Analisi

WSBK Phillip Island

SBK | A Phillip Island l’Italia risponde “presente!”

Mai così tanti italiani in lotta per la vittoria in Superbike: il round di Phillip Island è un trionfo tricolore, anche se l’Inno de’ Mameli è stato intonato una volta sola. Una tripletta italiana e altri due podi completano un weekend che fa sognare e ben sperare.

Lorenza D'Adderio

Lorenza D'Adderio

Pubblicato: 25 feb 2024, 12:04

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Podio: il vincitore della gara Nicolo Bulega, Aruba.It Racing - Ducati, secondo posto Andrea Locatelli, Pata Yamaha WorldSBK, terzo posto Andrea Iannone, Team Go Eleven

L’Italia nello sport ci sta abituando a successi e glorie su ogni fronte, dal tennis al nuoto, passando per il motociclismo. Proprio a Phillip Island, i piloti italiani si sono voluti unire alla “grande festa tricolore”, disputando un weekend di gara incredibile, come forse mai avevamo visto prima. Nicolò Bulega ha trionfato con la Ducati al debutto in Superbike guidando una tripletta tutta italiana, ma anche nelle altre manches non è mancata la nostra bandiera sul podio, con Andrea Locatelli in Superpole Race e Danilo Petrucci in Gara 2.

Ma andiamo con ordine: nella entry list del campionato anglofono per eccellenza, figurano quest’anno ben sei italiani, tra conferme e grandi novità. Tanti i sogni e le aspettative di ognuno di loro, le cui potenzialità abbiamo avuto modo di vedere già durante i test invernali. Ma le vere risposte le dà la pista nel weekend di gara e i “nostri” non si sono fatti pregare. In tutte e tre le gare hanno ingaggiato lotte senza sconti, che in molti casi si sono concluse con trofeo e prosecco.

Il vincitore della gara Nicolo Bulega, Aruba.It Racing - Ducati

Il vincitore della gara Nicolo Bulega, Aruba.It Racing - Ducati

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Primo fra tutti Nicolò Bulega, che debuttava questo fine settimana come pilota ufficiale Ducati. Il rookiearrivava già da campione Supersport in carica e ha ribadito in gara la supremazia dei test invernali, dominando Gara 1 e prendendo subito il comando della classifica. Il portacolori Aruba.it Racing – Ducati non è riuscito a ripetersi la domenica, in cui è rimasto fuori dal podio con due quinte posizioni. Tuttavia, il secondo posto nel mondiale a 9 punti dal leader può essere considerato un ottimo inizio per Bulega.

Ci si aspettava uno step e questo, non solo è arrivato, ma continua a mostrarsi solido: Andrea Locatelli ha dato prova di una grande crescita già lo scorso anno e in Australia ha proseguito su questa linea, conquistando il secondo gradino del podio in Gara 1 e provando a conquistare quella vittoria che ancora gli manca. L’ha sfiorata, l’ha quasi assaporata nella domenica australiana, ma una caduta (fortunatamente senza conseguenze) gli ha impedito di toccarla con mano. Tuttavia, anche finendo nella ghiaia, ha dimostrato di poter essere della partita con una Yamaha che non viene considerata tra le favorite.

Andrea Locatelli, Pata Yamaha WorldSBK, Andrea Iannone, Team Go Eleven, Sam Lowes, Marc VDS Racing Team

Andrea Locatelli, Pata Yamaha WorldSBK, Andrea Iannone, Team Go Eleven, Sam Lowes, Marc VDS Racing Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Uno dei piloti più attesi, forse, era Andrea Iannone, che questo fine settimana tornava a correre dopo il lungo stop forzato per doping. Il pilota di Vasto è ripartito dalla Superbike, dove ha subito mostrato il suo talento. Non ha perso lo smalto e si vede, in sella alla Ducati del team Goeleven ha conquistato la prima fila in qualifica ed è salito sul terzo gradino del podio, dopo aver dominato la gara per diversi giri. Solo un problema alla manopola della sua moto l’ha fermato la domenica mattina, che l’ha visto chiudere in 14esima posizione. La ricerca del riscatto l’ha portato al quarto posto nel pomeriggio di Phillip Island, un risultato incredibile se si pensa a quanto equilibrio ci fosse in pista questo weekend, dove tra tanti veterani è riuscito a dire la sua.

Il guizzo della domenica pomeriggio è invece di Danilo Petrucci. Apparso più in ombra per tutto il fine settimana, il ternano lascia l’Australia con il trofeo del terzo classificato in Gara 2. Grande prova di forza, quella del portacolori Barni, che ha voluto dire la sua e urlare “presente” in una Superbike dove i valori in campo sembrano decisamente equilibrati. L’esperienza inizia ora a farsi vedere ed è qui che è uscita fuori la capacità di Danilo di approfittare della situazione giusta per poter dare quel colpo di reni sufficiente a portarlo sul podio.

Danilo Petrucci, Barni Racing Team

Danilo Petrucci, Barni Racing Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Più in ombra Michael Ruben Rinaldi e Axel Bassani: i due hanno iniziato la stagione con qualche difficoltà in più, ma il round d’Australia è stato utile per raccogliere informazioni e arrivare a Barcellona, prossimo appuntamento del mondiale, più forti. Il portacolori Motocorsa ha quasi sfiorato il podio nella domenica di Phillip Island, non riuscendo tuttavia a renderlo realtà. Meno soddisfacente il weekend del pilota Kawasaki, che non è mai stato in lotta nelle posizioni di vertice guardando dal basso il suo compagno di squadra trionfare in due occasioni. Tuttavia, siamo solo all’inizio di una stagione che si prospetta entusiasmante e le occasioni per mettersi in luce non mancheranno.

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