Morbidelli: “Il pacchetto è migliorato con upgrade Yamaha”

Franco Morbidelli conclude i due giorni di test in Qatar con un bilancio decisamente positivo, essendosi mostrato molto competitivo. Conclude la seconda giornata come secondo pilota Yamaha e commenta soddisfatto i miglioramenti sulla sua M1.

Morbidelli: “Il pacchetto è migliorato con upgrade Yamaha”

I primi test della stagione 2021 sono andati in archivio ed i piloti della MotoGP sono pronti a riposare prima di ripartire con la seconda tornata di test, sempre sulla pista di Losail. In Qatar si è mostrato decisamente in forma Franco Morbidelli, che sembra essere ripartito da dove aveva lasciato nel 2020. Il vice-campione del mondo, che nella prima giornata è stato il migliore dei piloti Yamaha, si è confermato anche nella seconda ed ultima giornata, restando solo dietro al leader Fabio Quartararo.

Il pilota del team Petronas, unico equipaggiato della M1 non aggiornata, ha completato 63 giri, il più rapido dei quali gli ha permesso di chiudere il secondo giorno con il quarto crono. Ma ovviamente il lavoro nei box si è focalizzato non tanto sui tempi quanto su altri aspetti tecnici, come l’elettronica.

Com’è andata la giornata di test?
“Dalla mattina abbiamo migliorato subito il feeling. Siamo riusciti a provare alcune cose durante il giorno, alcune non erano buone, quindi le abbiamo scartate per mantenere quelle buone. Alla fine sono stato in grado di provare il time attack ed ero abbastanza vicino a Fabio. Questo è incoraggiante, quindi sono contento di questi due giorni di test”.

Questo fatto di provare meno cose lo scorso anno rispetto agli altri ha creato un vantaggio per te e Ramon di concentrati di più sul migliorare?
“È sempre bello provare a migliorare il pacchetto ed il livello generale, perché penso che cucirsi la moto ed il pacchetto addosso sia una delle chiavi in MotoGP. Se si provano cose si può fare, ma se non lo si fa è più complicato migliorare. È meglio provare cose, perché ad un certo punto si trova ciò che è meglio. Ma fino a che non si trova ciò che dà più potenziale, è meglio restare fermi e lavorare sul setting, come facciamo. Dipende non dalla fortuna, ma dagli elementi che si provano”.

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Lo scorso anno tu hai avuto delle prestazioni grazie alla tua guida. Cosa stai provando a migliorare in quest’aspetto?
“Nei test sicuramente si prova sempre a sentirsi meglio nella guida, per trovare i punti dove si ha del margine o cercare un’area che si può sfruttare di più. Questo è ciò che un pilota fa costantemente, piegare prima...queste sono cose che io provo sempre a cercare di capire quando salgo in moto. Cerco di capire come poter sfruttare al meglio il pacchetto. Lo scorso anno ho trovato un buon modo di guidare la moto che ho, quindi non mi sono fermato, ma ho rallentato nel cambiare l’approccio alle curve per esempio”.

Ti senti più rilassato dopo questo test? Quali sono le tue sensazioni?
“Sono molto buone. Devo ringraziare Yamaha perché hanno portato aggiornamenti sulla mia moto, è stato bello vederlo. Ho dei miglioramenti sul mio pacchetto, perché per cercare almeno di restare sullo stesso livello bisogna migliorare. Credo che abbiamo già migliorato il pacchetto in confronto allo scorso anno ed in questo test siamo rimasti ad un livello simile a quello dell’anno scorso e questo è positivo”.

Quest’anno ti senti il punto di riferimento dei piloti italiani?
“Non mi ci sento, perché la MotoGP è piena di piloti italiani fortissimi: ci sono Pecco, Vale, Marini, Bastianini, Danilo. Petrux può andar forte, magari con la KTM ha bisogno di tempo, però ce ne sono tanti forti per cui tifare, per cui non mi sento quello che deve trascinare la carretta”.

Quando hai vinto ad Aragon hai raccontato di essere in una bolla magica. È possibile ricostruirla?
“Sì, è possibile. Però quel tipo di sensazione lì lo provi solo in gara, con un cocktail particolare di emozioni. Però, lavorando ti puoi rimettere in condizioni di fare una gara come quella di Aragon dell’anno scorso e di riprovare quelle sensazioni su una moto”.

I primi 14 piloti sono tutti vicini e sotto il 55. È l’indizio di un equilibrio concreto o è solo l’inizio?
“Assolutamente indica equilibrio. La MotoGP è piena di piloti fortissimi e la differenza la fanno i dettagli, il modo in cui lavori, magari quello che riesci a tirare fuori in gara. Però già la classifica di questo primo test è un indizio di quello che vedremo durante l’anno, di quello che sarà il grande equilibrio durante l’anno”.

Qual è la cosa che ricorderai con maggior positività di questi due giorni di test?
“La velocità nel rettilineo, mi ha colpito il fatto di essere veloce quanto le Yamaha ufficiali o comunque molto, molto vicino. Io nel mio monitor ho la classifica delle velocità e ho la possibilità di vedere live dove sono. Nei due giorni di test di solito l’anno scorso per cercarmi bastava guardare più in basso di tutti, invece quest’anno ero nel gruppo. Quindi sono molto contento”.

Nei prossimi test cosa devi tirare fuori per essere pronto per la gara?
“Dobbiamo cercare ancora di migliorare un altro po’ il pacchetto perché mancano dei decimi di velocità pure e possiamo migliorare qualcosa anche nel passo. Dobbiamo cercare di capire bene le gomme e adattarci ancora di più alla pista”.  

Il telaio che stanno provando gli altri lo proverai anche te o al momento non è previsto?
“Non lo posso provare. Credo che non ci sia la possibilità di avere un nuovo telaio. So che gli altri piloti Yamaha ne hanno provato un altro, ma non so il feedback. Ad oggi però io non proverò altri telai”.

Franco Morbidelli, Petronas Yamaha SRT

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