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Le Mans Test Day

Le Mans | Lamborghini alla prima 24h: "Percorso breve e... pazzo"

Il Capo del Progetto SC63, Marco Gariboldi, racconta a Motorsport.com la difficile e bellissima strada affrontata per arrivare sul Circuit de la Sarthe con due SC63, che già soddisfano per solidità ed ora puntano a compiere passi avanti in risultati, ma senza avere fretta.

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63 di Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

Lamborghini Squadra Corse è ormai ad un passo storico: la sua prima partecipazione alla 24h di Le Mans con la SC63.

Il percorso per portare la LMDh del Toro sul Circuit de la Sarthe è stato lungo e impegnativo, ma allo stesso tempo anche breve perché un anno fa il prototipo sviluppato dalla Casa di Sant'Agata Bolognese in collaborazione con il team Iron Lynx era solamente un disegno riprodotto con un modello in scala per le prove in galleria del vento.

Eppure oggi siamo in Francia a raccontare di un box su due piani all'avanguardia, con meccanici che stanno lavorando alacremente su ogni piccolo pezzo anche nel giorno di pausa per consentire alle formazioni #63 e #19 di affrontare questa sfida.

Motorsport.com ha incontrato Marco Gariboldi, ingegnere con esperienza maturata anche in F1 con la Toro Rosso prima di passare al mondo dell'endurance, che oggi lo vede a capo del Progetto LMDh di Lamborghini, per fare un riassunto dei mesi che hanno prima portato la SC63 al debutto nel FIA WEC e poi in IMSA.

Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63

Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63

Foto di: Rainier Ehrhardt

"La cosa bella della piattaforma LMDh è essere una entità costituita da IMSA e FIA-ACO, per cui la prima omologazione per la serie americana è avvenuta a novembre in Carolina, nella galleria del vento dedicata, con successiva ispezione generale che invece vale per entrambi i campionati", comincia Gariboldi, mentre siamo seduti proprio al piano superiore della struttura allestita nel retrobox del tracciato transalpino, evidenziata da un megaschermo che occupa tutta la parete d'ingresso.

"La prima vettura da gara è stata costruita al rientro dall'America, dove avevamo svolto i test IMSA, ed è la SC63 che ha esordito in Qatar. Il 13 di gennaio abbiamo completato anche l'omologazione WEC, seguita da un breve Shakedown e dal test di Barcellona del 26 febbraio, dopo il quale abbiamo spedito tutti i materiali a Lusail".

Quali sono le differenze tra le due vetture?
"Sono piccolissimi cambiamenti nelle misure a livello di aerodinamica dovute alle diversità tra le gallerie del vento, non potendo avere una correlazione perfetta di dati tra quella europea e quella americana".

In Qatar avete dovuto subito affrontare il problema dei ritardi nelle spedizioni...
"Vero! Il team era già in aeroporto quando ci hanno comunicato i primi ritardi. Ma per noi è stato utile perché abbiamo potuto effettuare sull'affinare alcuni dettagli in vista del debutto".

Com'è andata la prima uscita?
"L'obiettivo era prima di tutto finire la gara e fra noi avevamo anche iniziato a scommettere se ce l'avremmo fatta oppure no, ed erano in maggioranza i pessimisti perché non avevamo mai corso per 10h di fila. Quindi, essendo stato un debutto in tutti i sensi, siamo stati iper-contenti di aver terminato la corsa, senza distacchi abissali dai migliori e riportando problemi tecnici".

Fra l'altro non abbiamo avuto Safety Car, quindi il risultato è stato più veritiero, come livelli in campo in quel momento...
"Infatti, aggiungendo anche che siamo riusciti a restare sullo stesso numero di pit-stop degli altri fino ad un certo punto, quando ne abbiamo effettuato uno in più per verificare una vibrazione al posteriore. Ma tutto in realtà era a posto e problemi tecnici non se ne sono visti, il che ci ha soddisfatto molto".

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63 di Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63 di Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

Foto di: Nikolaz Godet

Successivamente siete andati alla 12h di Sebring, altra durissima prova...
"A metà febbraio avevamo svolto un test e, onestamente, non pensavo che potessimo finire anche quell'evento senza problemi. E' un tracciato difficile, eppure ce l'abbiamo fatta, quindi altro tassello importante nel percorso di crescita".

Dove avete riscontrato più difficoltà?
"Uno degli aspetti che stiamo cercando di curare maggiormente è il giro d'uscita a gomma fredda per portare in temperatura gli pneumatici. Tutti gli altri hanno un anno di esperienza e sanno come gestire questa situazione. Ma a Sebring abbiamo visto un Grosjean combattivo contro la Porsche in alcuni momenti, quindi siamo contenti di come è andata".

Il test endurance a Portimao com'è andato?
"Abbiamo perso solo un paio d'ore di notte perché pioveva intensamente, dunque è stato preferibile fermarsi e non rischiare, anche d'accordo con gli altri rivali che erano a condividere il tracciato con noi. Però anche lì non abbiamo riscontrato alcun problema, il che è molto positivo".

Gara di casa ad Imola, dove avevato effettuato il primo test: partivate già con una buona base?
"Siamo rimasti molto sorpresi dalle prestazioni e forse il risultato finale ci ha visto un po' sfortunati perché una neturalizzazione è arrivata proprio quando avevamo già fatto il pit-stop, mentre nel finale siamo stati costretti a risparmiare energia. Altrimenti potevamo avanzare di almeno un paio di posizioni".

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63 di Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63 di Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

Foto di: Shameem Fahath

Imola si è giocata molto di strategie, come vi siete trovati da questo punto di vista?
"Essendo l'unica SC63 non possiamo dividere le strategie, quindi dobbiamo fare con quello che abbiamo. Per il momento non abbiamo avuto particolari problemi, forse si poteva gestire meglio qualche situazione un po' complicata come le ripartenze e le fasi di sdoppiaggio, accadute particolarmente a Sebring. Ma per il resto direi che il lavoro svolto è buono".

Sappiamo che una LMDh è molto complicata, cosa ti ha sorpreso subito in positivo della SC63?
"Avendo lavorato in F1 fino al 2014, posso dire che il livello di complessità del mezzo è molto simile. Lo sviluppo della vettura è avvenuto in tempistiche assurde, se pensiamo che un anno fa eravamo solo presenti alle riunioni, senza macchina. Oggi ne abbiamo due pronte per Le Mans e una in IMSA, siamo un team piccolo che si scontra contro dei veri e propri colossi che fanno impressione. E questo è un punto importante".

Ma essere un team di dimensioni ridotte è limitante o un vantaggio?
"Secondo me non è così male, le comunicazioni avvengono più rapidamente e senza tanti intermediari. Parliamo sempre di ciò che va fatto o meno, in più siamo amici e pure i litigi servono ad unirci ancor di più. Le Mans ci impegna per 20 giorni a vivere assieme quasi 24h. Ma è molto bello, poi siamo consapevoli che c'è tantissimo da fare".

Dall'esordio di Vallelunga è trascorso meno di un anno e oggi c'è una 24h di Le Mans alle porte: quanto ti emoziona?
"C'è un episodio che mi fa venire ancora la pelle d'oca. A Vallelunga la prima partenza l'abbiamo fatta a motore termico, poi l'abbiamo ripetuta. Alla terza abbiamo provato il motore elettrico e tutto è filato liscio; ho incrociato lo sguardo con Patrick, il nostro ingegnere elettronico e resonsabile di sistemi e strategie, e gli ho fatto i complimenti per il bel lavoro. E lui mi ha risposto: 'Non so che dirti, è venuto così'. E ci siamo messi a ridere come matti".

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

Foto di: Marc Fleury

Scoprite le cose tutti assieme, c'è grande armonia...
"Sì, anche pazzia! Quando c'è qualcosa da fare, non ci pensiamo molto, agiamo subito e vediamo cosa succede. Ma è la pazzia che ci ha permesso di arrivare dopo 6 mesi di test a disputare la prima gara".

Cosa invece ti ha sorpreso in negativo?
"Nulla di particolare, a dire la verità. Però una grossa difficoltà che abbiamo riscontrato è l'approvvigionamento delle parti e dei componenti comuni. Dopo il periodo del Covid stiamo vivendo una vera e propria guerra aperta nel riuscire ad avere in tempo ciò che ci serve. Purtroppo le aziende che ci supportano fanno il possibile per aiutarci a tenere il ritmo di lavoro che abbiamo, ma il sistema in generale subisce rallentamenti e questo a volte è assurdo".

C'è stato un episodio che ti ha fatto sudare freddo?
"A Le Mans abbiamo ricevuto oggi le due MGU che faranno la gara sulle SC63 ed erano state ordinate a gennaio, per fare un esempio. La MGU montata in Qatar l'ho portata nel mio zaino in aereo, per non rischiare che venisse eventualmente perduta nel bagaglio in stiva, privandoci del debutto! Per questo dico che a volte facciamo pazzie! Ma i problemi sono comuni in tutte le squadre. Inoltre alcune componenti non sono più risultate disponibili, per cui abbiamo dovuto trovarne altre analoghe, anche per auto come GT3 o SCV12 Essenza".

Vi aspettavate un supporto maggiore dal Gruppo VAG?
"Sinceramente non è una cosa alla quale abbiamo mai pensato. Partiamo dal presupporto che facciamo con quello che c'è in casa e va bene così, poi il supporto ci viene comunque dato perché dopo Imola abbiamo svolto un test cinetico proprio in Audi, ad esempio. Se serve disponibilità di banchi o persone per prove ci avvaliamo di supporti esterni, dunque con Audi Sport la collaborazione è presente. Inoltre abbiamo avuto piena libertà dalla Casa Madre per progettare e sviluppare in piena libertà la SC63, un programma approvato dal loro Consiglio. E anche con Porsche ci si aiuta, se ci sono delle necessità di logistica e quant'altro".

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli, Daniil Kvyat

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli, Daniil Kvyat

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Anche fra 'cugini' c'è una bella atmosfera...
"Certo, ma è la sinergia a tutto tondo che è bella perché se dobbiamo svolgere test, possiamo confrontarci e organizzarci anche con altri Costruttori del campionato per condividere la pista. E' una cosa che in altre categorie non ho mai visto in quasi 20 anni di motorsport. Il mondo LMDh è molto aperto, ma anche le Case LMH sono così".

Come vi trovate a lavorare su due fronti, IMSA e WEC?
"La macchina è la stessa, a parte alcuni piccoli dettagli, come dicevo prima. L'approccio al campionato è differente, come regole e gestione di gara, come Safety Car e neutralizzazioni. Nel Mondiale il livello di professionalità e grandezza del contesto generale, è molto simile alla F1 e alcune strutture fanno paura".

Dopo Le Mans c'è la possibilità di raddoppiare le SC63?
"Era un'idea alla quale avevamo pensato, ma ad oggi non è confermata e penso che proseguiremo con una vettura sia nel WEC che in IMSA".

Cosa ti renderebbe felice a fine stagione?
"Su certe cose sono scaramantico, per cui preferisco non sbilanciarmi troppo. Gli altri sono partiti molto prima di noi e i km messi assieme non sono minimamente paragonbili a quelli che abbiamo fatto noi. Oggi siamo qui a correre contro dei mostri, sinceramente mi piacerebbe riuscire ad arrivare in Top5, senza aiuti esterni come ritiri o problemi altrui. Vorrei raggiungere un risultato in maniera lineare, costante e non occasionale".

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