Suzuki: ecco la livrea delle GSX-RR per i 60 anni nella corse

Dopo la crescita del 2019, la Casa di Hamamatsu ha confermato in blocco la sua squadra MotoGP. La novità più rilevante sono i colori delle GSX-RR con una livrea celebrativa dei 60 anni nelle corse.

Suzuki: ecco la livrea delle GSX-RR per i 60 anni nella corse

Il 2020 sarà un anno importante per la Suzuki, che festeggerà il 60esimo anniversario dell'impegno nelle corse per la Casa di Hamamatsu e quindi ha deciso di celebrarlo sulla livrea delle nuove GSX-RR MotoGP che sono state presentate oggi a Sepang, alla vigilia dei primi test collettivi della stagione.

Il colore di base è sempre il tradizionale blu che ha distinto le Suzuki dal loro ritorno nella classe regina, avvenuto nel 2015, che però questa volta si andrà a mescolare con il color argento e non più con il giallo, con una colorazione che dona un tocco "vintage" alle GSX-RR.

Confermata la formazione che ha regalato grandi soddisfazioni nel 2019. L'uomo di punta sarà ancora una volta Alex Rins, lo scorso anno quarto alla fine del Mondiale, con anche due vittorie all'attivo, ad Austin e a Silverstone. Al suo fianco ci sarà il connazionale Joan Mir, chiamato ad una maturazione dopo una buona stagione d'esordio che lo ha visto piazzarsi per dieci volte nella top 10, con un quinto posto in Austria come miglior risultato.

 

"La stagione 2019 è stata molto importante per noi, perché abbiamo mostrato dei progressi costanti per tutto l'anno e credo che questa sia la strada giusta per il successo. Alex ha ottenuto due vittorie e questo era il nostro obiettivo prima dell'inizio della stagione. Anche Joan è cresciuto durante la stagione ed ha superato molto bene l'infortunio di Brno, facendo delle buone gare a seguire" ha detto il team manager Davide Brivio.

"Non solo i risultati sono stati eccezionali, ma lo è stato anche l'approccio ai weekend di gara ed alla metodologia di lavoro. Da entrambe le cose possiamo imparare delle lezioni importanti per il 2020. Ovviamente questo sarà un anno importante, visto che è il 60esimo nelle gare per la Suzuki, quindi ci sentiamo ancora più motivati a fare bene e a migliorare le prestazioni della moto e di entrambi i piloti" ha aggiunto.

Dal punto di vista tecnico, è stato il responsabile Ken Kawauchi a spiegare quali sono stati gli aspetti su cui si sono concentrati nel reparto tecnico di Hamamatsu nel corso dell'inverno.

"Abbiamo sviluppato una nuova specifica di motore, che è stata apprezzata dai nostri piloti nei test di Valencia e Jerez. Quindi sarà la base con cui inizieremo i test a Sepang ed in Qatar. Durante l'inverno abbiamo lavorato a nuove soluzioni di telaio e di set-up, nonché di elettronica. Anche l'aerodinamica svolgerà un ruolo importante e testeremo alcune soluzione che speriamo ci possano aiutare a migliorare le prestazioni".

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Dopo aver colto due vittorie nel 2019, Rins non può che essere particolarmente ambizioso in vista della stagione che sta per cominciare: "L'anno scorso mi ha regalato una delle emozioni più grandi della mia vita, quella di vincere la mia prima gara in MotoGP".

"Mi porterò queste emozioni con me nel 2020, così come la consapevolezza della crescita che ho realizzato. Una delle lezioni che ho imparato è come gestire al meglio la gara, soprattutto quando sono in lotta. Avremo anche una livrea celebrativa dei 60 anni nelle corse e questo mi rende molto orgoglioso".

"Nel 2020 dobbiamo rimanere concentrati e ottenere buoni risultati, più podi e speriamo anche più vittorie. Questo è il percorso che dobbiamo seguire per il successo: poco alla volta, passo dopo dopo passo per sfruttare il duro lavoro di tutti quanti".

Essendo il suo secondo anno nella classe regina, anche Joan Mir si approccia al 2020 con ambizioni più importanti, anche se per il momento non parla di obiettivi dichiarati.

"Di sicuro, le mie aspettative per il 2020 sono molto più elevate rispetto allo scorso anno, perché non sono più un rookie. Abbiamo concluso la scorsa stagione in crescita: dopo aver superato l'infortunio di Brno, ho disputato alcune gare positive nel finale del 2019".

"Il primo anno è stato di apprendistato, perché la MotoGP è una 'bestia' che bisogna imparare a controllare, ma ho avuto un enorme supporto da parte di tutto il team. Ora voglio sfruttare l'esperienza che ho maturato per portare il mio nome tra i migliori piloti della classe regina" ha concluso.

GSX-RR 2020 of Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
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Alex Rins, Team Suzuki MotoGP and Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
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