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Formula E ePrix di Londra

Ora la Renault e.dams chiede qualifiche differenziate per i big

Il fresco campione Sébastien Buemi e il team manager Jean-Paul Driot hanno sottolineato l’iniquità dell’attuale sorteggio e auspicato l’assegnazione dei rivali per il titolo a un gruppo a se stante.

Jean Todt, FIA President, Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Alain Prost and Jean-Paul Driot, Renault e.Dams team owners
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, il vincitore della gara
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Race winner Nicolas Prost, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Nicolas Prost, Renault e.Dams and Sébastien Buemi, Renault e.Dams celebrate the drives and team cham
Renault FIA Formula E, poster celebrativi del titolo piloti e costruttori
Renault FIA Formula E, poster celebrativi del titolo piloti e costruttori
Il vincitore della gara Nicolas Prost, Renault e.Dams
Il Team Renault e.Dams festeggia i titoli piloti e costruttori
Champion Sébastien Buemi, Renault e.Dams
The Podium: Champion Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Champion Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Nicolas Prost, Renault e.Dams; Sebastien Buemi, Renault e.Dams and the Renault eDams team celebrate

Sébastien Buemi, fresco vincitore del Campionato FIA di Formula E, e Jean-Paul Driot, cofondatore della scuderia Renault e.dams che ha portato lo svizzero al titolo al termine del secondo anno di tentativi, hanno criticato congiuntamente l’attuale sistema di qualifiche della serie “full electric”, asserendo che esso potrebbe essere reso più equo e migliorato con alcune semplice modifiche.

Il format attuale, che vede i 20 piloti iscritti (in realtà, sono soltanto 18 nella stagione 2015-2016, a causa del ritiro del Team Trulli e nelle more dell’arrivo della Jaguar Racing...) divisi in quattro gruppi attraverso un sorteggio, ha talvolta pregiudicato (e rischiato di pregiudicare ancora più spesso) l’uguaglianza di trattamento e di condizioni fra i vari concorrenti, costretti giocoforza a scendere in pista in momenti diversi.

Una volta che i piloti di tutti i quattro gironi di qualificazione hanno completato i loro tentativi, i cinque driver più veloci in assoluto vengono ammessi alla Super Pole, che determina i primi cinque posti della griglia di partenza di ciascun ePrix.

Ad esempio, a Londra le qualifiche del sabato hanno visto insieme in azione i due rivali per il titolo in quanto assegnati dalla sorte al Gruppo 3, colpito però da forti scrosci di pioggia. Ma che cosa sarebbe accaduto e che cosa si sarebbe detto se soltanto l’elvetico o soltanto Lucas Di Grassi (ABT Schaeffler Audi Sport) avessero dovuto cercare il miglior tempo sotto il maltempo londinese? 

 

"Credo che dovremmo ripensare l'intera concezione delle qualifiche ancora una volta", aveva detto il contendente per il titolo, e poi campione 2051-2016, Sébastien Buemi, proprio alla vigilia del grande happening conclusivo di Battersea Park.

"A volte bisogna essere soltanto fortunati perché, con il sistema attuale, anche se il meteo rimane lo stesso, ci sarà sempre chi sosterrà che il Gruppo 1 ha meno gomma in pista degli altri tre, e quindi è più veloce, e che il Gruppo 4 è migliore perché nel corso della mattinata la temperatura si alza. Ragionando così, si potrebbe discuterne all’infinito e, quindi, non trovare mai una soluzione...”.

"Si potrebbero avere tutti i driver in pista insieme, ma ovviamente il formato attuale è quello che è stato giudicato migliore dagli organizzatori perché più spettacolare”, ha argomentato Buemi.

"Forse, l'unica cosa che si potrebbe realmente fare, se ci sono state sessioni asciutte e altre con asfalto molto bagnato, è probabilmente quella di prevedere l’ammissione alla Superpole del pilota più veloce di ciascun gruppo”, ha soggiunto Sébastien.

Jean-Paul Driot, suo team manager alla Renault e.dams e socio di Alain Prost nell’équipe d’Oltralpe, si è avvicinato a parole a tale soluzione con un’ipotesi similare: collocare di default nell’ultimo gruppo e tutti insieme i cinque piloti al vertice della classifica assoluta, in maniera da farli guidare nelle stesse condizioni.

"Si potrebbero mettere nello stesso girone i cinque concorrenti che, in un dato momento, si stanno giocando il campionato, collocandoli a piacere alla fine, all’inizio o al centro del turno di qualifiche: poco importa. Almeno i cinque leader della categoria, che lottano per la vittoria assoluta, così facendo sarebbero mandati in pista esattamente nelle stesse identiche condizioni ”, ha detto il manager francese.

E ancora: "Potrebbe anche accadere che quel gruppo sia il peggiore della giornata e che i primi cinque della graduatoria siano costretti a partire dal fondo schieramento, ma se ciò avvenisse sarebbe ancora meglio da un punto di vista dello show”.

Infine, secondo Jean-Paul Driot, cui non manca certo esperienza nel motorsport, "almeno si avrebbe la certezza che le condizioni climatiche sarebbero uguali per tutti, così come gli altri fattori, che spesso rendono le cose anche troppo frenetiche...". 

 

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