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F1 2019: come si affronta il GP del Brasile

Siamo in Brasile, circuito di Interlagos: ventesima e penultima gara della stagione 2019 di Formula 1. Con entrambi i titoli già assegnati, c'è chi scommetterebbe su una gara noiosa. Sbagliatissimo! Interlagos è sempre stata teatro di Gran Premio entusiasmanti. Conosciamo più da vicino la pista paulista anche grazie ai dati tecnici firmati Magneti Marelli

Il Gran Premio del Brasile è la ventesima e penultima prova del Campionato del Mondo 2019 di Formula 1. Teatro dell'evento è una delle piste più belle del calendario, quella di Interlagos.

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Sorto a pochi Km dal centro di San Paolo, il circuito di Interlagos sa offrire gare spettacolari come poche altre piste grazie alla presenza di numerosi sali-scendi, curve veloci e lunghi rettilinei. Gli acquazzoni, qui, sono all'ordine del giorno e aumentano incredibilmente il fattore di imprevedibilità della gara.

Lunga 4.309 metri, la pista sorge in quota, tra i 747 e i 786 metri sul livello del mare. La distanza del GP è di 71 giri, per un totale inferiore ai 306 km complessivi.

Stando a quanto ci comunica Magneti Marelli, per affrontare al meglio la pista di Interlagos è necessario un carico aerodinamico di tipo medio. L'aria rarefatta inciderà negativamente sulla downforce e sulla turbina delle power unit, fattori da tenere presente in fase di valutazione degli assetti in vista della gara.

Interlagos sulla carta presenta tre punti ideali di sorpasso: curva 1, curva 4 e curva 6. Curva 8 e curva 10 sono tratti lenti della pista, dove è essenziale avere una buona trazione tanto in percorrenza che in uscita.

Alta severità per il motore, chiamato a girare a farfalla spalancata per il 70% del tempo sul giro, mentre Interlagos è da considerarsi di media severità per il cambio – chiamato in azione 2840 volte in gara – e di bassa severità per i freni, impegnati a fondo solo in Curva 1, Curva 4 e curva 6.

Il consumo di benzina ad Interlagos, secondo le simulazioni, è un fattore secondario: per Magneti Marelli sono necessari 103 kg di benzina sui 110 imbarcabili per completare il GP. Parlando di srategie, Pirelli porta in Brasile le mescole più dure in gamma: C1 Hard a spalla bianca, C2 Medium a spalla Gialla e C3 Soft a spalla rossa.

Di gare entrate nella leggenda della Formula 1 ne abbiamo viste davvero tante e sceglierne solo alcune è un crimine, quindi vi chiedo scusa in anticipo e anzi vi invito a commentare dicendomi qual è stato il vostro GP del Brasile preferito. Sicuramente tra i migliori l'edizione del '91, prima vittoria di un Senna eroico nel suo Brasile, portando in trionfo una McLaren con il cambio bloccato in sesta marcia. Non può mancare l'ultima gara in rosso di Michael Schumacher nel 2006 quando, doppiato e ancora potenzialmente in lotta per il mondiale, iniziò una serie di giri incredibili arrivando addirittura al quarto posto. Da sottolineare anche il biennio 2007-2008, con la Ferrari di Kimi campione del Mondo e Massa che passa dal sogno più dolce all'incubo più amaro della carriera.

Dando uno sguardo all'albo d'oro, in Brasile tra i piloti in attività è Sebastian Vettel a dominare la classifica con 3 successi, seguito da Hamilton a quota 2 e Raikkonen con 1. Tra i team, il primo psoto è della McLaren con 12 vittorie, poi Ferrari con 11 e Williams con 6. Passando alle pole Position, tra i piloti in attività ne contiamo 3 per Hamilton e 2 per Vettel.

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