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Dakar | Benavides: "Tappa 6 molto pericolosa per le moto"

Kevin Benavides ha criticato la decisione di far correre le moto sullo stesso percorso su cui avevano disputato la tappa le auto e i camion il giorno precedente, provocando numerosi incidenti.

Dakar | Benavides: "Tappa 6 molto pericolosa per le moto"

La sesta tappa della Dakar 2022 è stata segnata dalla neutralizzazione della gara delle categorie moto e quad, con gli organizzatori che hanno deciso di ritenere validi solamente i primi 100,2 km ai fini della classifica.

Il motivo è che il terreno degli oltre 400 km previsti era ai limiti dell'impraticabile per le piogge dei giorni precedenti, ma anche perché nella quinta tappa erano già transitati auto e camion.

Al primo rifornimento, i piloti si sono lamentati molto della sicurezza, quindi gli organizzatori hanno deciso di non correre rischi, invitando le moto a tornare al bivacco di Riyadh. L'argentino Kevin Benavides, vincitore della scorsa edizione della Dakar, ha parlato della decisione e ha detto: "Mi sarebbe piaciuto disputare tutta la tappa, ma non in quelle condizioni".

"Non capisco perché ci abbiano fatto passare dove erano passate ieri le macchine, ma soprattutto i camion, perché sapevano che avrebbero distrutto il fondo", ha detto il pilota della KTM. "E' molto pericoloso per le moto. Noi siamo quelli che devono aprire la pista, quindi avere una speciale come quella è stata davvero pazzesco".

"Dopo neanche 3 km, Ross Branch è caduto su un gradino di roccia coperto dalla sabbia, spero stia bene. Per ragioni di sicurezza hanno tagliato la speciale", ha spiegato Benavides. "Anche altri cinque o sei piloti sono caduti nei primi 100 km, quindi vuol dire che potenzialmente ci sarebbero state 20 cadute in una speciale di 400 km".

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"Sono stato prudente, la moto si muoveva molto, ho cercato di guidare parallelamente alle tracce e di evitare i solchi. Al chilometro 51 ho fatto un errore, perché mi sono messo a cercare un waypoint che avevo già convalidato, ma ci ho messo un po' a capirlo", ha detto l'argentino.

"Al rifornimento, al 100° chilometro, hanno fermato la tappa. Era molto pericoloso, con zone rocciose che le auto avevano distrutto", ha detto. "Andiamo con delle velocità medie molto alte ed era una lotteria rimanere sulla moto, soprattutto sulla sabbia, perché le auto fanno venire fuori rocce e gradini duri, che sono molto pericolosi".

Anche Luciano Benavides sembra essere d'accordo con l'opinione del fratello: "La verità è che sono stati i 100 km più pericolosi che abbia mai percorso nella mia vita. Non so perché gli organizzatori abbiano preso la decisione di fare una tappa su un percorso che avevano già fatto i camion e le macchine ieri".

Il pilota della Husqvarna ha aggiunto: "E' stato pazzesco, era come giocare alla roulette russa con cinque proiettili dentro alla pistola. Era ovvio che, se avessimo continuato, qualcuno si sarebbe fatto male".

Informazioni aggiuntive di Shakedown

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Photo by: Husqvarna

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