Renault: perché un motore criticatissimo in Messico trova prestazioni inattese?

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Renault: perché un motore criticatissimo in Messico trova prestazioni inattese?
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
28 ott 2018, 12:01

La prima fila tutta Red Bull e le due Renault a ridosso dei top team in Messico evidenziano che la power unit francese a 2.240 metri di quota soffre meno di altre la rarefazione dell'aria. Non c'è solo l'incredibile carico aerodinamico che rende le RB14 meno scivolose nelle curve.

Quattro motori Renault nei primi dieci della qualifica del GP del Messico, con la prima fila tutta Red Bull cosa vuole dire? Al di là di confermare quanto disastrosa sia la McLaren a livello di telaio relegata nelle retrovie, c’è da chiedersi come sia possibile che la power unit più criticata del Circus all’improvviso diventi meno penalizzante?

Red Bull Racing RB14, fondo, GP del Messico

Red Bull Racing RB14, fondo, GP del Messico

Photo by: Giorgio Piola

La domanda è interessante e richiede delle risposte. Primo: a Città del Messico ci si trova a 2.240 metri di altura con un’aria molto rarefatta, per cui una monoposto come la Red Bull che dispone del maggiore carico aerodinamico, beneficia di questa opportunità: rispetto a Mercedes e Ferrari si ritrova con una macchina che ha una tenuta perfetta nelle curve, mentre la freccia d’argento e la Rossa sono apparse molto più scivolose.

Sebastian Vettel ieri a chi gli chiedeva dove la Red Bull aveva fatto la differenza in qualifica, in modo lapidario aveva detto: “Nelle curve!”. Era una sacrosanta verità che spiega come le due RB14 abbiano monopolizzato la prima fila, ma non chiarisce come mai Nico Hulkenberg con la Renault R.S.10 sia arrivato a mezzo secondo dalla SF71H di Kimi Raikkonen, quando i distacchi del primo degli altri dai tre top team sono sempre abissali.

Nico Hulkenberg, Renault R.S. 18

Nico Hulkenberg, Renault R.S. 18

Photo by: Andy Hone / LAT Images

E, allora, c’è da domandarsi cosa succeda al motore Renault R.E.18 sul circuito dedicato ai fratelli Rodriguez, dove la minore densità dell’aria genera tanto problemi di raffreddamento che di prestazioni, con una perdita sensibile di cavalli alla ruota che i motoristi hanno cercato di compensare con l’utilizzo del turbo.

Fin qui siamo nella regola, ma non abbiano ancora spiegato cosa sta succedendo a Città del Messico. Pare che la Renault disponga di un motore endotermico che da sempre cerca una grande ricarica della MGU-H, mentre Mercedes e Ferrari hanno via via lavorato verso una ottimizzazione sul recupero del turbo per disporre di un’unità che abbia la capacità di adattarsi alle più diverse piste del mondiale.

Renault R.S. 18: ecco lo sfogo dell'aria calda dalle pance maggiorate

Renault R.S. 18: ecco lo sfogo dell'aria calda dalle pance maggiorate

Photo by: Giorgio Piola

Insomma, quello che potrebbe sembrare un “difetto” della power unit di Viry Chatillon (i francesi quando prendono una direzione nello sviluppo delle loro idee sono poco inclini a cambiare…) solo in Messico si trasforma in una buona opportunità da sfruttare con una maggiore possibilità di spingere aria fresca nel compressore…

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