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Il mondo dello sport è in lutto: Alex Zanardi è morto a 59 anni

Il bolognese, campione CART e paralimpico, è deceduto il 1 maggio, a quasi 6 anni dal tremendo incidente occorso mentre prendeva parte a una staffetta in handbike sulle strade toscane. Il mondo dello sport piange un campione poliedrico e un uomo amato da tutti.

Alex Zanardi, BMW Team RLL

Alex Zanardi, BMW Team RLL

Foto di: Michelin Sport

Un sorriso largo, le fossette sulle guance e quegli occhi stretti. Se chiudiamo gli occhi, Alex Zanardi non può non venire in mente così. Poi, certo, con una tuta addosso. Che fosse quella di F1, quella di Ganassi o la tuta italiana di handbike poco importa. Che sotto di sé avesse 4 o 3 ruote, importa ancora meno. Perché tipi come lui - tanto per parafrasare un celebre cantautore del New Jersey - nel bene e nel male, sono nati per correre.

Alex Zanardi non c'è più. Fa strano dirlo. Anche se, certamente, fa più male immaginarlo e dover prendere atto con la realtà. Se n'è andato un giorno di primavera, quando colori, profumi e le promesse di un'estate che è in arrivo esplodono in tutta la loro ineluttabilità. Un giorno non comune, perché il 1 maggio, per i motori, dal 1994 non è più una data qualunque. Figuriamoci ora.

Ma a essere non comune è la storia di un ragazzo bolognese nato nel 1966 e vissuto a Castel Maggiore, nella pianura emiliana. Certo, alle porte del capoluogo di regione, ma pur sempre in un centro modesto, tutto sommato piccolo, nella provincia della provincia. Ma dalle nostre parti, qui, dove niente succede e quindi accade di tutto, la provincia ha sempre fatto grandi cose.

I primi giri sui kart a 14 anni e la rapida scalata verso le monoposto. Nel 1988 in F3 Italiana, nel 1991 la Formula 3000 e, nel 1991, il primo assaggio di Formula 1 con la Jordan. Esordì al Gran Premio di Spagna, chiudendo nono in gara, replicando il piazzamento in Australia. L'anno dopo in Minardi per qualche gara e in Lotus nel biennio 1993-1994.

"L'America è lontana, dall'altra parte della luna", diceva Lucio Dalla, un altro figlio di Bologna. Ma il sogno a Stelle e Strisce consacrò Alex. 1995, Zanardi firmò con Ganassi ed ebbe inizio l'epopea dell'azzurro negli States con due titoli CART (l'attuale IndyCar). La stessa categoria in cui lo ha messo davanti al primo, enorme bivio della sua vita.

Il 15 settembre 2001, al Lausitzring, a 13 giri dalla fine Alex perse la sua monoposto in uscita dai box a causa della presenza di liquidi in traiettoria. La vettura attraversò la pista dopo un testacoda e venne centrata da quella di Alex Tagliani. Nell'impatto, il bolognese perse le gambe. Le sue condizioni apparvero subito disperate e, nonostante l'elevato rischio di morte per aver perso una quantità di sangue enorme, riuscì a cavarsela.

All'ospedale di Berlino, dov'era stato ricoverato in condizioni disperate, gli venne data l'estrema unzione dal cappellano della IndyCar, ma Alex resistette. 6 settimane di ricovero, 15 operazioni: Zanardi tornò a casa per il processo di riabilitazione. Un miracolo. O forse solo la voglia di non lasciarsi andare, di non cedere. Doti che hanno sempre fatto parte del carniere del ragazzo di Castel Maggiore. Al pari dell'ironia. La stessa che usò alla festa dei Caschi d'Oro di Autosprint in cui, dopo essersi alzato in piedi dalla sedia a rotelle a poche settimane dall'incidente del Lausitzring, sul palco disse: "Era da tanto che non mi capitava di essere così emozionato. Sono così emozionato che mi tremano le gambe". Furono lacrime, risate, applausi per un ragazzo avvolto da un vestito grigio austero, ma che dagli occhi era in grado di dire tutto ciò che non comunicava con la parola.

Da lì in poi una nuova vita, una nuova carriera. Ovviamente con ruote da far girare attorno a sé. Certo, le auto da corsa nel Mondiale Turismo. Ma a prendere il sopravvento è l'handbike. La maratona di New York, poi i Mondiali, e i Giochi Paralimpici di Londra, dove vince 2 ori e un argento. Un altro trionfo. Quando Alex decide che qualcosa fa per lui, non ce n'è per nessuno.

Poi, la vita di Alex subì un altro bivio. Il 19 giugno 2020, mentre prendeva parte a una delle tappe della staffetta tricolore di Obiettivo 3, manifestazione che vede tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, Zanardi perse il controllo del suo mezzo, invadendo la corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva un camion. L'impatto inevitabile causò all'ex pilota danni gravissimi.

Il successivo ricovero al policlinico Santa Maria alle Scotte fu fondamentale per ridurre le ferite riportate. Diverse operazioni delicate e il trasferimento all'ospedale di Padova. A fine dicembre 2021 il ritorno a casa, ma non in pianta stabile. Prima un ciclo di cure a Ravenna, poi il ritorno in modo permanente a fine settembre 2022. Da allora un grande e comprensibile silenzio sulle sue condizioni, fino ad arrivare a oggi, alla tremenda notizia della sua scomparsa all'età di 59 anni. E tutti noi, attoniti, a chiederci in silenzio se sia tutto vero. Se tutto questo abbia un senso e, se sì, quale esso sia.

"È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio", dice il comunicato diramato dalla famiglia di Alex sulle pagine social di Obiettivo3.

"Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto. Le informazioni relative alle esequie saranno comunicate successivamente".

Dicono che leggere tanti libri faccia vivere migliaia di vite diverse in una sola. Ma se c'è un uomo che ha saputo tradurre tutto questo non per forza perdendosi tra migliaia di pagine è stato Alessandro Zanardi. Tutto questo con forza, con coraggio e sì, anche con dolore. Ma mostrando alla gente quel sorriso che tanto abbiamo amato e che altrettanto tutti coloro che lo hanno seguito nelle sue imprese e che hanno tratto forza dalle sue gesta continueranno a tenere bene a mente. A volte piccoli gesti cambiano le giornate. A volte la vita.

E siamo certi che Alex, grazie al suo coraggio e attraverso le sue gesta, ne abbia cambiate parecchie.

Però... Zanardi da Castel Maggiore...

Ciao Alex

La Redazione di Motorsport.com si stringe al dolore della famiglia Zanardi, alla moglie Daniela, al figlio Niccolò e porge loro le più sentite e sincere condoglianze.

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