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F1 | "Passo" indietro Ferrari: SF-23 più lenta della F1-75 a Jeddah

A parità di mescola e di giri percorsi, contando solo quelli 'puliti', il secondo stint di Leclerc a Jeddah è stato più lento di oltre 20" rispetto al 2022. Il tutto mentre Verstappen, pur finendo secondo, è stato più veloce di 12 mesi fa, quando invece era uscito vincitore. A riprova che il problema più grande da risolvere sulla SF-23 è il passo gara, soprattutto con le gomme dure.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

L’analisi dei dati emersi dai cinquanta giri disputati domenica scorsa a Jeddah ha fatto emergere un nuovo avversario per la Ferrari, ed è la Ferrari stessa, ovvero il confronto tra i tempi sul giro ottenuti da Leclerc due giorni fa e quelli dello stesso Charles nel Gran Premio del 2022. L’analisi puramente aritmetica fa emergere che Leclerc con la SF-23 ha girato ad un ritmo più lento rispetto a dodici mesi prima, il tutto a parità di mescola di pneumatici (hard) e di lunghezza di stint, visto che in entrambe le gare il pit-stop è avvenuto al sedicesimo giro.

Ci sono delle variabili da considerare, ovvero la pista (che è stata leggermente modificata) e anche la condotta stessa di gara, visto che nel 2022 Leclerc è stato in lotta per la vittoria con Verstappen fino alla bandiera a scacchi mentre domenica scorsa negli ultimi giri ha tirato i remi in barca. Ci sono state fasi di gara in cui però Charles ha sicuramente spinto al massimo, soprattutto quando ha provato a dare la 'caccia' a Sainz. Ma anche in questa fase i suoi tempi non sono stati in linea con quelli del 2022.

Confrontando 20 giri 'puliti' nel secondo stint di gara, emerge un vantaggio di oltre venti secondi a favore del ritmo tenuto da Leclerc nel 2022. Il sospetto che possa essere stata la pista a influenzare la performance delle Ferrari viene smentito dalla medesima analisi fatta con i tempi ottenuti da Verstappen. Il campione del mondo nei venti giri 'puliti' coperti nel secondo stint si è confermato più veloce dell’anno precedente, anche se con un margine di poco superiore al decimo al giro. Una differenza sostanziale che ha determinato il gap emerso sotto la bandiera a scacchi.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Photo by: Ferrari

“Se diamo un’occhiata alla fotografia del weekend – ha commentato Vasseur domenica sera – credo che il potenziale della monoposto fosse buono in qualifica così come nel primo stint di gara (che Leclerc ha coperto con un set di soft) ma non abbiamo avuto ritmo nella seconda parte, quando abbiamo montato le hard”. Confrontando i tempi di qualifica ottenuti lo scorso sabato con quelli del 2022, emerge un quadro meno allarmante. Il poleman, Sergio Perez, ha ottenuto la pole position con il crono di 1’28”265 contro 1’28”200 del 2022 (differenza +0”065), mentre il passivo di Leclerc è stato di +0”195.

I numeri sembrano assecondare la visione di Vasseur, ma il dato sul passo gara resta allarmante. Gli sforzi degli ingegneri di Maranello sono indirizzati in quest’area, la SF-23 rispetto alla F1-75 dello scorso anno ha indubbiamente recuperato terreno sul fronte della velocità di punta, ma è un obiettivo raggiunto pagando un prezzo elevato in termini di carico aerodinamico. Uno scenario che emerge in gara nella gestione della gomma, soprattutto quando di tratta di coprire lunghe distanze con le mescole più dure.

C’è infine la variabile ‘gomme’, che appare come una spiegazione plausibile per giustificare il passo indietro rispetto al ritmo di gara di dodici mesi fa. Gli pneumatici Pirelli 2023 hanno introdotto novità soprattutto sull’asse anteriore, e ovviamente ogni modifica richiede un lavoro di adattamento mirato alla gestione migliore possibile. Potrebbe essere questa la zona incriminata, ma resta da risolvere il rebus ‘causa-effetto’, ovvero capire se la gestione gomma è il problema, o se in realtà è solo l’effetto di una grana che si nasconda in un’altra area della SF-23.

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Charles Leclerc, Ferrari SF-23

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Photo by: Ferrari

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