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FE | Rowland inarrestabile a Monaco: vince e fa il vuoto in classifica

Nissan domina a Montecarlo: Rowland conquista la vittoria in quella che è stata un'altra prova di forza del marchio giapponese, che ora allunga in classifica. Completano il podio de Vries, protagonista con una Mahindra in grande crescita, a Dennis, che porta l'Andretti al terzo posto. Solo sesto Wehrlein, che ora vede Rowland distante 34 punti.

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Un sabato targato Nissan. Se il marchio giapponese era già riuscito a conquistare l’intera prima fila nelle qualifiche disputate in mattinata, grazie alla McLaren clienti di Taylor Barnard e la monoposto del team ufficiale guidata da Oliver Rowland, in gara ha poi completato l’opera, centrando poi il successo in gara, con un’altra prova di forza che conferma come, al momento, Nissan sia la squadra da battere.

Il passo e la lucidità mostrati da Rowland hanno fatto la differenza, rivelandosi le chiavi per trionfare in una gara movimentata, dove non sono mancati colpi di scena che avrebbero potuto cambiare completamente il volto del podio.

Dopo essere scattato dalla seconda posizione, il britannico ha rotto gli indugi attaccando alla staccata dopo il tunnel, guadagnando così la testa della corsa. Sebbene tendenzialmente guidare il gruppo presenti degli svantaggi in termini di gestione energetica, la sensazione è che Rowland volesse dettare il ritmo, magari usando l’Attack Mode prima dell’apertura della finestra del pit stop obbligatorio.

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team

Foto di: Manuel Romano / NurPhoto / Getty Images

Scenario che si è concretizzato proprio a metà gara, con Rowland che ha sfruttato la potenza extra fornita dall’Attack Mode prima della sosta, posticipando così il pit stop rispetto ad altri piloti immediatamente alle sue spalle, come Barnard e Dennis, con quest’ultimo rivelatosi uno dei principali rivali per la vittoria.

Tuttavia, ciò che il team non poteva prevedere era l’impatto di una Full Course Yellow sulla dinamica della gara. Già a Jeddah si era osservato come il Pit Boost potesse rappresentare un elemento strategico cruciale in un ePrix, e la prima gara a Montecarlo ne è stata un’ulteriore conferma.

Poco prima di metà gara, infatti, Mueller e Nick Cassidy si erano fermati ai box per diversificare la strategia rispetto ai rivali, anticipando il pit stop obbligatorio nella speranza che una Safety Car potesse annullare il distacco o, quantomeno, permettere loro di girare in aria pulita, senza rimanere bloccati nel gruppo, dove non mancano mai i duelli.

Alle volte, però, bisogna affidarsi anche alla dea bendata per ribaltare un weekend, e così è stato per Mueller: mentre si trovava ai box, infatti, è stata esposta la Full Course Yellow per il problema accusato da Mitch Evans, rimasto fermo in pista. Questo ha permesso allo svizzero di guadagnare diversi secondi mentre gli altri erano costretti a procedere a un’andatura ridotta.

Nico Muller, Andretti Formula E

Nico Muller, Andretti Formula E

Foto di: Joe Portlock / Motorsport Images

Uno scenario che ha regalato al pilota dell’Andretti la testa della corsa, mentre i rivali alle sue spalle – tra cui lo stesso Rowland, de Vries e Dennis – hanno dovuto spingere per colmare il divario creatosi in occasione della sosta. Una volta ricucito il distacco, sono emerse anche le differenti strategie tra gli inseguitori.

Mentre de Vries e Dennis hanno sfruttato in anticipo il secondo Attack Mode, superando un Mueller in difficoltà dal punto di vista del passo, Rowland è stato l’ultimo del gruppo di testa ad attivare la potenza extra, riuscendo a sopravanzare i rivali grazie alla maggiore trazione. Dopo aver riconquistato la testa della corsa, l’inglese non ha più lasciato la prima posizione, conquistando il successo nel primo dei due appuntamenti del weekend nel Principato.

Una vera e propria prova di forza non solo per Rowland, ma soprattutto per Nissan, che conferma ancora una volta la competitività del proprio pacchetto tecnico. In questa prima parte di stagione, infatti, il team si è sempre inserito nella lotta per il podio, tanto da trovarsi in testa non solo nella classifica piloti – con un margine di oltre 30 punti – ma anche in quella riservata ai costruttori.

Chiude al secondo posto un ottimo de Vries, con la Mahindra che conferma la crescita già intravista in altri appuntamenti, anche grazie all’omologazione del nuovo powertrain per la Gen3 Evo, che ha permesso di intervenire sulle criticità emerse nei primi due anni di questo ciclo tecnico.

Nyck de Vries, Mahindra Racing

Nyck de Vries, Mahindra Racing

Foto di: Manuel Romano / NurPhoto / Getty Images

Completa il podio Jake Dennis, capace di conservare il terzo posto nonostante una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in regime di Full Course Yellow a metà gara. Un risultato importante per il britannico dell’Andretti, soprattutto in ottica classifica iridata, anche se il gap dalla vetta resta ampio, superiore ai cinquanta punti.

A confermare la competitività della Mahindra c’è anche il quarto posto di Edoardo Mortara, tra i grandi protagonisti del finale di gara: ha sopravanzato prima Pascal Wehrlein, oggi solo sesto, e poi Mueller sotto la bandiera a scacchi. Per lo svizzero, che ha beneficiato della FCY durante il pit stop, è arrivato comunque un buon quinto posto, anche se resta il rimpianto per non essere riuscito a difendersi da Mortara, nonostante disponesse di un maggior quantitativo di energia.

Ottimo settimo posto per Dan Ticktum con la Cupra Kiro, che precede Robin Frijns con la Envision, la Maserati di Stoffel Vandoorne e la DS di Max Günther, che chiude la top 10. Il tedesco della DS, in realtà, fino a pochi giri dalla bandiera a scacchi si trovava in settima posizione, ma la carenza di energia nel finale lo ha fatto scivolare in decima.

   
1
 - 
4
   
   
1
 - 
2
   
Cla Pilota # Giri Tempo Distacco km/h Punti Ritirato
1 United Kingdom O. Rowland Nissan e.dams 23 30

52'21.444

       
2 Netherlands N. De Vries Mahindra Racing 21 30

+2.116

52'23.560

2.116      
3 United Kingdom J. Dennis Andretti Formula E 27 30

+7.523

52'28.967

5.407      
4 Switzerland E. Mortara Mahindra Racing 48 30

+11.375

52'32.819

3.852      
5 Switzerland N. Müller Andretti Formula E 51 30

+11.531

52'32.975

0.156      
6 Germany P. Wehrlein Porsche Motorsport 1 30

+11.887

52'33.331

0.356      
7 United Kingdom D. Ticktum Cupra Kiro 33 30

+12.731

52'34.175

0.844      
8 Netherlands R. Frijns Virgin Racing 4 30

+14.848

52'36.292

2.117      
9 Belgium S. Vandoorne Maserati Racing 2 30

+16.306

52'37.750

1.458      
10 Germany M. Gunther Dragon Penske Autosport 7 30

+16.340

52'37.784

0.034      
11 United Kingdom S. Bird McLaren 8 30

+16.683

52'38.127

0.343      
12 France J. Vergne Dragon Penske Autosport 25 30

+17.579

52'39.023

0.896      
13 Brazil L. Di Grassi LOLA YAMAHA ABT FORMULA E TEAM 11 30

+18.105

52'39.549

0.526      
14 France N. Nato Nissan e.dams 17 30

+18.129

52'39.573

0.024      
15 Germany D. Beckmann Cupra Kiro 3 30

+20.761

52'42.205

2.632      
16 United Kingdom T. Barnard McLaren 5 30

+20.913

52'42.357

0.152      
17 United Kingdom J. Hughes Maserati Racing 55 30

+21.274

52'42.718

0.361      
18 New Zealand N. Cassidy Jaguar Racing 37 30

+57.435

53'18.879

36.161      
19 Switzerland S. Buemi Virgin Racing 16 30

+1'06.542

53'27.986

9.107      
20 New Zealand M. Evans Jaguar Racing 9 30

+1'07.087

53'28.531

0.545      
21 Barbados Z. Maloney LOLA YAMAHA ABT FORMULA E TEAM 22 30

+1'14.218

53'35.662

7.131      
22 Portugal A. Félix Da Costa Porsche Motorsport 13 7

+23 Laps

11'30.185

23 Laps      
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