Lola guarda al futuro: come un marchio storico è rinato con la Formula E
Il marchio Lola rappresenta una pagina di storia nel mondo del motorsport e ha scelto di rilanciarsi nel mondo delle corse attraverso la Formula E. Motorsport.com ne ha parlato con il Direttore Motorsport del costruttore britannico, Mark Preston, tracciando il percorso fatto e gli obiettivi futuri, tra cui un possibile ritorno a Le Mans.
Se si guarda alle pagine della storia del Motorsport, inevitabilmente prima o poi ci si scontrerà con il nome "Lola", uno dei costruttori più famosi e dalla lunga tradizione nel mondo delle corse. Negli anni ha preso parte ai campionati di Endurance, CanAm e di Formula 1, con l’ultima esperienza nella categoria a ruote scoperte che risale al breve - e sfortunato - ritorno nel 1997.
Purtroppo, a causa di alcune difficoltà economica, lo storico costruttore chiuse nel 2012 e molti dei beni furono acquistati da aziende esterne. Tuttavia, nel 2022 l’imprenditore Till Bechtolsheimer ha ha acquistato il marchio Lola e i diritti di proprietà intellettuale di oltre 400 progetti, oltre al Centro Tecnico Lola che comprende la galleria del vento.
Per un costruttore storico, il primo obiettivo è stato quello di contestualizzarlo al mondo attuale ed è per questo che si è scelto di puntare su una strategia fondata su tre pilastri per riportarla nel motorsport, ovvero l’elettrificazione, l’idrogeno e i carburanti sostenibili.
Mark Preston, Motorsport Director Lola
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Il primo passo per rientrare nel mondo delle corse è stato quello di portare il marchio in Formula E, la categoria elettrica per eccellenza, anche grazie all’aiuto del partner tecnico Yamaha, impegnato nello sviluppo del Powertrain. Un passaggio fondamentale, anche perché la Formula E rappresenta un ottimo banco di prova per sviluppare tecnologie che potrebbero tornare utili anche in altri campi, tra cui anche un ritorno a Le Mans, uno dei sogni del marchio.
Motorsport.com ne ha parlato con il Motorsport Director di Lola e responsabile del progetto Formula E, Mark Preston, ingegnere dalla grande esperienza nella serie totalmente elettrica avendo vinto dei campionati alla guida di DS Teechetah.
Dopo aver vinto con Teechetah, hai iniziato un nuovo percorso con Lola che si sta rilanciando con una strategia basati su tre pilastri, tra cui c’è l’elettrificazione, quindi la Formula E rappresenta una soluzione naturale per rientrare nel motorsport. Ma come è nato il progetto e quanto tempo ci è voluto per renderlo realtà?
“Ho iniziato a parlare con il proprietario della Lola [Till Bechtolsheimer] circa due anni fa. Con Yamaha parlavo già da diversi anni, anche perché erano venuti a delle gare. Credo che abbiamo parlato per circa quasi mesi, cercando di capire come procedere e abbiamo elaborato un piano per entrare in Formula E con la Gen 3 Evo”.
"Sono passati almeno 18 mesi da quando siamo entrati nel dettaglio, perché lo sviluppo di un Powertrain di Formula E richiede molto tempo. Aspetti come i magneti e tutto il resto hanno tempi di realizzazione molto lunghi. Ci stiamo prendendo il tempo necessario per analizzare da dove siamo partiti e cosa ci serve per arrivare qui. Ci siamo anche presi del tempo per capire da dove saremmo partiti e cosa ci sarebbe servivo per arrivare qui. Abbiamo un bel po' di persone con esperienza in Formula E e da altri progetti. Alcune delle persone che sono state coinvolte nel progetto Mercedes, altre erano coinvolte con me in DS o in Aguri. Quindi ci sono molte persone d’esperienza che provengono da progetti diversi. Questo ha reso le cose un po' più facili. Poi, naturalmente, ci sono i nostri colleghi della Yamaha, i quali stanno imparando a conoscere le corse elettriche, hanno se hanno esperienza in altre categorie, come con le moto”.
I primi test Lola con la Gen 3 Evo
Foto di: Lola
“Quindi il progetto ha richiesto molto tempo per essere realizzato. L’intento strategico di Till è rivolto alla elettrificazione, all’idrogeno e ai carburanti sostenibili, quindi la decisione di entrare in Formula E coincideva con il suo pensiero. Pensiamo che il motorsport stia andando sempre di più verso l’ibrido, come F1, WEC e altre serie, quindi rientra nella direzione futura del motorsport”.
Conoscevi Yamaha già da tempo, ma come è nata questa partnership? È stato uno degli aspetti fondamentali per dare vita al progetto di rientrare in Formula E? E quale ruolo ha Yamaha nello sviluppo del software e del Powertrain come vostro partner tecnico?
"Il progetto e la collaborazione con Yamaha sono nate insieme e l’aspetto chiave è la loro competenza sul Powertrain. Lola è un costruttore, quindi noi ci occupiamo della progettazione del casing, delle sospensioni, del packaging a livello meccanico, del raffreddamento, di come tutti gli elementi si vanno poi a combinare. Ma stiamo anche lavorando con la Yamaha per definire gli elementi del gruppo propulsore e del software, con quest’ultima che è una delle maggiori aree di sviluppo. Ovviamente Yamaha ha tanta esperienza su come funzionano i banchi di prova per lo sviluppo dei propulsori”.
“La fase successiva è stata la collaborazione con ABT, che ha una lunga esperienza in FE. Abbiamo iniziato a lavorare con i loro ingegneri all’inizio del 2024, mettendo insieme il progetto, e poi hanno portato la loro conoscenza sulle corse e di alcune regole e processi relativi sui simulatori. Poi Lucas [Di Grassi] è stato coinvolto per aiutare a definire il software e le esigenze dei piloti”.
Lucas di Grassi, Lola Yamaha ABT Formula E Team
Foto di: Malcolm Griffiths / Motorsport Images
La collaborazione con la Yamaha proseguirà anche nella Gen 4? Avete già iniziato lo sviluppo per la Gen 4, perché verso metà anno dovrebbero arrivare gli elementi per iniziare i test?
"Sì, abbiamo iniziato a lavorare sulla Gen 4 e a mettere a punto alcuni degli ultimi tasselli dell'accordo. Contemporaneamente alle gare, stiamo discutendo. Ma non solo discussioni, ma anche simulazioni e altri elementi, per preparare il Powertrain per la Gen 4".
Le prime gare di questa stagione non sono state semplici, anche se ci sono stati alcuni segnali positivi. Qual è l’aspetto più difficile che avete incontrato fino ad ora? Possiamo inoltre dire che questi due anni di Gen 3 Evo in realtà sono una sorta di allenamento verso la Gen 4, visto che altri costruttori hanno già avuto due anni in più in questo ciclo tecnico?
"Esattamente. In parte, siamo un po' fortunati perché anche i nostri rivali devono imparare l’uso della trazione integrale, che rappresenta una novità per tutti. Ma stiamo ancora cecando di superare alcuni problemi iniziali. Abbiamo avuto qualche problema nelle prime due gare. Speriamo di aver portato soluzioni sufficienti. Con Tatania [Calderon] in FP0 in Arabia Saudita abbiamo convalidato tutti gli aggiornamenti, le novità a livello software e le soluzioni ad alcuni dei problemi che avevamo.
“Ci sono ancora alcune cose da approfondire, ma di certo noi come gruppo stiamo imparando a lavorare insieme. Ovviamente Zane [Maloney] è un rookie. Stiamo beneficiando dell'esperienza di Lucas, ma è anche ovvio che tutti lavorano insieme per la prima volta, quindi ci sono ancora alcune cose da incastrare. Ci sono ancora alcuni problemi di questo tipo in cui inciampiamo in alcune cose perché non abbiamo capito come distribuire completamente le responsabilità. Ma credo che uno degli ingegneri abbia detto che la cosa bella è che per ogni problema che abbiamo avuto sappiamo la risposta entro un'ora, cosa che a volte non succede".
Zane Maloney, Lola Yamaha ABT Formula E Team, Lucas di Grassi, Lola Yamaha ABT Formula E Team
Foto di: Andreas Beil
Per quanto riguarda l'auto, i temi che state affrontando in questa prima parte della stagione sono efficienza e affidabilità. Tuttavia, si può dire che avete ancora un ampio margine di miglioramento rispetto ad altri team lavorando sul software, dato gli altri hanno avuto già due anni per lavorarci? Tra l’altro avete fatto un test prima di arrivare in Arabia Saudita.
"Sì, abbiamo fatto dei test su alcuni sistemi di controllo che si possono fare solo in un vero test in pista. E poi, ogni settimana che passa, le nostre simulazioni migliorano sempre di più e quindi possiamo convalidare più cose sul simulatore, una maggiore abilità e quindi possiamo testare più cose. Si tratta quindi di sviluppare tutti i sistemi e le procedure”.
“Anche la strategia sembra essere ancora in evoluzione per tutti. Credo che l'intera griglia di partenza stia cercando di capire come sfruttare questa nuova vettura, a causa della sua natura a quattro ruote motrici. Quindi è in continua evoluzione. Noi siamo una squadra nuova e stiamo cercando di recuperare. Ma lo stesso vale per tutti gli altri”.
In questo momento state collaborando con Abt. Storicamente parlando, Lola è sempre stata un costruttore e non ha mai posseduto e gestito squadre, ma recentemente avete acquistato la licenza da ABT. Ovviamente, considerando la portata dell'intero progetto, aveva senso iniziare con un team che aveva già una struttura. Ma è vostra idea continuare con questa struttura anche in futuro?
"Sì, esatto. Storicamente la Lola è sempre stata il costruttore e quindi speriamo di continuare in questa direzione".
Zane Maloney, Lola Yamaha ABT Formula E Team
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
La Formula E è uno dei pilastri dei vostri progetti, ma come si integra nell’azienda Lola? Altri marchi usano la Formula E come uno strumento per marketing e come una piattaforma per lo sviluppo in chiave automotive. Nel caso di Lola è diverso: si impara in Formula E e sviluppa la propria proprietà intellettuale da offrire ad altri produttori. È anche un modo diverso di fare business e di renderlo redditizio.
"Sì. Tecnicamente Yamaha è un partner tecnico, si chiama così e ha un po' a che fare con il modo in cui sono impostate le regole, quindi ovviamente hanno un business to consumer, ma forniscono la propria tecnologia anche ad altre case automobilistiche e altre cose. Noi stiamo cercando di sviluppare IP [proprietà intellettuali], che possiamo utilizzare per le gare, ad esempio l'idrogeno a Le Mans. Sappiamo che c'è una grande quantità di elettrificazione nei propulsori a idrogeno e quindi tutto ciò che impariamo qui è valido e utile in altre forme nel motorsport".
LOLA ha una ricca storia negli sport motoristici, non solo nella Formula 1 ma anche nelle gare di durata. Il ritorno nel WEC e a Le Mans è qualcosa che state pianificando come parte della vostra strategia motoristica? Perché si adatterebbe alla vostra strategia a tre pilastri.
“C’è stato un tender per la LMP2, annunciato a Le Mans quest'anno. Questo è il genere di cose a cui daremo ovviamente un'occhiata. E poi stiamo seguendo il regolamento sull'idrogeno, anche se è stato posticipato di un paio d'anni. Quindi, continuiamo a tenere d'occhio l'idrogeno, il prossimo regolamento di Le Mans. E pensiamo sempre che tutto ciò che sviluppiamo qui in Formula E possa essere abbinato a un propulsore fuel cell a Le Mans. Quindi, credo che tutto si combini bene. Dipende dai tempi e da ciò che accadrà in futuro, ma sì, è una strategia. È qualcosa che stiamo valutando”.
Lucas di Grassi Lola Yamaha ABT Formula E Team Lola-Yamaha T001
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
In precedenza, hai ricoperto il ruolo di Team Principal e Teechtah, che era un team cliente di Renault e DS. Ora sei Direttore Motorsport di un costruttore. Come è cambiato il tuo ruolo? È una sfida completamente diversa?
"È buffo perché ho lavorato con Honda e Renault in Formula 1, Renault in Formula E, come Team Principal in DS Teechtah. È stata una vera e propria esperienza di apprendimento e mi sono divertito molto a lavorare sull’altra sponda. È stato molto divertente lavorare come costruttore, non l'avevo mai fatto prima. In F1 abbiamo lavorato come costruttori, ma non come produttori. Quindi è stata un'ottima esperienza di apprendimento, è stato molto interessante e mi piace lavorare a stretto contatto con la Yamaha e ora con la squadra. È un'esperienza nuova per me, però mi è piaciuta molto”.
Nel primo anno della Gen 3, due squadre indipendenti hanno vinto il campionato. Ma sia l’anno scorso che in questa stagione, il divario tra costruttri e clienti sta diventando sempre più grande. È una cosa che condividi? E pensi che il vostro approccio stia facendo la differenza rispetto agli altri team?
"Bella domanda. È difficile capire come potrebbe andare a finire. Sicuramente c'è qualche vantaggio nell'essere un costruttore. Quando ho vinto per la prima volta con Teechtah nella Season 4, siamo stati la prima squadra a vincere come cliente. Quindi penso che probabilmente la situazione cambierà nel tempo. Se avremo dei clienti, potremo approcciarci in modo diverso, perché la Lola ha un obiettivo diverso da quello di alcune case automobilistiche. Quindi sì, penso che ci stiamo approcciando in modo diverso e sarà interessante vedere come andrà nei prossimi anni, quando speriamo di avere un team cliente nella Gen 4”.
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