Analisi WTCR: a che prezzo si prova a (ri)partire?

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Analisi WTCR: a che prezzo si prova a (ri)partire?
Francesco Corghi
Di: Francesco Corghi
13 dic 2017, 10:56

L'accordo tra FIA-Eurosport-WSC ha sancito il passaggio del TCR allo status di World Cup e dato un futuro al WTCC: avremo diversi benefici per tutti, ma le incognite sui costi sono uno spettro da non sottovalutare.

La Volkswagen DSG TCR Polo di Giovanni Altoe, Pit Lane Competizioni nel paddock
La Seat Leon DSG TCR di Alessandro Mazzolini, Gr. Piloti Forlivesi nel paddock
La Seat Leon DSG TCR di Jonathan Giacon
Cosimo Barberini, Seat Leon DSG TCR, NOS Racing
Jonathan Giacon, Seat Leon DSG TCR, Gr. Piloti Forlivesi
Giovanni Altoe, Volkswagen Polo DSG TCR, Pit Lane Competizioni
TCR UK Demo Day
Mato Homola, DG Sport Compétition, Opel Astra TCR
Davit Kajaia, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Pepe Oriola, Lukoil Craft-Bamboo Racing, SEAT León TCR
Dusan Borkovic, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Benjamin Leuchter, West Coast Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Aurélien Comte, DG Sport Compétition, Opel Astra TCR
Dusan Borkovic, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team, Hyundai i30 N TCR
Duncan Ende, Icarus Motorsports, SEAT León TCR
Aurélien Comte, DG Sport Compétition, Opel Astra TCR
Frédéric Vervisch, Comtoyou Racing, Audi RS 3 LMS TCR
Davit Kajaia, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Dusan Borkovic, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Josh Files, M1RA, Honda Civic Type-R TCR
Frédéric Vervisch, Comtoyou Racing, Audi RS 3 LMS TCR
Aurélien Comte, DG Sport Compétition, Opel Astra TCR
Alain Menu, BRC Racing Team, Hyundai i30 N TCR
Josh Files, M1RA, Honda Civic Type-R TCR
Mato Homola, DG Sport Compétition, Opel Astra TCR
Jean-Karl Vernay, Leopard Racing Team WRT, Volkswagen Golf GTI TCR
Jean-Karl Vernay, Leopard Racing Team WRT, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Comtoyou Racing, Audi RS 3 LMS TCR
Dusan Borkovic, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR
Duncan Ende, Icarus Motorsports, SEAT León TCR
Stefano Comini, Comtoyou Racing, Audi RS 3 LMS TCR
Stefano Comini, Comtoyou Racing, Audi RS 3 LMS TCR

La nascita del WTCR è un bene o un male? Dopo l'annuncio da parte di FIA, Eurosport Events e WSC di aver raggiunto l'accordo per sancire la fine dell'era TC1 e dare il via a due stagioni di una Coppa del Mondo FIA con regolamenti TCR, sono tanti i pro e i contro di qualcosa che va ben oltre un semplice campionato turismo.

Stiamo parlando di chi vi partecipa (squadre e piloti), dell'impatto mediatico che può avere e, soprattutto, dei costi che si dovranno sostenere per affrontare la nuova serie creata fondendo i marchi di WTCC e TCR. Trattandosi di un campionato riservato ai privati, ecco che assume la denominazione di World Cup e non di World Championship. Con aspetti da non sottovalutare, come analizzeremo ora.

Due anni di (prudente) transizione

Il WTCC era ormai morto da tempo, tanto che la FIA si era vista (clamorosamente) costretta a chiedere alle squadre cosa fare non avendo più un'idea valida per portare avanti il Mondiale Turismo. Il TC1, voluto da Citroën ed Eurosport Events, e accettato da chi faceva già parte del campionato (Honda, LADA e i privati), ha regalato, sì, vetture più belle e potenti, ma alzato enormemente i costi andando ad ammazzare nel giro di pochi anni una categoria gloriosa.

D'altra parte nel 2017 ormai erano rimaste solo una dozzina di macchine competitive, più qualche altro esemplare ormai prossimo alla rottamazione. Inutile continuare così, tant'è che gli stessi team hanno subito risposto picche al TC1 e indicato il TCR come salvezza. Questa è stata la base di un accordo non facile, sia per motivi politici che di orgoglio personale.

Marcello Lotti era venuto via dal mondo WTCC fondando quello che sta diventando il concetto più seguito e apprezzato nel mondo del motorsport, cosa che non poteva essere accettata di buon grado dai "rivali" di Eurosport, che dal 2015 hanno avuto un concorrente temibile diventato poi colui che ha salvato la baracca. Intelligentissimo Lotti a concedere l'utilizzo del marchio e del regolamento tecnico solo per due stagioni, con FIA ed Eurosport costretti a rivolgersi al manager modenese per non scomparire.

Quanto costa la stretta di mano?

E qui cominciamo ad elencare cosa può funzionare e cosa invece si rischia. Di positivo c'è sicuramente l'abbattimento dei costi per chi fino a ieri si era visto costretto a sborsare oltre il milione di euro (!) per far correre una TC1 nel WTCC, cosa che ora si può fare alla metà del prezzo. Ma questo è anche il punto dolente, perché se da un lato Lotti ha avuto la lungimiranza di non cedere totalmente la sua idea ad altri (della serie: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio), in parte viene snaturato quello che era il mantenere basse le spese.

Nel regolamento delle iscrizioni si dice chiaramente che per farlo servono due vetture, ad un prezzo complessivo di 150.000€ per squadra. La domanda è: quanti possono permettersi una cifra del genere solo per un ok? Una stagione intera in TCR International Series poteva ammontare a circa 400.000€ totali per un pilota/team, ma qui parliamo di un budget complessivo di quasi il doppio se consideriamo che non tutti hanno due macchine in garage e il prezzo medio per una vettura TCR si aggira attorno ai 90/100.000€.

Il format dei weekend è molto allettante dal punto di vista dello spettacolo, con ben tre gare e due sessioni di qualifica, cosa che non si era mai vista prima né nel TCR e né nel WTCC. Ma che comporterà comunque un aumento dei costi notevole se teniamo conto di carburanti, gomme, pezzi di ricambio, personale e quant'altro.

Inoltre il calendario ancora non è stato deliberato, ma stando alle indiscrezioni raccolte da Motorsport.com non dovrebbe essere troppo diverso da quello del WTCC 2017, le cui piccole modifiche sarebbero dovute agli accordi che nel TCR Lotti aveva in precedenza preso con i tracciati dell'International Series. Anche sotto questo aspetto non è detto che sia per forza un bene, perché oltre ai costi da sostenere per volare ad esempio in Argentina, Giappone, Qatar, Macao e Cina, il disagio arriverebbe dall'ineguatezza di certi circuiti alle gare turismo come Marrakech (che pare confermatissimo), Vila Real e Losail, i quali hanno offerto i soliti "trenini" di vetture in fila indiana.

Mediaticamente invece è un guadagno per tutti: un'emittente come Eurosport Events, facente parte del colosso Discovery, non può che offrire una vetrina assolutamente di prim'ordine che al TCR mancava. Bene le dirette in streaming, ma volete metterle a confronto con il sedersi davanti alla TV e magari (per chi non conosce la categoria) ritrovarsi una bella gara di sportellate facendo un comunissimo zapping con il telecomando? Inoltre negli ultimi anni il WTCC ha goduto di un vero e proprio bombardamento di notizie ed approfondimenti sui social media come Facebook e Twitter tramite concorsi, video, curiosità, immagini particolari e quant'altro al giorno d'oggi rende la rete di internet il vero e proprio canale di informazione primario. E di questo il WTCR potrà (e dovrà) trarne beneficio.

Chi va e chi viene

Arrivati a questo punto, affrontiamo l'argomento finale, ossia chi potremo vedere in pista nel 2018-2019. Fatti presente i sopracitati punti, del "vecchio" WTCC non sono molti coloro che potranno permettersi di proseguire l'avventura. Honda sicuramente, tramite JAS Motorsport, fornirà un valido appoggio/supporto alle squadre-clienti che decideranno di iscriversi al WTCR, come visto già con M1RA Racing (che poi è la squadra di Norbert Michelisz, Vice-Campione WTCC 2017) e altri.

La Sébastien Loeb Racing potenzialmente potrebbe esserci, magari sfruttando anche i legami con il gruppo PSA e prendendo in mano le nuove Peugeot 308 TCR, dato che il team del 9-volte Campione WRC ha già lavorato sulla 308 Racing Cup. La ALL-INKL.COM Münnich Motorsport una Honda Civic TCR già ce l'ha, dunque gliene servirebbe un'altra e infatti ha già iniziato a pubblicizzare la cosa, mentre gli ungheresi della Zengő Motorsport da tempo lavorano tra TCR, ETCC e WTCC, dunque il potenziale per iscriversi ci sarebbe.

Con la chiusura dell'ETCC, anche i team Rikli Motorsport e Lema Racing dovranno trovare una sistemazione ai rispettivi mezzi, cosa che invece sembra molto più complicata per Campos Racing e ROAL Motorsport, le quali non hanno nessuna macchina TCR in garage oltre alle ormai (da anni) pensionate Chevrolet TC1. Analoga la situazione della RC Motorsport, che oltre ad avere tre LADA TC1 da piazzare in un museo, alla stagione 2017 si è iscritta con una bella mano datagli dal promoter, visto che di sponsor sulle Vesta ce n'erano giusto un paio.

Un po' diverso il discorso della Volvo, Campione del Mondo piloti e costruttori: le voci riguardanti un progetto Polestar TCR si rincorrono da mesi, tanto più che iscrivendosi con Cyan Racing gli svedesi avrebbero anche l'escamotage del team privato fatto in casa. Resta un'incognita però la vettura, perché la S60 stradale uscirà di produzione a brevissimo e la V40 (che come segmento è la più indicata per il TCR) è ormai vecchia, con la nuova che non arriverà prima di un paio d'anni. Dal punto di vista del marketing, schierare una macchina che poi il pubblico non può acquistare sarebbe un'assurdità, per cui aspettiamo sviluppi in merito.

Delle squadre provenienti dal TCR International l'opportunità sembra essere scontata per Lukoil Craft-Bamboo Racing (appoggiata da SEAT Sport) e Leopard Racing (che con WRT è un punto di riferimento per il gruppo Volkswagen-Audi). Da capire invece le intenzioni di Opel Motorsport e di quanto potranno fare i team DG Sport Compétition e Kissling Motorsport con le proprie Astra TCR. Un'incognita resta il marchio Hyundai, che in attesa di omologare la i30 N ne ha venduta una a BRC Racing, ossia il partner tecnico con cui ha sviluppato l'auto. Sullo stesso piano possiamo mettere anche le LADA Vesta, presenti in TCR Russia/RCRS in "veste" TCR temporanea non avendo ancora preso parte al BoP.

Al momento sembra molto più dura vedere nel WTCR le Alfa Romeo: le Giulietta della Romeo Ferraris stanno interessando parecchi clienti, essendo anche sbarcate recentemente negli U.S.A., ma il prosieguo dell'accordo con i georgiani di GE-Force è un dilemma ancora irrisolto per motivi politici (in Georgia il governo è cambiato recentemente) e senza un appoggio economico adeguato da parte Marchionne & C. si fa complicato iscrivere le auto dell'azienda di Opera alla World Cup FIA. Nella medesima situazione anche Top Run Motorsport, che ha compiuto da sola tutto il lavoro sulla Subaru WRX STI che in Giappone stanno seguendo attentamente senza però aver ancora annunciato un impegno in merito.

Stohl Racing potrebbe avere difficoltà a portare la KIA cee'd nel WTCR, con un punto interrogativo che invece riguarda WestCoast Racing e le sue due Volkswagen Golf GTI, e Comtoyou Racing con la coppia di Audi RS 3 LMS. Per tutti loro (uniti ai piccoli team dei singoli piloti come i vari Duncan Ende e Stian Paulsen) resta comunque l'ottima occasione di correre in TCR Europe Series e tutte le altre categorie del concetto presenti a livello continentale e nazionale. Che comunque rischiano seriamente di essere molto più numerose in termini di iscritti.

Cercasi equilibrio disperatamente

Infine una considerazione: ora che c'è di mezzo pure la FIA, il serio augurio è che vengano fatti degli adeguati test sul Balance of Performance. Nel 2017 si è assistito ad uno spettacolo piuttosto indecoroso a riguardo nel TCR, con continue polemiche, lamentele, attacchi e offese da parte di tutti contro tutti. E di modifiche a pesi, potenze e altezze da terra che, oggettivamente, hanno superato il limite. Urge trovare un equilibrio fin da subito, apportando le dovute correzioni in corso d'opera ove è necessario (come si vede nel GT, WEC ecc...), consapevoli che qualcuno di scontento ci sarà sempre, ma che non va portato... all'esasperazione!

 

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Serie WTCR
Autore Francesco Corghi
Tipo di articolo Analisi