KTM: mandare via Smith per il 2018 non sarebbe stato corretto

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KTM: mandare via Smith per il 2018 non sarebbe stato corretto
Jamie Klein
Di: Jamie Klein
Tradotto da: Marco Di Marco
10 dic 2017, 11:17

Pit Beirer, direttore motorsport di KTM in MotoGP, ha spiegato come l'inglese abbia avuto un miglioramento di performance dopo la conferma per il 2018. Mandarlo via per scegliere Kallio non sarebbe stato corretto dopo una stagione complessa.

Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing

I pochi risultati colti in stagione da Bradley Smith alla guida della KTM in MotoGp, specie se paragonati a quelli del compagno di team Pol Espargaro, avevano generato dei rumors circa la sostituzione dell'inglese per il 2018 con il tester Mika Kallio.

Le voci si sono poi fatte più insistenti quando lo stesso Kallio ha offerto una prestazione migliore in occasione delle gare andate in scena al Red Bull Ring e ad Aragon disputate come wild card.

La KTM ha deciso di mettere a tacere queste speculazioni durante il weekend di Motegi quando ha diramato un comunicato ufficiale nel quale ha confermato anche per il 2018 la attuale line up rinnovando così la fiducia non solo in Espargaro ma anche in Smith.

L'inglese proseguirà quindi da titolare la prossima stagione, mentre Kallio manterrà il ruolo di tester ed avrà la possibilità di disputare cinque gare come wild card.

Pit Beirer, direttore motorsport della KTM in MotoGP, ha dichiarato: "Prima di tutto Bradley ha un contratto e non abbiamo mai pensato di sostituirlo nel 2018".

"Dall'esterno è stata fatta molta pressione visto che i suoi risultati non sono stati buoni, ma bisogna anche considerare come entrambi i piloti si siano presi un grande rischio nello sposare un progetto totalmente nuovo, specie considerando la moto dalla quale provenivano (la Yamaha Tech3 n.d.r.)".

"Quando hanno firmato con noi lo hanno fatto fidandosi, senza avere la possibilità di poter vedere la moto. Non sarebbe stato corretto mandare via un pilota dopo una stagione del genere".

"Abbiamo deciso di dargli del tempo per crescere. Sono consapevole che il suo talento sia superiore ai risultati visti in pista. Qualcosa non è andata per il verso giusto e lui non ha avuto un buon feeling con la moto".

"La pressione è poi andata crescendo sempre di più. Come si può cercare di trovare delle ottime performance quando la prima domanda che ti fanno nel paddock riguarda sempre il tempo che resterai nel team fino a quando non ti cacceranno?".

Un pilota differente

Nonostante abbia chiuso la stagione alle spalle di Espargaro in classifica piloti, Smith ha fatto vedere una inversione di tendenza al Motegi quando è riuscito ad ottenere la settima posizione in griglia.

L'inglese ha poi concluso le ultime tre gare dell'anno nella top 12 e secondo Beirer questo è stato merito anche della rinnovata fiducia in Smith da parte di KTM.

"Dopo la conferma abbiamo visto un pilota differente che è riuscito a completare tre gare con dei buoni risultati".

"La posizione in cui ci troviamo al momento è merito dei piloti e per me è stato un piacere poter confermare entrambi anche per la prossima stagione".

 

 

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Su questo articolo

Serie MotoGP
Piloti Bradley Smith
Team Red Bull KTM Factory Racing
Autore Jamie Klein
Tipo di articolo Intervista