La processione Quaresimale del WTCR: quando le gare diventano più pesanti del BoP

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La processione Quaresimale del WTCR: quando le gare diventano più pesanti del BoP
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20 apr 2019, 08:16

I test di Barcellona erano stati un'incognita e anche dopo la prima gara di Marrakech i valori in campo della Super Griglia sono tutti da decifrare, complice un tracciato assurdo che uccide lo spettacolo della più combattuta serie turismo del mondo.

Lo diciamo subito: la stagione 2019 del FIA WTCR non è partita bene. Proprio per niente.

E non stiamo parlando dei volti che compongono quella che gli organizzatori hanno, giustamente, definito "SuperGrid" - super griglia - ricca di Campioni e giovani velocissimi, ma di uno spettacolo tanto strombazzato e pubblicizzato che non c'è stato.

Stona terribilmente questa affermazione, come una chitarra scordata presa dalla soffitta, perché stiamo parlando della massima categoria turismo, rinata grazie alle vetture TCR e sempre in grado di regalare duelli e sportellate, emozioni e brividi. Insomma, show ad ogni gara, quello che il pubblico vuole. E che con Marrakech non ha avuto. Purtroppo. Offuscando anche i valori in campo, rimandati al prossimo appuntamento.

Basta processioni, il turismo è bagarre!

Troppo stretta la carreggiata dell'assurdo Circuit Moulay El Hassan. Troppo vicini quei muretti in cemento armato che non lasciano scampo al minimo errore. E troppo poco spazio per battagliare. Il culmine lo si è avuto in Gara 2, ossia il round che schiera la Top10 della qualifica invertita, nonché quello che dovrebbe garantire maggior suspense.

La vittoria ottenuta da Gabriele Tarquini per i fan tricolore è stato un raggio di sole spuntato in mezzo alle nubi tetre che hanno oscurato lo spettacolo. Neanche un sorpasso! Uno! Ma scherziamo? Nel campionato che si corre su gare da 20' dove dallo spegnimento dei semafori si dà tutto come se non ci fosse un domani? No, non esiste. E' inammissibile assistere a certe processioni di macchine; più che una gara sembrava la Via Crucis del venerdì Santo. Tutto questo dovrebbe fare riflettere il gruppo Eurosport, capace di rilanciare il morto WTCC con il WTCR, ma ancora attaccato a circuiti totalmente assurdi per la categoria come quello del Marocco (e il prossimo, siamo pronti a giurarlo, è Vila Real. Auguri).

La 03 è già veloce, ma ancora fragile

Posto che i valori in campo sono ancora da verificare, sia per l'inutilità della pista nordafricana che per i "test" pre-campionato di Barcellona che nulla hanno detto chiaramente, qualcosa si è cominciato a vedere.

Intanto la bontà delle nuove Lynk & Co 03 TCR che Geely Motorsport ha catapultato in pista ormai da mesi, con l'intento di affermarsi nel WTCR come primo marchio cinese di auto da corsa. La vittoria di Thed Björk in Gara 3 e le velocità che le vetture gestite da Cyan Racing (squadra due anni fa Campione nel WTCC con Volvo Polestar) confermano che il progetto è valido. Però, c'è un però.

Björk ha trionfato grazie al ritiro del suo collega Yvan Muller, che già a Barcellona aveva accusato guai di natura tecnica. Se da un lato le 03 sono auto da corsa nate bene e con un palese vantaggio sugli altri (ne esistono appena quattro esemplari fra le TCR e sono tutte nel Mondiale, mentre le varie Case hanno un reparto clienti nutrito da seguire), pare chiaro che ancora non abbiano quella affidabilità necessaria per puntare così in alto. Almeno per ora. Intanto il primo passo è stato comunque di livello e se verranno risolti i problemi, allora le macchine azzurre avranno le loro luci della ribalta.

Muller e Björk si confermano piloti di un calibro superiore, mentre per quanto riguarda Yann Ehrlacher ed Andy Priaulx bisognerà ripassare alla cassa. Il francese un podio lo ha centrato, ma a centrare lui sono statigli avversari, con l'incidente che lo ha messo fuori causa in Gara 3. Discorso identico vale per il britannico del Guernsey, tamponato in Gara 1 e autore di qualche errore nella Qualifica 2 che lo ha relegato in fondo alla griglia per le altre due uscite.

Yvan Muller, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR

Yvan Muller, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR

Photo by: WTCR

Il Cinghiale c'è... nel "catenaccio" Hyundai

Come detto sopra, il successo del mitico "Cinghiale" Tarquini ha regalato il sorriso agli uomini di BRC e Hyundai in quello che si preannuncia periodo di corsa in difesa. Come lo stesso Campione del Mondo aveva affermato sulle nostre colonne, il famigerato Balance of Performance non consente alle i30 N di essere al pari con gli altri.

Prove ne è che da Barcellona (dove la differenza sul dritto era di ben 13km/h rispetto a tutti) non è cambiato nulla e Tarquini è stato l'unico in grado di poter accumulare punti in tutte e tre le gare. Per di più ci si sono messi anche i problemi ai freni accusati da Nicky Catsburg in Gara 2 (andato K.O. regalando il successo al collega) dovuti senz'altro al peso penalizzante, mentre Norbert Michelisz ed Augusto Farfus non hanno avuto un weekend facile.

Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

Photo by: WTCR

Monteiro fra i Guerrieri sulla cresta dell'Honda

Chi ha brillato invece è stata la Honda, già in vetta ampiamente al Montmelò senza nascondersi. Per onor di cronaca, un applauso va al rientrante Tiago Monteiro, che dopo il botto del 2017 in cui rischiò la vita è tornato a bordo della Civic raggiungendo anche la Top5 nelle qualifiche per giocarsi la pole position di Gara 3. Bravo il portoghese, mostratosi veloce, ma un po' sfortunato incappando in un incidente dove non aveva alcuna colpa. Sono comunque buoni segnali per il futuro di questo 40enne dallo spirito combattivo che ha spernacchiato la morte e i guai fisici per un anno e mezzo.

Ovazione invece per Esteban Guerrieri, serio candidato a protagonista della stagione. L'argentino aveva chiuso con il successo di Macao nel 2018 e ha ricominciato trionfando a Marrakech, conducendo una gara perfetta e confermandosi rapido e dal piede pesante anche nelle qualifiche. Bravo pure il suo amico e compagno di squadra Néstor Girolami, tornato nel Mondiale dopo la sfortunata parentesi della Volvo con motivazioni rinnovate e qualche incognita dovuta ad una macchina che ancora deve imparare ad affinare bene. Intanto il podio fa morale e "Bebu" mantiene il sorriso.

Néstor Girolami, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR, Tiago Monteiro, KCMG Honda Civic Type R TCR

Néstor Girolami, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR, Tiago Monteiro, KCMG Honda Civic Type R TCR

Photo by: Honda Europe / David Noels

Ragazzini terribili, nel bene e nel male

Rimanendo in casa Honda, fra i giovani chi ha steccato è Attila Tassi, mai in grado di issarsi fra i protagonisti. Partire molto indietro non ha giovato all'ungheresino della KCMG, rientrato a casa con solo un 11° piazzamento. Come lui, anche Niels Langeveld ha avuto difficoltà, specialmente per alcuni problemini che hanno afflitto l'Audi dell'olandese, sempre molto veloce l'anno scorso quando correva in TCR Germany. Non pervenuto Aurélien Panis, ma ormai per il figlio d'arte si tratta di una costante che lo relega nei bassifondi della classifica da ormai tre anni.

Di tutt'altro tenore è stato il weekend di Mikel Azcona, alle prese con la Cupra della PWR Racing, ossia l'auto più vecchia della griglia. Il Campione del TCR Europe ha mostrato una grinta e un passo davvero notevoli per un debuttante che potrebbe essere figlio di molta gente della griglia. Il podio e due Top5 sono risultati fantastici per uno che fino ad un anno fa era perfettamente sconosciuto ai più, il che fa ben sperare per il prosieguo della stagione.

Mikel Azcona, PWR Racing CUPRA TCR

Mikel Azcona, PWR Racing CUPRA TCR

Photo by: WTCR

Giulietta prova ad essere Veloce

Capitolo Alfa Romeo. Quanto sono cresciute le Giulietta (ora Veloce)? Difficile dirlo quando si corre a Marrakech e si parte indietro, complici sfighe di vario genere come forature e incidenti altrui a causare bandiere gialle in qualifica senza poter migliorare. Ma se non altro sia il combattivissimo Kevin Ceccon che il redivivo Ma Qing Hua (voto 7+, e ve lo dice uno che non stravede per lui, sinceramente) qualche punto l'hanno raccimolato con soddisfazione.

Ora bisognerà capire quanto margine di crescita hanno le auto della Romeo Ferraris, ancora alle prese con la sfida del WTCR da affrontare totalmente da soli. Le auto del Biscione sono ancora assurdamente (!) le uniche a non godere dell'appoggio della Casa madre ufficiale (mentre dappertutto regnano team, piloti e ingegneri dei Costruttori), con l'esperienza del 2018 da sfruttare per arrivare a raccontare anche quest'anno la favola di Davide che batte Golia.

Kevin Ceccon, Team Mulsanne Alfa Romeo Giulietta TCR

Kevin Ceccon, Team Mulsanne Alfa Romeo Giulietta TCR

Photo by: WTCR

Germania, sorrisi agrodolci

Venendo alle tedesche, terribile la prestazione delle Volkswagen, clamorosamente in difficoltà fin dalle prove libere e mai in grado di combattere coi migliori. Il solo Rob Huff è stato in grado di ottenere qualcosa degno di nota, ma sempre restando lontanissimo dalla Top10. Johan Kristoffersson, Benjamin Leuchter e l'idolo locale Mehdi Bennani è già molto se hanno visto il traguardo, ma diciamo subito che delle Golf GTI non c'è da fidarsi e le attendiamo al rientro fra i protagonisti.

Discorso a metà strada è quello per le Audi, nel senso che le RS 3 LMS non sono andate malissimo, se consideriamo pole position e podio centrati da Frédéric Vervisch per Gara 3. Solo Jean-Karl Vernay però ha ottenuto un secondo posto in Gara 2 (accusando anche lui problemi ai freni nel terzo round piombando a muro), poi il nulla. Lontanissimo Gordon Shedden, Langeveld come detto sopra è da rivalutare.

Ora si andrà a Budapest e l'Hungaroring - a differenza di serie come la Formula 1 - per le TCR qualcosa offre in termini di spazio per superare. I valori in campo potrebbero essere un po' più delineati, ma c'è anche tanta gente che ha bisogno e voglia di riscattarsi, indi per cui dopo Pasqua ne sapremo di più. Con la speranza che le processioni si chiudano con la Settimana Santa che porta alla risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Rob Huff, SLR VW Motorsport Volkswagen Golf GTI TCR

Rob Huff, SLR VW Motorsport Volkswagen Golf GTI TCR

Photo by: WTCR

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