AFP via Getty Images

Cosa ha colpito di Kimi in particolare? 
“La naturalezza con cui Kimi ottiene grandi risultati è la stessa naturalezza con cui celebra i successi: il bolognese rimane sempre con i piedi per terra e affronta ogni GP con l'umiltà, come se quello che ha ottenuto fino a oggi non contasse niente e fosse focalizzato a continuare a lavorare su sé stesso per cercare di migliorare”.  

“Questi aspetti messi insieme rendono Kimi come uno dei piloti che si impongono nella stima di chi veramente sa valutare i talenti, senza esaltarsi per un exploit di chi magari poi si perde per strada, ma sa distinguere chi può avere i crismi dei grandi campioni”. 

Dobbiamo considerare Antonelli un candidato per il mondiale, nonostante la giovane età? 
“Certo, la sensazione che si percepisce nel paddock è che possa lottare per il mondiale, indipendentemente dall'età, come se in realtà Kimi avesse già 4-5 stagioni di F1 alle spalle e avesse già 23-24 anni”.  

“Le insidie ci sono sempre, comunque. Se vogliamo suonare un campanello d’allarme dobbiamo ricordare qual era la posizione di Oscar Piastri l’anno scorso quando era arrivato a Imola leader del mondiale. L’australiano aveva fatto delle bellissime gare e tutti dicevano che questo ragazzo predestinato, con un bel potenziale, avrebbe vinto il titolo mondiale. Perché cito Piastri? Oscar poi non si era confermato: ha avuto un calo nel finale di stagione che ancora rimane un mistero nel giudizio di tutti noi. Kimi forse si trova nella situazione di Oscar l'anno scorso, per cui deve stare attento perché quando si è in cima alla classifica e tutto va bene ci sono molti trabocchetti dietro l’angolo. Però Kimi mostra una naturalezza straordinaria: è sempre sorridente e calmo con l'atteggiamento di chi sembra essere nel pieno controllo della situazione”. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Dom Gibbons / Formula 1 via Getty Images

E come deve proteggersi? 
“Nessun atleta ha la strada spianata: le insidie ci saranno e Kimi dovrà lavorare per superarle senza ripercussioni perché è più facile correre quando non si hanno aspettative, mentre tutto si complica quando arrivi. Cresce la pressione e le aspettative del pubblico, degli spettatori, degli addetti ai lavori, dei media e anche dei colleghi e il rischio è di performare meno di quello che vali. Kimi, invece, sembra pronto a fronteggiare la pressione con naturalezza: le cose difficili che fa sembrano semplici”. 

In effetti nel 2025 Piastri non ha mai dato l’impressione di aver schiacciato Lando Norris, mentre l’esplosione di Antonelli corrisponde al calo del compagno di squadra... 
“Russell sta andando un po' in crisi e dà segni di nervosismo che trasmette con alcuni team radio che sono un po' negativi. E, magari, scarica della colpa anche su fattori esterni, sul team o sulle strategie sbagliate. La forza di Antonelli è la tranquillità, come se non avesse mai troppo dispendio energetico, mentre George si sta avvitando su sé stesso e comincia a soffrire il divario”. 

“Questo Antonelli che domina con apparente facilità mi ricorda il debutto di Lewis Hamilton alla McLaren nel confronto con Fernando Alonso. Il giovane inglese firmava pole e vittorie in scioltezza e vedeva il team di Woking plasmarsi intorno a lui, mentre lo spagnolo si innervosiva e magari scendeva in polemiche. L’effetto è che Fernando commetteva degli errori e la squadra si era allontanato da lui, tanto che alla fine si era materializzata la rottura”. 

Andrea Kimi Antonelli si abbraccia con la sorella dopo il successo di Miami

Andrea Kimi Antonelli si abbraccia con la sorella dopo il successo di Miami

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Il giovane pilota visto come un usurpatore... 
“Per il pilota esperto non è un ruolo semplice da accettare, soprattutto se sta guidando una monoposto competitiva nell’anno che dovrebbe essere vincente. Il giovane, che dovrebbe essere il tuo delfino, non sta nei panni del gregario ma si prende la scena. È chiaro che la situazione è destabilizzante per chi si era fatto un programma mentale per essere vincente. È facile perdere la calma e subentrano l'ansia, il nervosismo e le tensioni che limitano il tuo potenziale. Bisognerà vedere se Russell troverà l'equilibrio per rimettersi in pista e se Kimi riuscirà a mantenere questo stato mentale di chi si sente consapevole del suo potenziale. Quando Antonelli si muove nel paddock con la sua famiglia sembra più un meccanico che ha finito di lavorare nel garage e non un pilota che sta vincendo le gare, che è in testa al campionato e che ha tutti gli occhi addosso...”.

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