Renault: lunghe riparazioni anche sulla R.S.16 di Kevin Magnussen

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Renault: lunghe riparazioni anche sulla R.S.16 di Kevin Magnussen
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
06 giu 2016, 17:29

Dopo il botto di Monaco il suo compagno Palmer avrà una nuova scocca e la power unit evoluta, ma il direttore tecnico Nick Chester ha rivelato che anche il ripristino della monoposto del pilota danese è stata piuttosto impegnativa.

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Kevin Magnussen, Renault Sport F1 Team RS16
Kevin Magnussen, Renault Sport F1 Team RE16
Jolyon Palmer, Renault Sport F1 Team RS16 va a sbattere durante la gara
Jolyon Palmer, Renault Sport F1 Team RS16 va a sbattere durante la gara
Jolyon Palmer, Renault Sport F1 Team RS16 va a sbattere durante la gara
Jolyon Palmer, Renault Sport F1 Team va a sbattere durante la gara

La Renault arriverà a Montreal con molto materiale da rodare. La monoposto di Palmer è stata assemblata intorno alla nuova scocca numero 4, resasi necessaria dopo il violento incidente che ha coinvolto il pilota inglese a Montecarlo. Ma non sono stati gli unici danni riportati dalla squadra nel weekend nel Principato.

"Anche la monoposto di Magnussen ha avuto bisogno di una lunga riparazione – ha confermato il direttore tecnico della Renault Nick Chester – ma fortunatamente abbiamo potuto ripristinare la vettura senza cambiare la scocca. Diverso il discorso per Palmer. La sua vettura ha colpito le barriere con un angolo obliquo che ha danneggiato la parte anteriore del telaio. Fortunatamente avevamo a disposizione il telaio 04, che era già in fase di completamento. Abbiamo accelerato le operazioni con il montaggio dei cablaggi e del serbatoio e siamo partiti per il Canada".

Sulla vettura di Palmer è stata montata la power unit Renault aggiornata, che ha esordito a Montecarlo sulla monoposto di Magnussen. "È un buon passo avanti – ha confermato Chester - e siamo contenti di avere questo aggiornamento su entrambe le vetture a Montréal. A Monaco abbiamo beneficiato delle migliorie sul fronte delle guidabilità, in Canada saremo su una pista che premia maggiormente la potenza, e siamo curiosi di vedere i miglioramenti. Come sempre mi aspetto un weekend ad alta tensione, ad iniziare dall’imprevedibilità del meteo. Poi quella di Montreal è una pista a bassa aderenza che però ha dei tratti molto veloci, un mix che può far diventare molto complesso tenere gli pneumatici nella finestra ottimale di funzionamento".

"Quello che sappiamo per certo – ha concluso Chester – è che a Montreal sono determinanti frenata e trazione. Ci sono molte frenate brusche, quindi è necessario avere un raffreddamento ottimale dei freni per non temere problemi di surriscaldamento. Poi, sempre in staccata, serve una buona stabilità della monoposto, che trasmetta fiducia al pilota. E ovviamente sarà determinante la trazione in uscita dalle curve lente, che diventa determinante per raggiungere la velocità massima nel minor tempo possibile".

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