F1 | Honda e Alpine multate: infrante le procedure del Budget Cap
La FIA ha confermato l'infrazione procedurale di Honda e Alpine nel Cost Cap 2023: per questo hanno ricevuto una multa che è stata resa nota questo pomeriggio. E' però stata riconosciuta la buona fede da parte di entrambi i costruttori.
Lo scorso 11 settembre la FIA aveva ufficializzato gli esiti delle verifiche effettuate dalla Cost Cap Administration (CCA) riguardanti le spese sostenute dai team che hanno partecipato al Mondiale 2023 di Formula 1.
Il regime di Cost Cap include anche i costruttori di power uniti, non a caso sono state individuate due violazioni che coinvolgono Alpine e Honda HRC.
Sia chiaro, la FIA aveva subito precisato che entrambe non avevano superato i limiti di spesa consentiti dal regolamento, ma a entrambe sono state contestate violazioni procedurali.
La Cost Cap Administration ha riconosciuto che entrambe le Case hanno commesso l'infrazione in buona fede durante l'intero processo di revisione sebbene non siano riuscite a fornire tempestivamente informazioni e prove aggiuntive quandi richiesto.
Nonostante queste premesse, non vi sono né accuse, né prove che Alpine o HRC abbiano cercato od ottenuto un vantaggio indebito come risultato della violazione.
Esteban Ocon, Alpine A524
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Questo pomeriggio la FIA ha reso note le sanzioni a cui vanno incontro Honda e Alpine. Queste saranno entrambe pecuniarie.
Honda dovrà pagare un'ammenda di 600.000 dollari, mentre Alpine 200.000 dollari in meno, quindi 400.000. Entrambe, inoltre, si sono accordate con la FIA per il cosiddetto "Accepted Breach Agreement".
Honda non ha presentato una documentazione di rendicontazione accurata, in quanto i calcoli dei costi includevano costi esclusi o aggiustati in modo errato. Alpine, invece, ha ricevuto una multa inferiore perché ha ritardato l'invio dei documenti e la FIA ha ritenuto che avesse omesso informazioni rilevanti.
“La Cost Cap Administration ha riconosciuto che entrambi i PUM [produttori di power unit] hanno agito in modo cooperativo e in buona fede durante l'intero processo di revisione e hanno cercato di fornire informazioni e prove aggiuntive quando richiesto in modo tempestivo”, ha scritto la FIA.
“Non c'è alcuna accusa o prova che Alpine o HRC abbiano cercato o ottenuto un vantaggio indebito come risultato della violazione”.
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