F1 | Antonelli sul podio: in Canada Kimi riscuote il credito all'applausometro
Anche Verstappen si spertica in elogi del bolognese che sale per la prima volta sul podio dopo appena 10 GP, ma a riconoscere il valore del ragazzo italiano è stato il pubblico di Montreal che spontaneamente ha riconosciuto un tributo alla prestazione del pupillo di Toto Wolff.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Sono trascorsi poco più di tre mesi tra l’esordio in Formula 1 e la conquista del primo podio. Il periodo più intenso della giovane carriera di Kimi Antonelli, sufficiente per un primo assaggio di ciò con cui bisogna convivere quando si guida per un top team. L’esaltazione per il brillante debutto sul circuito di Melbourne, la prima salita ai piani alti nel weekend di Miami, poi le critiche piovute in coincidenza con l’inizio della stagione europea. Sono stati sufficiente tre weekend conclusi fuori dalla zona punti (due a causa di problemi tecnici) per iniziare a vedere il nome Antonelli preceduto da ‘se’ o ‘ma’.
Oggi i giovani hanno tutto ciò che serve per crescere, ma in cambio degli strumenti più sofisticati che permettono di provare nel mondo virtuale ciò che è proibito fare in quello reale, hanno dovuto cedere quello che è l’elemento più prezioso quando si parla di maturazione: il tempo.
Due Gran Premi positivi e si diventa eroi, ma è un bonus part-time, perché bastano altrettanti weekend meno positivi per trasformarsi in una delusione. Scatta il confronto con il compagno di squadra (che nel caso di Antonelli è George Russell) ed ecco la bocciatura. Kimi, a dispetto dei suoi diciott’anni, ha spalle grosse ed una squadra che crede in lui. È stato lui il primo a sottolineare che non tutto era andato bene tra Imola e Barcellona, poi è partito per Montreal.
Il circuito Gilles Villeneuve è stato una novità per tutti i rookie, ma la Mercedes è sembrata trovare un contesto a lei più congeniale, frenate e accelerazioni. Antonelli ha scelto un approccio graduale, conscio che a Montreal ogni errore comporta un prezzo molto caro, ma è riuscito a mettere tutto insieme quando era il momento di farlo, ovvero nella Q3 di sabato pomeriggio. Poste le fondamenta per una corsa nelle prime posizioni, Kimi ha iniziato a costruire la gara che lo ha portato alla conquista del primo podio in Formula 1 al via, riuscendo a superare Oscar Piastri.
“È stato il momento chiave – ha spiegato Kimi – una volta sfilato dietro Verstappen mi sono progressivamente avvicinato, arrivando anche a metterlo sotto pressione, sia al termine del primo che del secondo stint”.
George Russell, Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Motorsport Images via Getty Images
Il momento in cui Antonelli ha dovuto sudare di più sono stati gli ultimi quindici giri di gara. Dopo l’ultimo pit stop ha spinto molto nei primi giri, sia per provare a restare a contatto con Verstappen che per contenere l’arrivo di Piastri alle sue spalle.
“Ora posso dirlo – ha ammesso - speravo che la gara finisse il più velocemente possibile! Ad ogni passaggio aggiornavo nella testa il conto alla rovescia, gli ultimi giri sono stati difficili, soprattutto vedendo Oscar avvicinarsi sempre di più fino ad arrivare in zona DRS”. In soccorso di Antonelli è arrivato Norris, autore del patatrac con Piastri che a tre giri dal termine ha innescato l’ingresso in pista della safety car e indirettamente la fine della gara.
Kimi si è goduto il suo primo giro d’onore verso il podio, assaporando tutto il momento. “È stato tutto molto bello, questo risultato è arrivato in un momento importante visto che la precedente tripletta non si era rivelata semplice. Questo è stato il modo migliore per riprendermi”. Un po' a sorpresa, Antonelli si è confermato il beniamino del pubblico di Montreal, vincendo a mani basse l’applausometro durante tutta la cerimonia di premiazione. “È stato molto meglio di quanto potessi immaginale – ha ammesso - sentire il pubblico mentre salivo sul podio mi ha fatto venire la pelle d'oca, non credo che scorderò quella sensazione, non è qualcosa che puoi comprare e non vedo l’ora di poterla rivivere. L’obiettivo sarà quello di mantenere lo slancio e cercare di ottenere altri podi, e quando tutto sarà perfetto…magari anche la prima vittoria”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Motorsport Images via Getty Images
Antonelli sa che il suo viaggio è appena iniziato, dentro di sé c’è la voglia e lo spirito che portano a bruciare le tappe (come è giusto che sia) ma anche la consapevolezza che in Formula 1 non si può improvvisare. Tutto arriva seguendo una logica. “So che c'è molto lavoro da fare, soprattutto per quanto riguarda le qualifiche, devo essere veloce sin dalla prima sessione, ma siamo sulla buona strada. La squadra sta facendo un ottimo lavoro e George mi sta aiutando a spingermi ancora oltre. C'è un'ottima dinamica nella squadra, speriamo di poter mantenere questo slancio anche nelle prossime gare”.
Nella sua prima conferenza stampa post gara, Antonelli si è ritrovato al fianco di Russell e Verstappen, e proprio Max (sollecitato da una domanda) ha fotografato molto bene la situazione di Kimi. “Per me non è una sorpresa, conoscevo Kimi fin dalla sua ascesa nel karting e lo tenevo d'occhio. Trovo che il suo aspetto più impressionante sia la sua velocità naturale, ma ciò che più mi piace è il suo approccio equilibrato e calmo, sono qualità fantastiche".
"Non ho mai avuto dubbi sul fatto che il suo primo podio sarebbe arrivato in questa stagione, ha avuto qualche gara sfortunata, una delle quali è stata anche colpa mia con il pit stop (a Miami). Ma era solo questione di tempo e sono molto contento che sia arrivato adesso. Sono passaggi che aiutano ad avere più fiducia, che ti danno una bella spinta, nella stagione d’esordio ci sono tante cose che ti aiutano a crescere, impari dalle gare meno buone così come da quelle buone. Nei prossimi anni, ne sono certo, vedremo qui Kimi molto più spesso”.
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