Vai al contenuto principale

Consigliato per te

F1 | Racing Bulls: Lawson non si spiega la mancata penalità a Lindblad, ma la manovra di Ocon ha scagionato il rookie

Formula 1
Formula 1
Azerbaijan
F1 | Racing Bulls: Lawson non si spiega la mancata penalità a Lindblad, ma la manovra di Ocon ha scagionato il rookie

F1 | Dopo la tempesta, ecco la quiete: Norris si è scusato con Colapinto dopo le dure parole di Baku

Formula 1
Formula 1
Azerbaijan
F1 | Dopo la tempesta, ecco la quiete: Norris si è scusato con Colapinto dopo le dure parole di Baku

MotoGP | Quartararo costretto a lasciare Monster dopo il ritorno di Red Bull come sponsor della Honda

MotoGP
MotoGP
MotoGP | Quartararo costretto a lasciare Monster dopo il ritorno di Red Bull come sponsor della Honda

WEC | Trattativa Alpine-Geely, ormai ci siamo: "Annuncio in arrivo da un giorno all'altro"

WEC
WEC
WEC | Trattativa Alpine-Geely, ormai ci siamo: "Annuncio in arrivo da un giorno all'altro"

F1 | Ferrari: Leclerc e Hamilton hanno corso con due configurazioni aerodinamiche diverse

Formula 1
Formula 1
Azerbaijan
F1 | Ferrari: Leclerc e Hamilton hanno corso con due configurazioni aerodinamiche diverse

MotoGP | Ecco gli orari TV di Sky, Now e TV8 del Gran Premio del Giappone

MotoGP
MotoGP
Giappone
MotoGP | Ecco gli orari TV di Sky, Now e TV8 del Gran Premio del Giappone

F1 2026 | Ecco gli orari TV di Sky, NowTV e TV8 del GP del Bahrain in Malesia

Formula 1
Formula 1
Bahrain
F1 2026 | Ecco gli orari TV di Sky, NowTV e TV8 del GP del Bahrain in Malesia

Ecco quando F1 e MotoGP correranno nello stesso weekend nel 2027: ci sono 8 concomitanze

MotoGP
MotoGP
Ecco quando F1 e MotoGP correranno nello stesso weekend nel 2027: ci sono 8 concomitanze
Commento

F1 a costo zero: non è un'utopia, ma un obiettivo

I team principal nelle quattro ore di discussione di lunedì in video conferenza hanno parlato anche del futuro e hanno affrontato temi che riguardano la sostenibilità del Circus nel futuro. E Liberty Media ha avanzato delle proposte per rendere il sistema autosufficiente.

Formula 1 - Drive to Survive

C’è un concetto che da tempo emergeva nei meeting tra i responsabili delle squadre di Formula 1, FIA e Liberty. Un argomento sussurrato e mai realmente affrontato: un Mondiale a costo zero.

Oggi quel mormorio è diventato una proposta che si tratta ad alta voce, perché ciò che sembrava un’utopia, di fatto sembra essere l’unica vera via d’uscita per una Formula 1 travolta (e stravolta) da una situazione che ha minato fondamenta cementate negli anni, ed erroneamente considerate basi inattaccabili.

Gli effetti causati dal COVID-19 sono sotto gli occhi di tutti ed anche il mondo dello sport è costretto a rivedere molti dei suoi punti fermi, ad iniziare dal cruciale rapporto ‘ricavi-spese’.

Per la Formula 1 questo si tradurrà in un cambio di visione ed i confronti tra le parti in causa sono già iniziati. Il meeting in videoconferenza tenutosi lunedì ha sfiorato le 4 ore, perché sul tavolo c’era da affrontare l’emergenza di un presente ma ci sono anche da gettare delle nuove basi su cui poserà il futuro.

Il concetto di una Formula 1 a costo zero è semplice: un team deve poter essere nelle condizioni di aspirare a buoni traguardi senza la necessità di dover contare su ingenti iniezioni di capitali esterni (voce a cui fa riferimento il costo zero) riuscendo a svolgere la sua attività con qualche sponsor in grado di coprire circa il 20% del budget più la quota finanziaria garantita da Liberty.

Quest’ultima voce è ciò che la società statunitense ricava dalla vendita dei diritti televisivi, dai pagamenti dei promoter delle singole gare, dagli sponsor del campionato e dalle attività collaterali, ovvero proventi del paddock club e dalle aree merchandising.

La metà di questo importo viene distribuito da Liberty alle squadre sulla base di un complesso sistema che tiene conto dei risultati ottenuti della classifica Costruttori, gli anni di anzianità in Formula 1 ed il valore storico dei singoli team.

Liberty negli ultimi anni ha incrementato i ricavi derivati dalle attività di sua competenza, arrivando a superare i due miliardi di dollari, ma per quanto questo fronte possa crescere (considerando la situazione attuale sarà un miracolo se conterrà le perdite in percentuali accettabili) con il modello attuale di business è impossibile raggiungere l’obiettivo del costo zero.

Le spese sostenute dalle singole squadre sono troppo alte, così come troppo alta è la differenza di budget tra i team di vertice ed il resto del gruppo.

Oggi ci sono sul piatto delle misure d’emergenza (alcune sono già state prese, come il congelamento del telaio per la stagione 2021 ed il posticipo del nuovo regolamento tecnico al 2022), ma la crisi attuale ha portato alla luce antiche problematiche che non saranno ignorate anche in previsione del post-emergenza.

L’unica via d’uscita diventa quella di limitare drasticamente i costi e da tagliare c’è parecchio. Davanti all’emergenza attuale, anche argomenti giudicati come a lungo dei tabù possono essere messi sul tavolo, e posizioni che per anni sono state inattaccabili, stanno diventando più morbide.

Il rischio è quello di cedere a compromessi, come è accaduto spesso sul tavolo delle decisioni, ma oggi è vitale puntare dritti verso l’obiettivo.

L’allarme oggi suona più forte nelle sedi dei piccoli team, ma sarebbe un errore credere che le squadre di vertice siano immuni da rischi.

Difficilmente nel contesto attuale un consiglio di amministrazione di un grande gruppo può sbilanciarsi in impegni pluriennali garantendo finanziamenti importanti, ed i ‘board’ solitamente non mandano messaggi di preavviso quando decidono di chiudere i rubinetti.

Viceversa, non ci sono però motivi per interrompere un programma in grado di autofinanziarsi, e questo è un punto importante per la stabilità futura della Formula 1. Anche i top-team, storicamente restii a prendere in considerazione tagli di budget, oggi sono chiamati a farlo, magari come misura preventiva, ma comunque necessaria.

Ovviamente tutto passerà attraverso un regolamento tecnico in grado di individuare le voci di spesa maggiori, ma non sarà un compito semplice.

La sfida (complessa) è nel riuscire a tagliare o ridurre voci di spesa ponendo dei limiti molto chiari, senza però snaturare il DNA della Formula 1, ovvero mantenendo aree in cui una squadra può fare la differenza con il suo know-how tecnico.

Il Circus non può prescindere dalle Case ufficiali che vedono nella Formula 1 una piattaforma hi-tech per promuovere il proprio prodotto di serie e un campionato che tende troppo al “mono”, può rivelarsi un boomerang favorendo lo scarso interesse dei Costruttori. La palestra tecnica deve restare attiva, ma meno dispendiosa di quella che oggi è.

Il regolamento power unit ha portato nel Circus un solo costruttore (la Honda), ma la complessità del progetto ed i grandi investimenti economici indispensabili per poter accettare la sfida tecnica, rendono oggi la Formula 1 una sfida troppo impegnativa anche per grandi gruppi (VW-Porsche, BMW ed altri costruttori che hanno ‘annusato’ il contesto per poi decidere di lasciare stare) e questo è un grosso limite del regolamento attuale.

Serve buonsenso, che tradotto in termini pratici per chi siede al tavolo delle trattative vuol dire mettere da parte piccoli interessi nell’immediato guardando ad obbiettivi comuni ben più grandi nel lungo periodo. Fino a poco più di un mese fa sarebbe stata un’utopica speranza, oggi è un’aspettativa più concreta, e sprecarla rischia di essere un clamoroso autogoal.

Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing, arriva nel paddock
Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1, nel paddock
Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing
Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 parla con la stampa
Mario Isola, Racing Manager, Pirelli Motorsport parla con la stampa
Sebastian Vettel, Ferrari
Charles Leclerc, Ferrari
Andreas Seidl, Team Principal, McLaren
Toyoharu Tanabe, F1 Direttore tecnico, Honda
Daniel Ricciardo, Renault F1
Franz Tost, Team Principal, AlphaTauri, con Laurent Mekies, Direttore Sportivo, Ferrari
Dettaglio dell'anteriore Ferrari SF1000
AlphaTauri, dettaglio dell'ala frontale
Cyril Abiteboul, Managing Director, Renault F1 Team  con un membro del Team Renault
Ala anteriore Alfa Romeo C39
Kimi Raikkonen, Alfa Romeo
Dettaglio dei piloni dell'ala posteriore Alfa Romeo Racing C39
Pat Fry, Renault F1 Team
Mercedes AMG F1 W11 posteriore
Pierre Gasly, AlphaTauri AT01 durante un pit stop
Motore Williams F43
 Mercedes AMG F1 W11
Red Bull Racing RB16 ala posteriore
Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen
Pit board per Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Sebastian Vettel, Ferrari
Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
27
Articolo precedente F1: il GP del Canada si aggiunge alla lista delle gare rinviate
Prossimo Articolo Piola racconta le Formula 1 2020: Williams FW43

Top Comments

Ultime notizie