F1 a costo zero: non è un'utopia, ma un obiettivo

I team principal nelle quattro ore di discussione di lunedì in video conferenza hanno parlato anche del futuro e hanno affrontato temi che riguardano la sostenibilità del Circus nel futuro. E Liberty Media ha avanzato delle proposte per rendere il sistema autosufficiente.

F1 a costo zero: non è un'utopia, ma un obiettivo

C’è un concetto che da tempo emergeva nei meeting tra i responsabili delle squadre di Formula 1, FIA e Liberty. Un argomento sussurrato e mai realmente affrontato: un Mondiale a costo zero.

Oggi quel mormorio è diventato una proposta che si tratta ad alta voce, perché ciò che sembrava un’utopia, di fatto sembra essere l’unica vera via d’uscita per una Formula 1 travolta (e stravolta) da una situazione che ha minato fondamenta cementate negli anni, ed erroneamente considerate basi inattaccabili.

Gli effetti causati dal COVID-19 sono sotto gli occhi di tutti ed anche il mondo dello sport è costretto a rivedere molti dei suoi punti fermi, ad iniziare dal cruciale rapporto ‘ricavi-spese’.

Per la Formula 1 questo si tradurrà in un cambio di visione ed i confronti tra le parti in causa sono già iniziati. Il meeting in videoconferenza tenutosi lunedì ha sfiorato le 4 ore, perché sul tavolo c’era da affrontare l’emergenza di un presente ma ci sono anche da gettare delle nuove basi su cui poserà il futuro.

Il concetto di una Formula 1 a costo zero è semplice: un team deve poter essere nelle condizioni di aspirare a buoni traguardi senza la necessità di dover contare su ingenti iniezioni di capitali esterni (voce a cui fa riferimento il costo zero) riuscendo a svolgere la sua attività con qualche sponsor in grado di coprire circa il 20% del budget più la quota finanziaria garantita da Liberty.

Quest’ultima voce è ciò che la società statunitense ricava dalla vendita dei diritti televisivi, dai pagamenti dei promoter delle singole gare, dagli sponsor del campionato e dalle attività collaterali, ovvero proventi del paddock club e dalle aree merchandising.

La metà di questo importo viene distribuito da Liberty alle squadre sulla base di un complesso sistema che tiene conto dei risultati ottenuti della classifica Costruttori, gli anni di anzianità in Formula 1 ed il valore storico dei singoli team.

Liberty negli ultimi anni ha incrementato i ricavi derivati dalle attività di sua competenza, arrivando a superare i due miliardi di dollari, ma per quanto questo fronte possa crescere (considerando la situazione attuale sarà un miracolo se conterrà le perdite in percentuali accettabili) con il modello attuale di business è impossibile raggiungere l’obiettivo del costo zero.

Le spese sostenute dalle singole squadre sono troppo alte, così come troppo alta è la differenza di budget tra i team di vertice ed il resto del gruppo.

Oggi ci sono sul piatto delle misure d’emergenza (alcune sono già state prese, come il congelamento del telaio per la stagione 2021 ed il posticipo del nuovo regolamento tecnico al 2022), ma la crisi attuale ha portato alla luce antiche problematiche che non saranno ignorate anche in previsione del post-emergenza.

L’unica via d’uscita diventa quella di limitare drasticamente i costi e da tagliare c’è parecchio. Davanti all’emergenza attuale, anche argomenti giudicati come a lungo dei tabù possono essere messi sul tavolo, e posizioni che per anni sono state inattaccabili, stanno diventando più morbide.

Il rischio è quello di cedere a compromessi, come è accaduto spesso sul tavolo delle decisioni, ma oggi è vitale puntare dritti verso l’obiettivo.

L’allarme oggi suona più forte nelle sedi dei piccoli team, ma sarebbe un errore credere che le squadre di vertice siano immuni da rischi.

Difficilmente nel contesto attuale un consiglio di amministrazione di un grande gruppo può sbilanciarsi in impegni pluriennali garantendo finanziamenti importanti, ed i ‘board’ solitamente non mandano messaggi di preavviso quando decidono di chiudere i rubinetti.

Viceversa, non ci sono però motivi per interrompere un programma in grado di autofinanziarsi, e questo è un punto importante per la stabilità futura della Formula 1. Anche i top-team, storicamente restii a prendere in considerazione tagli di budget, oggi sono chiamati a farlo, magari come misura preventiva, ma comunque necessaria.

Ovviamente tutto passerà attraverso un regolamento tecnico in grado di individuare le voci di spesa maggiori, ma non sarà un compito semplice.

La sfida (complessa) è nel riuscire a tagliare o ridurre voci di spesa ponendo dei limiti molto chiari, senza però snaturare il DNA della Formula 1, ovvero mantenendo aree in cui una squadra può fare la differenza con il suo know-how tecnico.

Il Circus non può prescindere dalle Case ufficiali che vedono nella Formula 1 una piattaforma hi-tech per promuovere il proprio prodotto di serie e un campionato che tende troppo al “mono”, può rivelarsi un boomerang favorendo lo scarso interesse dei Costruttori. La palestra tecnica deve restare attiva, ma meno dispendiosa di quella che oggi è.

Il regolamento power unit ha portato nel Circus un solo costruttore (la Honda), ma la complessità del progetto ed i grandi investimenti economici indispensabili per poter accettare la sfida tecnica, rendono oggi la Formula 1 una sfida troppo impegnativa anche per grandi gruppi (VW-Porsche, BMW ed altri costruttori che hanno ‘annusato’ il contesto per poi decidere di lasciare stare) e questo è un grosso limite del regolamento attuale.

Serve buonsenso, che tradotto in termini pratici per chi siede al tavolo delle trattative vuol dire mettere da parte piccoli interessi nell’immediato guardando ad obbiettivi comuni ben più grandi nel lungo periodo. Fino a poco più di un mese fa sarebbe stata un’utopica speranza, oggi è un’aspettativa più concreta, e sprecarla rischia di essere un clamoroso autogoal.

Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing, arriva nel paddock
Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing, arriva nel paddock
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1, nel paddock
Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1, nel paddock
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing
Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing
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Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 parla con la stampa
Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 parla con la stampa
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Mario Isola, Racing Manager, Pirelli Motorsport parla con la stampa
Mario Isola, Racing Manager, Pirelli Motorsport parla con la stampa
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari
Charles Leclerc, Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Andreas Seidl, Team Principal, McLaren
Andreas Seidl, Team Principal, McLaren
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Toyoharu Tanabe, F1 Direttore tecnico, Honda
Toyoharu Tanabe, F1 Direttore tecnico, Honda
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Daniel Ricciardo, Renault F1
Daniel Ricciardo, Renault F1
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Franz Tost, Team Principal, AlphaTauri, con Laurent Mekies, Direttore Sportivo, Ferrari
Franz Tost, Team Principal, AlphaTauri, con Laurent Mekies, Direttore Sportivo, Ferrari
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Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Dettaglio dell'anteriore Ferrari SF1000
Dettaglio dell'anteriore Ferrari SF1000
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Foto di: Giorgio Piola

AlphaTauri, dettaglio dell'ala frontale
AlphaTauri, dettaglio dell'ala frontale
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Cyril Abiteboul, Managing Director, Renault F1 Team con un membro del Team Renault
Cyril Abiteboul, Managing Director, Renault F1 Team con un membro del Team Renault
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Ala anteriore Alfa Romeo C39
Ala anteriore Alfa Romeo C39
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Foto di: Giorgio Piola

Kimi Raikkonen, Alfa Romeo
Kimi Raikkonen, Alfa Romeo
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Dettaglio dei piloni dell'ala posteriore Alfa Romeo Racing C39
Dettaglio dei piloni dell'ala posteriore Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Giorgio Piola

Pat Fry, Renault F1 Team
Pat Fry, Renault F1 Team
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Mercedes AMG F1 W11 posteriore
Mercedes AMG F1 W11 posteriore
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Foto di: Giorgio Piola

Pierre Gasly, AlphaTauri AT01 durante un pit stop
Pierre Gasly, AlphaTauri AT01 durante un pit stop
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Foto di: Andrew Hone / Motorsport Images

Motore Williams F43
Motore Williams F43
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Foto di: Giorgio Piola

Mercedes AMG F1 W11
 Mercedes AMG F1 W11
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Foto di: Giorgio Piola

Red Bull Racing RB16 ala posteriore
Red Bull Racing RB16 ala posteriore
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Foto di: Giorgio Piola

Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen
Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Pit board per Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Pit board per Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

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