SBK | Iannone: "Siamo vicini ai top rider, sono un po' sorpreso"
Il ritorno del pilota di Vasto in sella alla Panigale V4 del Team Go Eleven è stato migliore delle aspettative, perché ha chiuso la prima giornata dei test di Jerez con il settimo tempo, staccato di poco più di un secondo dal miglior crono di Bulega.
Se c'era un uomo atteso nei test di Jerez di Frontera della Superbike, questo è senza ombra di dubbio Andrea Iannone. Il nuovo arrivato nel team Go Eleven è finalmente uscito dal purgatorio dei quattro anni di squalifica per doping e può finalmente tornare a vestire i panni che più gli si addicono: quelli del pilota di moto.
ll primo impatto nei test svolti in Andalusia a novembre, quando gli era stata concessa una deroga di qualche giorno dalla WADA, era stato favorevole. Ma ora si comincia a fare sul serio e la prima giornata del 2024 in sella alla Ducati Panigale V4 è andata anche oltre le aspettative, con il settimo tempo, come lui stesso ha ammesso al sito ufficiale della Superbike.
"E' il primo vero test per me, perché ad ottobre le condizioni erano un po' più complicate: faceva più freddo, inoltre io ero particolarmente eccitato perché tornavo a guidare una moto da corsa dopo quattro anni. Siamo ripartiti bene, perché siamo vicini ai top rider e sono un po' sorpreso perché alla fine io sto cominciando oggi, quindi è molto positivo. Ma è anche vero che i test lasciano il tempo che trovano e che le gare sono un'altra storia", ha detto Iannone.
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Alvaro Bautista, Andrea Iannone
Quando poi gli è stato domandato se effettivamente il bilancio sia stato migliore delle aspettative, ha proseguito: "In generale sì, perché dopo quattro anni d'assenza non mi aspettavo questa velocità, proprio perché dovevo ritrovare tutti gli automatismi. E' difficile da dire, perché il talento è sempre il talento, ma a volte quando perdi qualcosa fai fatica a recuperarlo. Quindi sono contento perché non ci ho messo troppo a ritrovare la fiducia".
Infine, sul suo programma di lavoro per questi due giorni in terra spagnola, ha concluso: "Abbiamo lavorato un po' sulla moto per capire la direzione da seguire, ma anche per capire un po' meglio la moto stessa. Per la seconda giornata cercheremo di portare avanti le indicazioni migliori, perché alla fine gli ingegneri riescono sempre a trovare delle risposte nei dati".
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