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Supertest: nello Shakedown del Rally d'Italia con Mikkelsen!

Motorsport.com ha preso parte allo Shakedown del Rally d'Italia WRC con Andreas Mikkelsen e la Citroen C3 WRC Plus gommata Pirelli. Ecco il video del test!

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Salire su una vettura WRC Plus con un pilota del Mondiale è sempre un'emozione unica nella vita. Si provano sensazioni fuori dall'ordinario mentre si è nelle mani di uno dei piloti migliori del mondo, in una terra, la Sardegna, che offre sterrati inimitabili, irripetibili. Ma tutto questo, credetemi, è ulteriormente amplificato se, mentre si sta facendo il test, si è in lizza per firmare un tempo in una prova speciale del WRC 2020.

E' ciò che è successo a noi al Rally Italia Sardegna, appuntamento del WRC 2020, in cui abbiamo avuto la possibilità di provare per primi le nuove gomme Pirelli 2021 da sterrato – le Scorpion – che faranno il loro esordio calzando tutte le WRC Plus dalla prossima stagione. Il test lo abbiamo svolto su una Citroen C3 WRC Plus, vettura usata dalla Pirelli per provare le coperture del prossimo anno, accanto a nientemeno che Andreas Mikkelsen.

La prova che ci attendeva era la “Olmedo”, la speciale di 3,79 chilometri che ha fatto da Shakedown al Rally Italia Sardegna. Indossati indumenti ignifughi, sottocasco davanti a bocca e naso per non trasgredire alle giuste norme anti COVID e casco, siamo entrati nell'abitacolo della C3. La giornata era calda. Molto calda. Allacciate le cinture, è sparito tutto.

Click. Interfono inserito grazie a un piccolo cavo che si collega al casco. “Hi mate, how are you?”, ci accoglie così Andreas Mikkelsen, ancora senza casco. Un saluto pugno contro pugno. E' sorridente, tranquillo. Ha già preso confidenza con il percorso avendo già fatto 2 passaggi. Noi, con lui, faremo il terzo. Il sedile del navigatore nella C3 è molto basso e inizialmente la visuale era ostruita dal cruscotto nero e lo schermo dati sulla nostra sinistra.

Andreas ha acceso il motore 1.6 turbo da 380 cavalli della Citroen spingendo il pulsante start. Un rombo cupo, una vibrazione che si è insinuata nel nostro petto. “Ci siamo”, abbiamo pensato. E così è stato. Dal tendone adibito a qualche centinaio di metri dall'ingresso della strada che portava al via della prova siamo partiti con una salita che lasciava presagire la smania della vettura e di Andreas di scatenare tutti i cavalli a nostra disposizione.

Abbiamo passato sulla nostra destra le Toyota Yaris di Evans e Ogier, ma anche la Hyundai di Neuville, ferme ad attendere il loro turno. Andreas ha salutato i suoi colleghi e siamo entrati nella strada sterrata che portava al via della prova. D'un tratto ho adempiuto a un dovere del navigatore: tenere casco e Hans del pilota prima della preparazione.

Una volta arrivati al via, i commissari ci hanno mostrato il tempo di entrata. Andreas era ancora senza casco, guanti, sottocasco quando, ad un tratto, si è acceso il display alla nostra sinistra, vicino al ginocchio del navigatore. “30, 29, 28...”. Il conto alla rovescia era iniziato inesorabile. Lo faccio presente ad Andreas, che si rende conto della situazione e inizia a vestirsi in fretta e furia, ridendo. Era ben consapevole di essere in ritardo nella preparazione.

Abbiamo chiamato a Mikkelsen i -20”, i -15” e i -10” con lui che si dava da fare per sistemare casco e interfono. Poi “5, 4, 3...”, al 2 era pronto. “1, GO!”. Ora, per noi non è stato il primo test su una WRC Plus. Ma l'accelerazione da fermo che garantisce la trazione integrale dà sempre lo stesso risultato: incollati al sedile, occhi sbarrati, sorriso celato solo dal sottocasco.

Da quel momento in poi è stato un turbinio di sensazioni, odori della campagna sarda tra erba, terra, parti meccaniche, polvere – sì, anche timori – e adrenalina. Tanta. Impressionante la tenuta garantita dalle gomme Pirelli Scorpion 2021 sia in curva che in frenata. Notevole anche la trazione, che ha permesso ad Andreas di sistemare anche le piccole sbavature fatte a causa della mancanza di note da parte nostra.

E' arrivata una curva destrorsa secca di 90° dopo un primo tratto veloce ma non troppo impegnativo e pianeggiante. Andreas ha fermato la vettura in pochi metri sebbene fossimo lanciati a una velocità di 160 km/h. Un attimo di respiro, e via in salita a destra, con la strada stretta, piena di asperità (in cui le Pirelli si sono comportate in maniera eccellente, va detto). Un salto, la macchina si è scomposta ma Andreas l'ha ripresa subito. Poi ne è arrivata un'altra e il copione si è ripetuto. Per due volte abbiamo visto il cielo, poi un rumore sordo dell'atterraggio e tanta polvere. Fate per due.

Giù in discesa Andreas non pensava a controllare la velocità, ma ne metteva sempre di più. Dentro la quinta, la sesta a fondo, con il cambio che sparava fucilate inconfondibili. Davanti a noi il declivio non certo dolce, anzi. Si intravedeva la curva sinistrorsa che abbiamo affrontato di traverso, poi una salita, il passaggio per un cancello – sì, un cancello in ferro e molto stretto – e un twist scatenato in sali-scendi che sembrava fatto appositamente per sbalordire l'ignorante passeggero delle straordinarie possibilità aerodinamiche e meccaniche della vettura prima della curva sinistrorsa che ha sancito la fine della prova e il nostro ritorno a un respiro decente. “Done!”, “Fatto!”, ha detto Andreas. Già, fatto. E' già finita. Peccato

Gli occhi sono rimasti sbarrati per tutta la prova, ma è cambiata l'inclinazione delle estremità: all'inizio dritte per l'impressione, poi verso l'alto per il sorriso rimasto come una stampa impressa da una delle migliori fotocopiatrici del mondo che ha immortalato sensazioni indelebili, uno stato d'animo, mostrando come, a volte, il non verbale sia sufficiente per esternare una moltitudine di sensazioni altrimenti troppo complesse da spiegare a parole, anche per chi come noi fa giornalismo.

Con Andreas ci siamo scambiati un nuovo saluto, pugno con pugno, mentre abbiamo passato sulla sinistra la Toyota Yaris WRC di Kalle Rovanpera capottata in un fosso dopo il primo giro. Ne abbiamo parlato, così come dei nostri test precedenti, della sua situazione in vista del 2021, ma anche di come Pirelli sia riuscita a realizzare in poco tempo un prodotto, le gomme per il prossimo anno, in grado di garantire durata, affidabilità, ma anche prestazioni. E nei 3,79 chilometri della Olmedo, ne abbiamo avuto prova tangibile.

L'uscita dall'abitacolo della C3, una volta tornati al tendone Pirelli, non ha sancito il termine della centrifuga. Siamo tornati a sentire il sole sul viso, ci siamo accorti di quanto sudore sia stato speso all'interno della tuta, di quanto tutto sia maledettamente lento. Di come la prova sia stata troppo corta. Ma anche di quanto siano incredibili le WRC Plus e della bontà di gomme che Pirelli è riuscita a imprimere sulle nuove nate, nel nostro casco le Scorpion provate nel test.

Il 13esimo tempo assoluto in 2'21”4 è solo una goccia nel mare di un test ricco di contenuti, ma che ci fa pensare quanto margine abbiano queste vetture e le nuove gomme Pirelli, con la piccola soddisfazione di essere in una classifica mondiale pur essendo stati poco più che zavorre e testimoni di un esordio – quello delle nuove gomme – vissuto da attori protagonisti.

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