Schumacher: sta per iniziare il risveglio dal coma?

Abbiamo chiesto al dottor Acciarri di spiegarci qual è il modo di procedere che è lento e molto graduale

Schumacher: sta per iniziare il risveglio dal coma?
La notizia l’ha lanciata l’Equipe, il giornale sportivo francese: sarebbe iniziato il graduale e lento risveglio di Michael Schumacher dal coma farmacologico nel quale si trova da un mese dopo la drammatica caduta con gli sci sulle nevi di Meribel. Il sette volte campione del mondo è ricoverato nel reparto di rianimazione nel Centro Universitario Ospedaliero di Grenoble. Sabine Kehm, portavoce di Michael ha smentito, sostenendo che per il momento c'è stata solo una riduzione della pressione cerebrale... Ma cosa vuole dire iniziare il risveglio? Abbiamo chiesto al dottor Nicola Acciarri, neurochirurgo dell’Ospedale Bellaria di Bologna, di spiegarci quali sono gli elementi che spingono i medici a fare delle prove di riduzione della sedazione… “Il paziente con grave trauma cranico, operato o meno, viene tenuto monitorato attraverso il controllo dei parametri vitali (battito cardiaco, ossigenazione ematica, esami ematici per la valutazione anche renale ed epatica, risposta alla ventilazione meccanica, ecc) ed i parametri diagnostici (soprattutto con Tomografia computerizzata - TC - o, in caso di lesioni profonde, vascolari, o del tronco encefalico, anche con Risonanza magnetica - RM). Nelle fasi iniziali di coma, soprattutto dopo un trauma cranico grave, la respirazione è artificiale, attraverso una intubazione che può essere mantenuta per qualche giorno nelle prime vie aeree; tuttavia, quando lo stato di coma si prolunga, è necessaria una Tracheostomia, che assicura una ventilazione diretta nelle vie aeree, senza l'impiego di un tubo orale, che procura inevitabilmente lesioni ulcerative o da decubito nella bocca e nelle prime vie aeree”. L'attuale stato clinico di Schumacher non è conosciuto, e quindi non si ha nessuna certezza sul tipo di intubazione attualmente in corso… ”Lo stato di coma, apparentemente lungo e senza novità cliniche ufficialmente riportate, è rimasto grave, per cui suppongo che a Schumacher sia stata praticata una Tracheostomia. Ovviamente, è una ipotesi del tutto personale. Anche se le condizioni cliniche sono migliorate leggermente, ma Schumacher non è ancora in grado di avere una ventilazione respiratoria autonoma, la tracheostomia rimane”. Quali sono i controlli che si fanno per decidere se è il caso di ridurre la sedazione? ”Quando il paziente deve essere valutato clinicamente nell'ambito di una situazione di coma, imposto anche farmacologicamente, si alleggerisce la terapia di sedazione, attraverso quella famosa "finestra" terapeutica, valutando essenzialmente la possibilità di movimento spontaneo o indotto negli arti, e l'apertura degli occhi (la vigilanza), spontanea o stimolata (verbalmente o con stimoli nocicettivi, come "un pizzicotto). La possibilità di parlare, ovviamente, con l'intubazione in corso, non esiste”. Qual è un segnale di un possibile miglioramento? ”Quando un paziente migliora molto, si capisce proprio dalla scarsa tolleranza al tubo e nella tendenza a respirare autonomamente. Non sappiamo quale sia lo stato di Schumacher, ma supponiamo che sia possibile da parte sua acquisire uno stato di vigilanza, senza o con scarsa collaborazione, e senza o pochi movimenti volontari. In un paziente con tale stato di coma, lo stimolo verbale, soprattutto se proveniente da una voce familiare, può avere idealmente un effetto positivo nel ripristinare reazioni emotive, e di conseguenza (se possibili) fisiche”. In funzione delle lesioni cerebrali subite da un paziente è possibile definire potrebbero essere gli eventuali danni? ”Molto dipende dal tipo di lesione subita, ovvero dalla sua gravità e collocazione cerebrale. Lesioni frontali, per esempio, portano a una maggiore difficoltà di ripresa della coscienza, della memoria, e quindi della collaborazione; lesioni più posteriori potrebbero avere un'influenza negativa sui movimenti degli arti; infine, lesioni profonde, o del tronco encefalico potrebbero comportare l'impossibilità a reagire a qualsiasi tipo di stimolo per una sorta di "sconnessione" (temporanea o definitiva) con i centri superiori e corticali, che rendono possibili le risposte agli stimoli. Purtroppo, su Schumacher non è possibile dire nulla, data la mancanza di informazioni mediche ufficiali: qualsiasi considerazione deve rimanere generica…”.
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