WRC: la realtà virtuale è usata per migliorare la sicurezza

Robert Reid, oggi presidente della Closed Road Commission di WRC, ha spiegato come la realtà virtuale abbia aiutato la formazione degli addetti alla sicurezza dei rally.

WRC: la realtà virtuale è usata per migliorare la sicurezza

Robert Reid è nella storia del Mondiale Rally per aver vinto il titolo iridato nel 2001, affiancando il compianto Richard Burns nell'abitacolo della Subaru Impreza WRC. Terminata la carriera da sportivo, l'ex navigatore è rimasto coinvolto nel mondo dei rally, occupando un ruolo molto importante.

Oggi Reid è presidente della Closed Road Commission della FIA, che ha il compito di occuparsi di tutti gli aspetti legati alla sicurezza dei rally. Lo scorso mese Reid, assieme al collega Brian Cameron, avrebbe dovuto tenere a Ginevra un corso per la formazione dei delegati alla sicurezza FIA.

La pandemia da COVID-19, però, ha fatto saltare l'evento fisico. Per questo motivo Reid ha preso in considerazione l'utilizzo della realtà virtuale per mettere in atto le lezioni che avrebbe dovuto tenere.

"Utilizziamo già piattaforme e webinar di e-learning come modo per fornire formazione di base e alcuni lavori di valutazione", ha dichiarato Reid a WRC.com.

“Ma quando si è trattato della presentazione online, ci è voluto un po 'di lavoro per renderlo più di un semplice webinar. Ho quindi iniziato a pensare a generare il tipo di scenari di cui avevamo bisogno su una piattaforma di gioco".

Reid è stato aiutato da Jon Armstrong. Per i più giovani e appassionati di eSports, si tratta dell'ex campione di WRC virtuale. Armstrong ha aiutato Reid a costruire stage virtuli, con tanto di vie di fuga, spettatori, veicoli d'emergenza. Insomma, tutto ciò di cui ha bisogno una vera prova speciale.

I due hanno riprodotto tutti i tipi di scenario possibili parlandosi su Zoom, creando infine 2 giorni di lezione, con 4 blocchi di 2 ore per giorno tenendo inoltre conto dei diversi fusi orari delle persone che avrebbero dovuto partecipare.

Reid ha spiegato come le stage virtuali riescano a essere efficaci nelle lezioni dedicate alla sicurezza: "La cosa buona, sfruttando il mondo virtuale, è che possiamo creare molteplici problemi, anche riprodurre marshall che non danno la conferma che tutto procede nel migliore dei modi".

"Questo ci permette di mettere i delegati della sicurezza in varie situazioni e 'sfidarli', per vedere come procedono e come affrontano i vari casi. Le prove speciali durano 5 minuti, ma quando troviamo un problema la fermiamo, la mettiamo in pausa, dando ai delegati 10 minuti per decidere un piano d'azione e lo facciamo per una dozzina di scenari differenti", ha concluso Reid.

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