Ferrari: Toro Rosso sì, Red Bull Racing no!

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Ferrari: Toro Rosso sì, Red Bull Racing no!
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
09 ott 2015, 12:11

Maranello darà i motori 2015 al team di Faenza, mentre li nega al team di Milton Keynes. Ora che succede?

Daniil Kvyat, Red Bull Racing RB11
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB11
Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari
(da sx a dx): Bernie Ecclestone, con Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari
Da sinistra a destra: Christian Horner, Team Principal Red Bull Racing con Adrian Newey, Chief Technical Officer della Red Bull
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB11
Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal con Dietrich Mateschitz, CEO e Fondatore di Red Bul
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB11
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB11

Toro Rosso sì, Red Bull Racing no. Esattamente come avevamo anticipato su OmniCorse.it e it.Motorsport.com. La Ferrari è pronta a dare i motori in versione 2015 alla squadra di Faenza (è già stato raggiunto un accordo), mentre c’è stato il rifiuto del Cavallino rampante a fornire anche il team di Milton Keynes.

“Non è così – tuona Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari - la Red Bull non ha un motore per il 2016 e sembra che i colpevoli siamo noi”. La dichiarazione rilasciata alla tv brasiliana Rete Globo ha fatto in breve il giro del mondo e mette con le spalle al muro la squadra di Dietrich Mateschitz che rischia di restare senza power unit per il prossimo anno, visto che la trattativa con la Mercedes era già naufragata al Gp d’Italia a Monza.

Sergio Marchionne, presidente Ferrari, si era reso disponibile a fornire la Red Bull Racing con un propulsore in specifica 2015 già in Canada e poi in Austria. Proposta che Christian Horner e Helmut Marko hanno sempre rifiutato sdegnosamente. Il fatto è che nel frattempo è passata molta acqua sotto i ponti: dare i motori a quattro team clienti (a Sauber e Haas che avranno forniture 2016, si potevano aggiungere le due squadre dei “bibitari”) avrebbe obbligato la squadra del Cavallino a rivedere tutta la logistica del reparto motori gestita da Mattia Binotto, ma ora il tempo stringe anche per Maranello.

Tutti hanno sempre visto il problema solo nell’ottica di Adrian Newey che ha dovuto fermare la progettazione della RB12 giunta a una fase di stallo senza i dati di ingombro e raffreddamento della power unit, mentre nessuno ha voluto vedere le difficoltà logistiche della Ferrari per servire in modo adeguato quattro team clienti. A Maranello non sarebbero più in grado di produrre i motori 2016 anche per la Red Bull Racing, mentre farebbero ancora in tempo a revisionare quelli 2015, dovendo però allargare gli organici dei motoristi con nuove assunzioni per garantire la fornitura.

“Non possiamo rivoluzionare i nostri piani – ammette Arrivabene – per soddisfare la Red Bull dovremmo cambiare tutto il lavoro che abbiamo già pianificato. Erano sicuri di avere il motore Mercedes nel 2016 e hanno rotto non solo con Renault ma anche con Total e Infiniti”.

La Toro Rosso ha chinato la testa sul motore 2015 prima che Milton Keynes arrivasse al punto di rottura con Maranello. Ma è paradossale pensare che l’anno prossimo possa correre il team satellite e non quello titolare. Ieri Bernie Ecclestone aveva consigliato Dietrich Mateschitz di prendersi la fornitura Ferrari 2015 per un anno senza fare troppe storie, magari turandosi il naso.

Ma alla Gestione Sportiva sanno perfettamente quanto sia conflittuale qualsiasi rapporto con la Red Bull Racing: se vincono è merito loro, mentre se perdono è colpa dei fornitori. Questo atteggiamento presuntuoso ha reso i “bibitari” molto antipatici nel Circus. Christian Horner e Helmut Marko stanno raccogliendo quello che hanno seminato...

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Serie Formula 1
Evento Gran Premio di Russia
Location Sochi Autodrom
Piloti Daniel Ricciardo, Daniil Kvyat
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