Formula 1: cinque domande (urgenti) in cerca di risposte

Il mondiale debutta al Red Bull Ring: andiamo a scoprire cinque temi di interesse che possono accendere i riflettori sul GP d'Austria. Per Hanilton sarà l'anno dei record? E che Vettel vedremo? La Racing Point che ruolo giocherà?

Formula 1: cinque domande (urgenti) in cerca di risposte

Hamilton farà la storia?

Lewis Hamilton indossa una mascherina in garage

Lewis Hamilton indossa una mascherina in garage

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Dopo tredici anni di scalata, Lewis Hamilton vede la vetta dell’Olimpo. Se arriverà il titolo iridato affiancherà Michael Schumacher, condividendo con il pilota tedesco il record di sette campionati del Mondo. Ma non c’è solo questo traguardo nel mirino di Lewis, salito lo scorso anno a quota 84 Gran Premi vinti.

Anche in questo caso c’è Schumacher nel mirino, distante ormai solo sette vittorie. La riduzione delle gare non aiuterà Hamilton nel tentativo di raggiungere questo record nel 2020, ma il traguardo è realisticamente possibile se la Mercedes confermerà il potenziale delle stagioni precedenti.

È invece una formalità il record di pilota con il maggior numero di podi nella storia della Formula 1. Nei 250 Gran Premi disputati Hamilton ha collezionato 151 piazzamenti della top-3, e si trova a -4 da Schumacher, arrivato a quota 155 nelle sue 308 partecipazioni.

Considerando i numeri di Hamilton dal 2014 al 2019, nessuno dei traguardi citati è precluso al pilota Mercedes, anche in un 2020 che si svilupperà su un numero di tappe ridotte rispetto al calendario iniziale che comprendeva ben 22 Gran Premi.

Con quali valori tecnici inizierà il Mondiale?

Livrea anti razzismo per la Mercedes F1 W11

Livrea anti razzismo per la Mercedes F1 W11

Photo by: Mercedes AMG

È la domanda che incuriosisce non solo gli appassionati, ma anche gli stessi addetti ai lavori, che mai in passato avevano vissuto un’estate senza un’idea ben precisa dei valori in campo. La sorpresa può essere dietro l’angolo, ma è giusto ripartire dalle valutazioni (non certe, ma se non altro concrete) emerse quattro mesi fa nei test di Barcellona.

La Mercedes resta (e come potrebbe essere altrimenti?) la favorita, soprattutto nelle mani di Lewis Hamilton, ma questa volta non sono pochi coloro che credono di poter vedere il trono Mercedes cadere dopo sei anni.

Il candidato numero uno a cambiare la storia è Max Verstappen, maturato anno dopo anno senza perdere un millesimo in velocità. L’olandese potrà contare sul progetto RB16 della Red Bull, che sembra nato bene, e a completare il mosaico c’è la crescita della Honda.

Basterà per creare seri problemi alla Mercedes? La cosa sembra più realistica rispetto a dodici mesi fa, ci sono più punti fermi che interrogativi. La Ferrari sarà terza forza, almeno nei primissimi passi della stagione, e la fonte è attendibile perché di fatto è ciò che ha detto Mattia Binotto. Questo però non vuol dire che a Maranello abbiano messo da parte le ambizioni, ma probabilmente Leclerc e Vettel dovranno pazientare qualche gara per poter avere a disposizione il massimo potenziale che può garantire il progetto SF1000. Entrambi, insieme a tutto il team e ai tifosi della ‘rossa’, sperano che queste gare siano il minor numero possibile.

A cosa potrà ambire la Racing Point?

Lance Stroll, Racing Point RP20

Lance Stroll, Racing Point RP20

Photo by: Racing Point

Ecco un'altra domanda molto gettonata alla vigilia del via del Mondiale 2020. La ‘Mercedes in salsa rosa’, come è stata ribattezzata la Racing Point dopo l’esordio nei test di Barcellona, è una realtà che si presta a molte interpretazioni.

La monoposto che avranno a disposizione Sergio Perez e Lance Stroll è una parente strettissima della Mercedes W10 campione del mondo 2019, quindi è potenzialmente una vettura in grado di poter ambire a qualcosa di importante.

Ma quanto importante? C’è chi è convinto che, soprattutto nelle tappe iniziali, la Racing Point potrebbe anche arrivare ad insidiare i tre-top team, essendo un progetto affidabile e sviluppato, ma nel lungo periodo non potrà godere degli aggiornamenti che porterà in pista la concorrenza poiché si tratta di una monoposto plafonata.

Al di là di potenziali exploit, la Racing Point si candida a quel ruolo di ‘prima degli altri’ che in passato è stato brillantemente raggiunto dalla Force India. Renault e McLaren sono avvisate.

Che Vettel vedremo?

Seabstian Vettel, Ferrari

Seabstian Vettel, Ferrari

Photo by: Ferrari

C’è chi ha previsto un Sebastian Vettel demotivato, e chi invece è convinto che il tedesco sarà in pista con la carica emotiva di chi cerca un rapido riscatto. Percentualmente il gruppo che prevede un Vettel con il coltello tra i denti sembra essere in maggioranza, e in effetti non è un’ipotesi da escludere.

La Ferrari ha puntato su Leclerc e Seb, a questo punto, potrà scendere in pista senza stress, una condizione ben diversa rispetto allo scorso anno, quando gara dopo gara ha dovuto prendere atto di aver perso sul campo il ruolo di caposquadra.

Vettel non avrà nulla da perdere, esattamente la condizione in cui si è trovato dodici mesi fa Leclerc, indirizzato verso una stagione di apprendistato in realtà durato ben poco. Un Seb tranquillo potrà impensierire Leclerc più di quanto fatto nel 2019? Per quanto un professionista è chiamato a dare in massimo sempre e comunque, la storia dello sport (non solo del Motorsport) è zeppa di imprese che hanno preso forma proprio grazie alla voglia di riscatto, una condizione che assicura una carica supplementare non disponibile a comando.

Chi favorirà un calendario accorciato?

Ferrari SF1000 dettagli della sospensione anteriore

Ferrari SF1000 dettagli della sospensione anteriore

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Cosa cambia se lo svolgimento di 10 Gran Premi (numero casuale) avviene in 10 o 20 settimane? Ad un primo approccio poco o nulla, se non per lo stress di logistici ed addetti ai lavori costretti a spostarsi da una pista alla successiva senza soste, i punti sono gli stessi, le piste anche. Qualcosa però cambia, ed è il tempo a disposizione di chi è costretto a recuperare terreno.

Con ritmi così serrati (se il Mugello verrà ufficializzato ci saranno 9 Gran Premi in 11 settimane) se una squadra si ritrovasse alle prese con problemi di progetto o comunque nelle necessità di ridurre il gap da chi la precede, dovrà operare praticamente h24.

Un calendario accorciato, ma soprattutto compattato, andrà a premiare chi saprà mettere in pista una vettura subito competitiva, perché potrà contare su un numero maggiore di gare prima che la concorrenza possa correre ai ripari. Sarà un’estate molto dura per chi si ritroverà a dover mettere in conto del lavoro extra.

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