Ecco perché F1 e Pirelli rappresentano un binomio ideale
E' stato rinnovato l'accordo fra la Casa italiana e la F1 per la fornitura degli pneumatici fino al 2027, con un'opzione per il 2028 dando una continuità ad una storia che affonda già agli Anni '50. Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli, sottolinea come il Motorsport rappresenti il banco di prova definitivo per la tecnologia Pirelli, ma è anche una perfetta piattaforma di marketing per mercati come gli Stati Uniti che hanno scoperto i GP di recente con le nuove generazioni.
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La recente conferma che Pirelli si è aggiudicata il ruolo di fornitore unico di pneumatici in Formula 1 per il prossimo periodo contrattuale rappresenta un segnale di fiducia nei confronti dell'azienda italiana e dei suoi prodotti.
Questa volta vi era una forte concorrenza ma, dopo un'analisi completa degli aspetti tecnici da parte della FIA e sul piano commerciale da parte della Formula 1, Pirelli si è aggiudicata l'accordo. Il contratto copre le stagioni 2025-27, con un'opzione per un quarto anno nel 2028.
Rispetto al passato, l’ultimo tender si è rivelato più complesso, anche perché i contratti relativi alla Formula 2 e alla Formula 3 sono stati inseriti nell’accordo con la Formula 1. A ciò sono stati aggiunti obiettivi significativi sul piano della sostenibilità, in quanto lo sport si sta muovendo verso il target Net Zero 2030.
Nel caso l’opzione per il 2028 venisse attivata, grazie al recente accordo Pirelli completerà 18 stagioni come fornitore unico in Formula 1.
Quest’ultimo stint dell’azienda in Formula 1, dopo le precedenti partecipazioni dal 1950 al 1958, dal 1981 al 1986 e dal 1989 al 1991, si è rivelata un grande successo.
Gomme Pirelli Zero sulla Benetton B191 di Nelson Piquet nel 1991
Photo by: Pirelli
"Noi, come FIA e F1, abbiamo scelto il partner giusto per progredire nell'evoluzione dello sport di oggi" - ha dichiarato il CEO di F1 Stefano Domenicali -. "La F1 è l'apice non solo di ciò che vediamo in pista, ma anche di ciò che abbiamo sviluppato insieme. Pirelli si è dimostrata un partner forte e affidabile, che ha dato forma ai grandi momenti della F1 sin dalla prima volta che ha fatto il suo ritorno".
"Pirelli ha dimostrato di essere qui da molto tempo, dal 1950. Quindi è davvero il giusto riconoscimento dell'incredibile lavoro che stanno facendo. E noi, come F1, lo riconosciamo e sappiamo che è un mondo che si sta evolvendo”.
"In questi anni vi sono state grandi evoluzioni, molte esigenze per le vetture, i piloti e i circuiti che hanno rappresentato una sfida per i nostri amici di Pirelli”.
"Fa parte di ciò che la F1 deve fare, avere i partner giusti su cui si può davvero contare lavorando insieme per migliorare la competizione in pista e per ottenere un prodotto migliore che possa essere utilizzato anche sul fronte della mobilità".
Gli pneumatici Pirelli da 18 pollici introdotti nel 2022
Photo by: Motorsport.com / Japan
Per il vicepresidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, il nuovo contratto è la conferma del buon lavoro svolto negli ultimi anni.
"Questo annuncio significa la volontà di continuare una partnership che si è rivelata vincente per tutte le parti coinvolte", ha dichiarato.
“E grazie alla F1, grazie alla FIA, grazie alla collaborazione con i team, credo che siamo parte di un'evoluzione della F1".
"Quando siamo tornati nel 2011 le vetture erano differenti e c'erano meno circuiti. L'evoluzione dei prodotti continua a essere il nostro compito. Le gare di F1 fanno parte del DNA di Pirelli".
Tronchetti Provera ha inoltre sottolineato come la F1 rappresenti il banco di prova definitivo per la tecnologia Pirelli.
"La velocità e le forze in F1 sono incredibili. Non possiamo riprodurle in nessun altro tipo di sport motoristico. Anche lo sport per noi è una priorità in generale, con test in condizioni estreme. Perché per noi il motorsport è un laboratorio a cielo aperto. All'interno di questo laboratorio, la F1 è il livello più alto in cui testiamo i nuovi materiali".
La F1 ha conquistato gli Stati Uniti con tre GP in calendario
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Tuttavia, non si tratta solo di utilizzare la F1 come un campo per ricerca e sviluppo. Accanto a ciò c'è anche un elemento significativo di marketing nel coinvolgimento di Pirelli, anche per la crescente visibilità di questo sport negli Stati Uniti.
"Penso che ci sia un equilibrio tra le due cose. Il marketing fa parte delle nostre priorità, così come il fatto che la F1 stia conquistando l'America, che è davvero una novità, e dobbiamo dire che Stefano e Liberty Media hanno fatto un lavoro straordinario", racconta Tronchetti Provera.
"Perché in America la F1 non era conosciuta. C'erano alcune gare, ma in realtà la gente non sapeva che la F1 esistesse. Ora è incredibile quello che sta succedendo in America".
"Netflix, ovviamente, sta aiutando. E credo che questi quattro anni davanti a noi siano fondamentali, perché stiamo crescendo sia negli Stati Uniti che a livello globale in termini di prodotti, ambiente, prestazioni e sicurezza".
I numeri dimostrano anche che la recente ondata di interesse per la F1 ha attirato molti giovani tifosi verso questo sport.
"Questa esposizione mediatica della F1 sta coinvolgendo anche le giovani generazioni, il che è una novità. Sembrava che le auto si stessero avvicinando alla fine, c'era solo il car sharing, nessun interesse per le macchine. Ora vediamo che la nuova generazione, e ho nipoti di 13, 14 e 15 anni, ha una gran voglia di andare a vedere la F1", afferma Tronchetti Provera.
"Questa è la F1, qualcosa di incredibilmente fresco e nuovo, che fino a pochi anni fa era considerato un mondo vecchio. Ora abbiamo una nuova generazione di giovani tifosi della F1. Questa è la grandezza della F1. Credo che i prossimi anni per noi saranno un'esperienza straordinaria che si rivelerà utile per l'azienda".
Guenther Steiner, Team Principal di Haas F1 Team, prima di un Pirelli Hot Lap
Photo by: Andy Hone / Motorsport Images
I successi sulle piste hanno incrementato il business di Pirelli, come osserva Tronchetti Provera.
"In un mondo in cui la concorrenza è totalmente aperta come nel settore degli pneumatici, dove ci si scontra l’uno contro l'altro, Pirelli è riuscita a conquistare il 50% del mercato di lusso. Il che significa che le Ferrari, le McLaren e le Aston Martin escono dalle fabbriche con pneumatici Pirelli”, afferma Tronchetti Provera.
"E continuiamo a evolverci, aggiungendo la nostra leadership sul piano ambientale. E ora Pirelli è leader nel segmento delle auto elettriche di alta gamma con prodotti specifici, in cui la sostenibilità e la sicurezza sono la priorità”.
"Quindi ora stiamo combinando prestazioni e sostenibilità in un modo in cui quest’ultima diventa come la sicurezza: fa parte del gioco".
Come già menzionato, il tema della sostenibilità ha rappresentato un elemento chiave nell’ultimo tender per la fornitura degli pneumatici in F1 e Pirelli ha dovuto dimostrare il proprio impegno su questo fronte.
Uno degli impegni in questo senso è che dal 2024 i suoi pneumatici di Formula 1 saranno certificati dal Forest Stewardship Council, che, come fa notare l'azienda, indica che "le piantagioni dei componenti provenienti dalla foreste per la realizzazione degli pneumatici sono gestite in modo da preservare la diversità biologica e apportare benefici alla vita delle comunità locali e dei lavoratori, promuovendo al contempo la sostenibilità economica".
I tecnici Pirelli sono su tutti i campi di gara
Photo by: Pirelli
Pirelli è stata la prima azienda a ottenere la certificazione FSC per i suoi pneumatici stradali. Tronchetti Provera ha spiegato chiaramente come la sostenibilità sia un tema importante all’interno dell’intera azienda, non solo nel contesto del suo impegno nel motorsport.
"Abbiamo già raggiunto alcuni obiettivi importanti. Siamo partner del team delle Nazioni Unite e abbiamo avuto un riconoscimento per ciò che abbiamo fatto per rendere i nostri prodotti sempre più sostenibili", spiega il vicepresidente esecutivo di Pirelli.
"Per quanto riguarda la F1, a partire dal 2024 il nostro ruolo di fornitore si svolgerà con materie prime certificate. La certificazione FSC significa che tutto il ciclo, dall'inizio fino al riciclo, è sotto il controllo di enti legati alla sostenibilità per garantire che la produzione, l'uso e il riciclo avvengano in maniera sostenibile”.
"Tutti i nostri stabilimenti in Europa sono già così. Nel 2025 tutti gli stabilimenti del gruppo saranno alimentati da energia rinnovabile, e questo è un altro punto chiave”.
"Quindi penso che si tratti di un'evoluzione continua ed essendo in F1, dove vi sono le condizioni di stress più impegnative per le gomme, approfittiamo di queste esperienze per continuare a migliorare insieme a loro. Quindi penso che questo sia un impegno che continuerà. E abbiamo già raggiunto molti obiettivi importanti".
"Con la F1 abbiamo l'opportunità di confrontarci con condizioni estreme. Anche con i nostri partner, che ci forniscono le materie prime, abbiamo accordi di sviluppo congiunto, che sono sempre più impegnativi per continuare a essere i numeri uno".
"Quindi, essendo leader, come lo siamo nell'area più avanzata dell'industria automobilistica, dobbiamo continuare a esserlo. E la F1 ci sta aiutando a essere leader. Quindi è una sfida in cui c’è qualcosa che ogni fine settimana, o ogni due ogni due weekend, dimostra le qualità di Pirelli”.
Mario Isola, Racing Manager di Pirelli Motorsport con Max Verstappen, campione del mondo di F1 per la terza volta
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
In definitiva, Pirelli deve lavorare con le squadre e i piloti per dare loro ciò che desiderano, ma non è sempre un compito semplice.
"Dobbiamo essere sempre in contatto con i Team Principal e con i piloti. Perché è il loro giudizio che ci spinge a fare qualcosa di diverso o di migliore. E quando rimangono in silenzio, è un buon segno!”, racconta Tronchetti Provera.
"E ultimamente devo dire che i commenti sono pochi. Ma quando c'è un’indicazione, non ci mettiamo mai a discutere su questi commenti, bensì cerchiamo di capire cosa possiamo fare in maniera migliore. È una sfida continua, le prestazioni devono essere sempre migliori".
Pirelli deve sempre fare i conti con le modifiche ai regolamenti e con l'evoluzione delle vetture, dato che i livelli di carico delle monoposto e, di conseguenza, delle forze generate sugli pneumatici aumentano di anno in anno.
Per il 2026 ci sarà un altro cambio regolamentare, con una Power Unit rivista e diverse novità sul piano aerodinamico, con un inevitabile impatto sugli pneumatici.
"Sicuramente ci saranno nuove sfide. Abbiamo affrontato delle sfide passando dai 13 ai 18 pollici [nel 2022]. Siamo stati in grado di affrontare tutte queste sfide", afferma Tronchetti Provera.
"Guardando al futuro, siamo sempre in contatto con la F1 e la FIA. Lavoriamo insieme per garantire che ogni innovazione proceda alla stessa velocità dell'evoluzione delle vetture”.
"Questa è la nostra missione. E questo è ciò che facciamo ogni giorno con i produttori di auto, lavoriamo insieme a loro. L'unico modo per correre correttamente è avere buone gomme, perché senza buoni pneumatici le auto non possono muoversi!".
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