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Ramello attacca le regole SBK: "Era meglio prima, i privati sono tappabuchi"

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Ramello attacca le regole SBK: "Era meglio prima, i privati sono tappabuchi"
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28 mar 2018, 14:11

Il proprietario del Team Go Eleven ha sferrato un duro attacco alla Dorna dalla sua pagina Facebook: secondo lui le nuove regole hanno peggiorato la situazione per i team privati invece che migliorarla come era stato promesso.

Se da una parte i grandi exploit di Xavi Fores (due podi nelle prime quattro manche) hanno lasciato la sensazione che il nuovo regolamento del Mondiale Superbike stia andando nella direzione giusta, se l'intenzione era quella di permettere anche i piloti privati di giocarsela ad armi pari con i migliori, c'è anche chi non la pensa affatto così.

Secondo Gianni Ramello, proprietario del Team Go Eleven, la situazione non è affatto migliorata con la limitazione del regime di rotazione e con l'introduzione delle "concession parts". Anzi, quest'ultimo vede addirittura un peggioramento della situazione delle squadre private, cui è coinciso un aumento dei costi. Il suo pilota Roman Ramos, pur piazzandosi sempre a punti, non è mai riuscito a fare meglio dell'11esimo posto, pagando 25" nella gara che ha concluso più vicino al vincitore.

Concetti che Ramello ha espresso in maniera piuttosto dura in un post pubblicato oggi sulla sua pagina personale di Facebook, sottolineando che lui aveva già previsto che le cose sarebbero andate così diversi mesi fa.

"Ecco il grande livellamento voluto da Dorna in sbk, come avevo previsto 4 mesi or sono siamo sempre peggio. Dopo 2 gare la prima kawasaki privata è a ben 51 punti dal vertice, il distacco ridicolo e imbarazzante patito a Buriram è stato lo stesso del 2017, ci hanno spremuti e finanziariamente penalizzati per fare schifo....denigrante per i piloti che rischiano la vita, che manco vengono inquadrati in tutta la gara che vedono sempre piu lontani gli ufficiali. Ditelo subito che dovevate tagliarci fuori dai giochi almeno ci si metteva il cuore in pace. Così è un inferno a ogni gara...era sicuramente meglio prima" attacca Ramello.

Che poi ha spiegato che secondo lui il problema è che il regolamento è stato complicato ulteriormente, quando in realtà sarebbe bastato semplificarlo per riavvicinare tutti quanti.

"Questo è il frutto di una incapacità generale di gestire la situazione, cercando di risolverla con 340 pagine di regolamenti inutili, assurdi, pensando che con il motore a disposizione e qualche altro componente si ridolvesse il gap. L’avete peggiorato, siamo in grossa difficoltà dipendiamo da una elettronica a cui abbiamo accesso parziale e che quindi non ci aiuta moto. Bastavano due righe ben fatte che la Dorna e la Fim non hanno avuto il coraggio di scrivere per fare un regolamento semplice e per niente penalizzante, nessuno lo ha fatto, nessuno ha dato senso e peso alle richieste e proteste dei privati".

"Ora continuando con questa ridicola farsa indegna di un Campionato Mondiale si arriverà ai sensori pressione sulle gomme per nascondere le magagne Pirelli, sensori inutili perché dettati dalla presunzione di onnipotenza e senza prendere atto delle nostre giuste proteste “tecnicamente ineccepibili", ma sicuramente a carico dei Team...e io pago!".

L'attacco più duro però probabilmente è quello che arriva a questo punto, perché parla di gare decise a tavolino da un regolamento che secondo lui penalizza soprattutto la Kawasaki.

"E’ tutto talmente vergognoso che la gente deve sapere la verità...non credere alle favole, le corse di sbk così quest’anno sono palesemente taroccate e fatte a tavolino, costruite da regolamenti talmente assurdi che a leggerli ti viene la nausea... il ruolo dei privati è il tappabuchi per avere griglia piena, noi Kawasaki destinati al peggio (fatica il team ufficiale...pensate noi quanta fatica...) figli di una casa vincente e pertanto colpevoli a prescindere da tutto, il pilota psicologicamente abbattuto, la squadra in crisi totale e dipendente da aggiustamenti di elettronica della casa madre e Marelli, la televisione come sempre o peggio ..inesistente per noi...grandi prospettive per un Team privato!".

E la chiusura non è sicuramente più dolce: "Grazie di cuore avete pensato bene di farci fuori e di relegarci a burattini senza un futuro, avete premeditato tutto questo perché se ci sono arrivato io 4 mesi fa non penso voi non lo immaginavate, altrimenti dovrei pensarVi degli ingenui totali, grazie ancora di tutto. Onoreremo il nostro compito tra mille sacrifici e vedremo il capofila allontanarsi sempre di più".

A questo punto sarà interessante vedere se ci sarà una replica da parte della Dorna e della FIM, perché comunque è innegabile nelle prime uscite si è assistito ad uno spettacolo interessante nelle posizioni di vertice, ma è altrettanto vero che i privati (escluso Fores) viaggiavano staccatissimi, mediamente oltre i 20 secondi dal vincitore.

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Serie WSBK
Evento Buriram
Location Chang International Circuit
Piloti Roman Ramos
Team Team Go Eleven
Autore Redazione Motorsport.com