F1 Group ottiene profitti per la prima volta dopo 3 anni

Il Formula One Group ha realizzato per la prima volta in tre anni un profitto nel 2019, stando ai risultati finanziari pubblicati da Liberty Media.

F1 Group ottiene profitti per la prima volta dopo 3 anni

Il reddito complessivo della F1 è aumentato da 1827 milioni di dollari del 2018 ai 2022 milioni di dollari dell'anno scorso. Dopo aver registrato perdite di 37 milioni di dollari nel 2017 e 68 nel 2018, il gruppo ha registrato un utile di 17 milioni nel 2019.

L'aumento delle entrate ha comportato l'inversione del recente calo del budget distribuito tra le 10 squadre, in un momento in cui sono ancora in corso le discussioni per il Patto della Concordia che entrerà in vigore nel 2021.

I team hanno diviso tra loro 966 milioni di dollari nel 2016, che sono scesi a 917 nel 2017 e a 913 nel 2018, per poi risalire fino a 1012 milioni nel 2019.

Questa crescita è stata propiziata da un aumento delle entrate primarie, derivato dalle commissioni delle televisioni (38%), dalle sponsorizzazioni (15%) e dalle tasse di partecipazione dei GP (30%), sebbene quest'ultimo elemento abbia registrato risultati peggiori del 2019.

La Liberty ha spiegato: "I ricavi delle trasmissioni televisive sono aumentati nel quarto trimestre e nell'intero anno a causa degli aumenti dei tassi contrattuali, parzialmente compensati dall'impatto dei tassi di cambio più deboli".

"Le entrate pubblicitarie e di sponsorizzazione sono state relativamente basse nel quarto trimestre, ma sono cresciute nell'arco dell'intero anno, grazie ai nuovi accordi di sponsorizzazione entrati in vigore".

"La crescita di questi flussi di entrate è stata parzialmente compensata da un calo delle entrate relativi alla tasse provenienti dai GP, sia nel quarto trimestre che nell'intero anno".

"Questo calo è dovuto soprattutto alle condizioni di rinnovo di un contratto nell'ultimo trimestre, ma anche di altri due GP nel resto della stagione, oltre che a tassi di cambio prevalentemente più deboli".

La Liberty poi ha spiegato che il reddito è cresciuto anche nei flussi non primari, compresi i digital media.

"Altre entrate della F1 sono aumentate nel quarto trimestro e nll'intero anno 2019, trascinate dalle entrate dei media digitali, da una maggior presenza nel Paddock Club, ma anche da maggiori entrate derivate da altre attività e dalla vendita di attrezzatura, parti e manutenzione alle squadre di F2 e F3".

Tuttavia, la Liberty ha anche riconosciuto che nel 2019 sono aumentati pure i costi. I pagamenti ai team, che sono considerati il costo principale, sono correlati al livello di reddito complessivo e all'impatto associato sugli elementi variabili dei pagamenti ai team.

Altri costi sono aumentati a causa di "varie iniziative tecniche, del continuo sviluppo sulle piattaforme digitali e dei social media, oltre alle maggiori commissioni da pagare alla FIA".

Chase Carey, CEO della F1, si è detto ottimista riguardo alle prospettive future.

"La F1 continua a beneficiare degli investimenti effettuati negli ultimi anni" ha affermato. "Lo vediamo nei risultati finanziari, ma anche nella presenza degli spettatori. Il 2020 segna il 70esimo anniversario di questo sport, che ci darà ulteriore slancio".

Greg Maffei, presidente e CEO di Liberty, ha osservato: "La F1 ha prodotto risultati finanziari eccezionali, aggiungendo spettatori ed aumentando la partecipazione alle gare".

Oltre ai dati finanziari, la Liberty ha fatto sapere che la partecipazione ai Gran Premi è aumentata del 2% nel 2019, i follower sui social media sono cresciuti del 33% e gli spettatori televisivi sono aumentati ben del 9%, arrivando a 1,9 miliardi.

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