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Squalifica Ricciardo: domani il verdetto dell'appello?

La Red Bull oggi ha presentato la sua difesa, mentre la Mercedes ha chiesto di inasprire la pena

Molto probabilmente la Red Bull dovrà attendere domani per scoprire il verdetto della Corte Internazionale d'Appello della FIA relativo alla squalifica di Daniel Ricciardo dal Gp d'Australia, dopo che sulla sua RB10 è stato riscontrato un consumo superiore ai 100 Kg/h consentiti dal regolamento. La squadra di Milton Keynes oggi si è presentata all'udienza al gran completo, con il team principal Christian Horner, il direttore tecnico Adrian Newey ed il responsabile degli ingegneri Paul Monagham. Ma in aula erano presenti anche i rappresentanti di diverse squadre concorrenti, tra cui Mercedes, Lotus, McLaren, Force India e Williams. Come aveva già ampiamente anticipato nelle scorse settimane, la Red Bull ha basato sulla sua difesa sul malfunzionamento del flussometro con cui la FIA rileva il consumo delle vetture, secondo il quale la RB10 di Ricciardo avrebbe consumato più del consentito. Adrian Newey però ha anche esposto i dati raccolti dalla squadra, secondo i quali invece il V6 turbo Renault dell'australiano sarebbe rimasto sempre all'interno dei parametri richiesti, spiegando che per questo la squadra non ha fatto rallentare Ricciardo neanche quando gli è stato richiesto dai delegati della Ferazione, perchè altrimenti avrebbe ingiustamente perso il secondo posto. La risposta di Jonathan Taylor, rappresentante della FIA, è stata però semplice e chiara: secondo la Federazione, infatti, la Red Bull non dovrebbe avere la possibilità di ignorare le direttive tecniche che le vengono date dall'organo regolatore. "Lo sport si deve giocare su un campo comune a tutti. Per questo deve esserci un sistema di misurazione imposto dall'autorità e una squadra non può scegliere autonomamente i suoi metodi di misurazione" ha detto. La cosa curiosa è che nell'ambito dell'udienza ha preso la parola anche l'avvocato della Mercedes Paul Harris, lo stesso che difese la squadra di Brackley lo scorso anno nella vicenda del test privato disputato a Barcellona senza autorizzazione. Quest'ultimo ci ha tenuto a puntualizzare che secondo lui non solo la squalifica va mantenuta, ma che devono anche essere valutate delle pene aggiuntive per il comportamento della Red Bull, che "ha mostrato un disprezzo palese e deliberato del regolamento". "La Red Bull non può permettersi di ignorare le istruzioni che le vengono date dalla FIA, per questo chiediamo alla corte di riconoscere la gravità della loro violazione e di assegnarli una sanzione ulteriore, magari sospesa per il resto della stagione. Questo almeno li terrebbe in allerta per il resto del campionato, con la consapevolezza di non poter superare di nuovo il limite" ha spiegato Harris.
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