Storica Ana Carrasco: ecco la donna che ha battuto ogni record nel mondo delle 2 ruote

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Storica Ana Carrasco: ecco la donna che ha battuto ogni record nel mondo delle 2 ruote
Di: Lorenza D'Adderio
02 ott 2018, 15:15

A Magny-Cours è diventata la prima donna ad aver conquistato il titolo in un mondiale di motociclismo. Ma è solo uno dei record che ha frantumato nella sua breve ma già ricca carriera

Ana Carrasco
Ana Carrasco
Ana Carrasco diventa Campionessa del Mondo
Ana Carrasco
Polesitter SSP300: Ana Carrasco
Ana Carrasco
Ana Carrasco
Ana Carrasco
Ana Carrasco
Ana Carrasco, Kawasaki
Ana Carrasco, Kawasaki
La vincitrice della gara Ana Carrasco
Podio: la vincitrice della gara Ana Carrasco
Ana Carrasco diventa Campionessa del Mondo

“Quando corro penso più come un pilota che come una donna”. Così Ana Carrasco commenta il suo trionfo, ancora frastornata ed emozionata per il record raggiunto: è campionessa del Mondo della classe Supersport 300, la prima pilota donna a conquistare un titolo mondiale in un campionato di motociclismo. È riuscita nell’impresa a Magny-Cours, in Francia, in occasione dell’ultimo appuntamento stagionale, a dimostrazione del fatto che questa classe è davvero competitiva.

Carrasco aveva mancato il primo match point a Portimao due settimane fa, ma non ha perso l’ultima occasione domenica scorsa, riuscendo a sopravanzare gli agguerriti rivali, che non le hanno reso l’impresa semplice. Già dal primo appuntamento dell’anno ad Aragon infatti, la Supersport 300 ha dato prova di essere molto combattuta, con un folto gruppo di piloti a lottare per la prima posizione. Nonostante una concorrenza così forte, la spagnola è riuscita ad avere la meglio e lasciare la Francia da Campionessa del mondo, un risultato storico per la categoria delle derivate di serie e per il motociclismo in generale.

Ana Carrasco è la donna dei record: poco più di un anno fa ha vinto la sua prima gara in Portogallo, diventando anche in quell’occasione la prima donna a salire sul gradino più alto del podio in un mondiale. Nel 2018 è stata l’unica ad aver ottenuto più di un successo, con due vittorie consecutive, ad Imola e Donington Park. Leader del mondiale a partire dall’appuntamento italiano, non si è più fermata e la costanza ha pagato a fine stagione, dove a Magny-Cours ha compiuto il passo che le mancava: il titolo iridato.

Gli inizi

Ana Carrasco nasce a Murcia, Spagna, nel 1997. Sale in sella alla sua prima moto a tre anni e non smette più. La passione, trasmessa dal padre, la porta fino alle competizioni nazionali, passando dai campionati locali. Nel 2001 disputa la sua prima gara ufficiale e nel 2005 approda al campionato Bancaja 70cc. Ma la svolta arriva nel 2010: all’età di 13 anni, Ana ha raggiunto l’età minima per poter competere nel CEV 125cc ed inizia da subito a battere record. È infatti la prima donna ad andare a punti nel campionato spagnolo. Tre anni dopo passa al CEV Moto3, dove conquista un sesto posto come miglior risultato, il massimo mai ottenuto da una donna.

L'esordio nel Motomondiale

Quando dimostrato nel CEV le vale un posto nel Motomondiale, a cui arriva nel 2013. È la seconda spagnola dopo Elena Rosell a prendere parte al mondiale. Il miglior piazzamento è un 15esimo posto in Malesia, anche qui batte il record e diventa la prima donna ad andare a punti in Moto3. Prima di lei solo Katja Poensgen era riuscita ad andare a punti, grazie alla 14esima posizione nel Gran Premio d’Italia del 2001 nell’allora 250cc. A Valencia, davanti al suo pubblico, Ana Carrasco è ottava e chiude la stagione in 21esima posizione, con 9 punti.

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Le difficoltà

L’anno seguente passa al team RW Racing GP, ma non tutto fila liscio. A causa di problemi economici derivati da alcune sponsorizzazioni, Carrasco è costretta a chiudere la stagione in anticipo. Salta le ultime quattro gare dopo un campionato costellato di difficoltà. Il suo miglior risultato quell’anno è un ventesimo posto, al Mugello. Non va meglio nel 2015, che inizia con una gara di ritardo. Salta il primo appuntamento in Qatar a causa di un infortunio e torna ad Austin. A Le Mans ottiene il miglior piazzamento della sua stagione, un 18esimo posto. Ma il periodo nero continua e deve saltare altre due gare, Indianapolis e Brno, per una frattura all’omero rimediata nella gara precedente in Germania.

La rinascita

Dopo essere tornata al CEV nel 2016, l’anno seguente approda alla neonata classe Supersport 300, nel mondiale Superbike. Nelle derivate di serie inizia da subito a mostrare il proprio talento in sella alla Ninja 400 del team ETG Racing. Il Campionato inizia a MotorLand e riesce a centrare la top 10 all’esordio, migliorando pian piano il risultato. Già nella gara seguente ad Assen, taglia il traguardo in settima posizione. Ma è qualche mese dopo che entra nella storia: a Portimao, in qualifica ottiene il terzo tempo che le vale la prima fila. La domenica stupisce e domina la gara dal semaforo alla bandiera a scacchi, vincendo la sua prima gara e diventando la prima donna a salire sul gradino più alto del podio in un mondiale di motociclismo.

Il titolo

Il 2018 l’anno del trionfo. Passa al team DS Junior gestito da David Salom ed inizia a farsi vedere da subito. Inaugura la stagione con un sesto a Motorland, che migliora la settimana seguente in Olanda. Ad Imola replica il successo dell’anno precedente. Dominatrice dell’intero weekend, scatta dalla pole position e conquista la prima vittoria stagionale, la seconda in Supersport 300. Vola in testa al mondiale e diventa la pilota da battere. Ma non c’è due senza tre e Carrasco lo sa bene. Bissa il successo due settimane dopo a Donington Park ed incrementa il vantaggio.

Portimao, che l’anno precedente le ha regalato la prima vittoria, potrebbe essere teatro del primo titolo. Ma l’occasione non arriva e la festa è rimandata a Magny-Cours. In gara Carrasco non va oltre la 13esima posizione, ma è sufficiente per farla entrare di diritto nella storia del motociclismo. In Francia conquista il titolo mondiale con un solo punto di vantaggio sul rivale Scott Deroue e raggiunge ciò che nessuna prima di lei era mai riuscita a fare.

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