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WEC | Le Mans, 18a Ora: penalità per la Cadillac e problemi ai freni per la Toyota, ora BMW spera

Le prime due ore della mattinata sono state ricche di colpi di scena, che per il momento sembrano sorridere all'equipaggio #20, anche se c'è da scommettere che Cadillac e Toyota non molleranno la presa facilmente.

#20 BMW M Team WRT BMW M Hybrid V8: Robin Frijns, Rene Rast, Sheldon Van Der Linde

#20 BMW M Team WRT BMW M Hybrid V8: Robin Frijns, Rene Rast, Sheldon Van Der Linde

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Sono state soprattutto le penalità a scuotere l'edizione 2026 della 24 Ore di Le Mans e quella arrivata a cavallo della 17° ora sembra proprio di quelle destinate a lasciare un segno. La Cadillac #12, che fino a quel momento era in testa, è stata costretta ad effettuare un drive through, perché Louis Deletraz si è reso protagonista di un'infrazione relativa ad una slow zone.

Un duro colpo per le ambizioni della Casa americana, che è arretrata in terza posizione, alle spalle della Toyota #8 e della BMW #20, che per un paio di giri hanno dato vita ad un duello di nervi, che però non ha mai portato ad un vero e proprio attacco di Sheldon Van Der Linde ai danni di Brendon Hartley.

La leadership però è cambiata nuovamente dopo poco, perché entrambi sono rientrati per il pit stop, ma questa volta è stata la squadra giapponese ad optare per un pit stop completo, nel quale ha montato quattro gomme medie nuove. La BMW invece ha rimandato Van Der Linde in pista con quelle usate, permettendogli quindi di portarsi in vetta.

Per la Cadillac invece le cose sembravano mettersi sempre peggio, perché è stata costretta ad effettuare un emergency pit stop di 11 secondi durante una full course yellow. Alla ripartenza poi ha completato il rifornimento, ma proseguendo a sua volta con le gomme usate si è reinfilata nuovamente tra BMW e Toyota.

Hartley però non ci ha messo molto a rifarsi sotto al Deletraz e a 6 ore e 20 dal termine è riuscito a riprendersi almeno la piazza d'onore con un bel sorpasso effettuato all'esterno all'ingresso di Indianapolis, dopo il quale si è ritrovato a poco più di 20 secondi dalla BMW leader. Il neozelandese, tra le altre cose, poi è andato all'attacco, perché ha fatto segnare il nuovo giro veloce della gara in 3'25"421.

Poi però, proprio poco prima della conclusione della 18° ora, quando la #8 è rientrata ai box, i meccanici hanno dovuto lavorare sul freno anteriore sinistro, con una riparazione che gli è costata davvero parecchio tempo e della quale ha approfittato anche per fare il cambio pilota, che l'ha fatta precipitare addirittura al quarto posto, alle spalle anche della vettura gemella con il #7.

Anche la BMW #20 ha poi effettuato la sua sosta proprio a ridosso delle 10:00, montando anche quattro gomme nuove e facendo salire Robin Frijns nell'abitacolo. La Cadillac quindi si è ripresa la vetta, ma è un qualcosa che è durare solo fino a quando non è stato il suo momento di fare il pit stop per montare quattro gomme nuove e far salire Norman Nato, rientrato in pista secondo.

Sempre quinta invece la migliore delle Ferrari, che è ancora la #51. Piano piano però inizia a risalire la china anche la #83, che ora si è issata in settima posizione, alle spalle anche dell'Alpine #35.

Bisogna registrare poi anche lo stop della Genesis #17, che ha concluso la sua prima esperienza al Circuit de la Sarthe per quello che è sembrato essere un problema alla sospensione anteriore destra.

Non ci sono stati grandi sussulti in classe LMP2, con la #30 della Duqueine che continua a dettare il passo, seguita dalle due vetture della Inter Europol Competition. Bisogna segnalare però che la #43, che ora occupa la terza posizione alle spalle della gemella #343 è stata richiamata ai box per una riparazione dalla Direzione Gara.

Per quanto riguarda la classe GT3, è sempre saldamente al comando la Corvette #33 della TF Sport, mentre le posizioni del podio virtuale sono occupate dalla dalla Aston Martin #27 della Heart of Racing, risalita con Mattia Drudi dopo la penalità accusata in precedenza, e dalla Lexus #78 della Akkodis ASP Team.

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