Simulazione MotoGP: è la gomma posteriore sotto stress

Iniziamo la collaborazione con MegaRide che ci fornirà ad ogni GP dei dati di simulazione sul comportamento delle gomme in MotoGP: occhi alla staccata di curva 1 di Jerez dove la temperatura cresce di 60 gradi in staccata!

Simulazione MotoGP: è la gomma posteriore sotto stress

La MotoGP riparte da Jerez con la disputa del Gran Premio di Spagna. Il Motomondiale riaccende i motori in Andalusia dove è atteso un caldo torrido (nei test svolti mercoledì si sono toccati i 58 gradi di asfalto!): il tracciato è uno dei più brevi del calendario, solo 4,4 km con 13 curve e 2 rettilinei non particolarmente lunghi.

La pista iberica molto guidata si caratterizza per due staccate che impegnano i freni e le gomme: in Curva 1 si passa da 278 km/h a 105 km/h, e in Curva 6 da 288 km/h a 87 km/h. Particolarmente significativo è lo stress termico che viene imposto alla gomma anteriore: sarà possibile vedere un incremento della temperatura nei rib centrali di oltre 60 gradi, per poi affrontare in entrambi i casi delle pieghe a destra.

Durante il 2019 la pista è stata riasfaltata: tale modifica ha sensibilmente migliorato il grip dell’asfalto, rendendo però il manto più sensibile alle variazioni di temperatura, con conseguenti difficoltà per i team nell’adattare il setup delle moto alle condizioni climatiche.

Jerez impegna il pneumatico anteriore con forze che per lo più sono longitudinali, rispetto alla seconda gara in calendario che è Brno, a fronte di un minore impegno laterale.

Tra le conseguenze la simulazione di MegaRide ci segnala un elevato stress per l’impianto frenante ed una tendenza al surriscaldamento della zona centrale della gomma, da tener d’occhio in relazione a fenomeni di usura locale.

Tra gli aspetti fondamentali di Jerez, una relativamente bassa generazione di calore per effetto della Strain Energy Loss (SEL), componente energetica legata alla deformazione ciclica del battistrada in piega conseguente al rotolamento ed ai carichi tangenziali oscillanti.

Tali fenomeni, generando calore negli strati più interni del pneumatico, sono tra i principali responsabili in una gestione ottimale del grip. La carenza di SEL potrebbe essere bilanciata dalle torride temperature di questo periodo dell’anno, rispetto al mese di maggio, in cui si è soliti gareggiare a Jerez, quindi il rischio di surriscaldamento è molto elevato e tocca alla Michelin la scelta delle specifiche ottimali.

Particolarmente interessante è l’osservazione delle simulazioni al thermoRIDE per quanto riguarda la gestione delle gomme nelle curve 11 e 12, che formano una rapida sequenza che è in grado di sollecitare i rib di battistrada prossimi alla spalla destra, riscaldando in quell’area il pneumatico posteriore di oltre 40 gradi, con un transitorio estremamente più rapido di quello registrato sull’anteriore.

Nei grafici, sotto, è possibile analizzare come cambiano le temperature sulla pista di Jerez: a sinistra si vedono i riferimenti relativi alla gomma anteriore, mentre a destra ci sono quelli del pneumatico posteriore. Il colore rosso testimonia il massimo stress, mentre i punti di bianco sono minimi, segno che la gestione della posteriore sarà determinante sul risultato di domenica.

Grafico Simulazione MotoGP, MegaRide

Grafico Simulazione MotoGP, MegaRide

Photo by: MegaRide

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