Lego Icons F1: un'evoluzione continua che ci fa tornare bambini
Da Ayrton Senna a Michael Schumacher, passando per Nigel Mansell. I mattoncini più famosi al mondo stanno facendo rivivere la storia della Formula 1 con alcune delle monoposto più iconiche. E bisogna dire che in ogni set l'attenzione al dettaglio si sta facendo sempre più maniacale...
Il legame tra Lego e Formula 1 si fa sempre più stretto. Ormai ci sono set dei mattoncini più famosi del mondo per tutte le tasche e tutte le età sul tema del grande Circus. Dalle Speed Champions per i più piccini alle favolose Technics, che hanno nella McLaren MCL39 campione del mondo in carica l'uscita più recente e che a breve vedranno l'arrivo anche dell'Aston Martin AMR26.
A far sognare quelli che come me hanno superato da poco gli "anta", però, sono senza ombra di dubbio i set Lego Icons, che riportano in vita le monoposto che per noi sono state leggendarie, quelle che ci hanno fatto sognare quando eravamo bambini o adolescenti.
Ayrton Senna, Nigel Mansell e Michael Schumacher. E' a loro che sono state dedicate le prime tre uscite e parliamo di nomi che non hanno bisogno di presentazioni neppure per chi non ha mai seguito la Formula 1 assiduamente. La cosa bella poi è che, esattamente come con le monoposto vere e proprie, non si può non notare l'evoluzione che c'è stata nel passaggio dalla MP4/4 alla F2004.
Lego McLaren MP4/4
Foto di: Lego
Non che la mitica McLaren con cui Senna ha conquistato il suo secondo titolo iridato non rendesse giustizia alle forme della vettura originale, ma c'era indubbiamente qualche dettaglio che poteva essere migliorato. Su tutti, il fatto che le quattro gomme sono della stessa dimensione, mentre le posteriori avrebbero dovuto essere più larghe. Inoltre, non sono marchiate.
Questioni che sono state risolte sulla FW14B, con le gomme posteriori della dimensione corretta e con tutte e quattro con impresso il marchio Goodyear, che all'epoca forniva gli pneumatici insieme alla Pirelli. Anche il cockpit inoltre è più dettagliato, perché si può notare la presenza delle cinture, che invece mancavano sulla MP4/4. E bisogna dire che anche a livello delle forme della vettura, per quanto fossero già piuttosto fedeli quelle della McLaren, quelle dell'iconica monoposto che ha regalato al "Leone" il suo unito titolo iridato rasentano la perfezione. Basta guardare l'ala anteriore o la forma delle pance per rendersene conto.
Lego Williams Racing FW14B
Foto di: Lego
L'arrivo della F2004, con cui Michael Schumacher ha conquistato la sua settima ed ultima corona, la quinta consecutiva per i colori del Cavallino, però ha alzato ulteriormente l'asticella, con un'attenzione che potremmo quasi definire maniacale ai dettagli. Se le gomme erano il difetto più grande della MP4/4, sono un fiore all'occhiello di questo set, perché sono state riprodotte anche le scanalature che hanno segnato il decennio 1998-2008 e che erano state introdotte per cercare di ridurre le velocità in curva.
Anche in questo caso, parliamo di una delle vetture che hanno fatto la storia, capace di imporsi in ben 15 delle 18 gare a cui ha preso parte, e gli appassionati non possono non ricoscerne subito le forme anche nella sua versione Lego, dall'ala anteriore ai bargeboard, fino al cofano motore. Come nei due set precedenti, mancano i marchi degli sponsor legati ai colossi del tabacco, ma in questo caso si tratta di un vincolo imposto dalle leggi internazionali e non di una scelta della Lego.
In realtà, poi, già nel 2004 in alcuni paesi non era possibile pubblicizzare questi marchi. Quindi la versione in mattoncini della F2004 è fedele a quella che la Scuderia del Cavallino ha portato in pista in occasione dei Gran Premi di Gran Bretagna, Francia, Canada e Stati Uniti, tutti vinti proprio dal "Kaiser" tedesco. Anzi, quello di Magny-Cours è addirittura uno sei successi più iconici di Michael, visto che arrivò con una strategia da ben quattro pit stop ed un ritmo da qualifica tenuto per tutta la distanza di gara.
Lego Icons - Ferrari F2004 Michael Schumacher
Foto di: Lego
Se si vuole proprio guardare il pelo nell'uovo, mentre nel caso dei volanti della McLaren e della Williams è corretto che ce ne fosse uno piuttosto semplice, in linea con gli standard dell'epoca, quello della Rossa era già più allineato a quelli attuali, con una forma più allungata orizzontalmente, pieno zeppo di manettini da regolare e con il dashboard integrato. Dunque, stona un po' il volante rotondo con impresso il logo del Cavallino. Ma c'è da scommettere che dalla prossima ci sarà un'evoluzione anche in questo senso, considerando che le Speed Champions F1 hanno già dei volanti che hanno una forma più simile a quella reale.
Ora la curiosità è quella di capire a chi spetterà il prossimo tributo. Se Lewis Hamilton è chiaramente un candidato forte, con i suoi sette titoli iridati, se si segue un criterio cronologico, com'è stato finora, non si può non tenere in considerazione anche Fernando Alonso e Sebastian Vettel però. A meno che la Lego non ci voglia stupire facendo un passo indietro, perché se si parla di icone un pensiero ad Alain Prost piuttosto che a Niki Lauda non si può non fare...
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