Il mio lavoro in F1: addetto ai caschi

Ci sono persone che non appaiono in TV, ma che sono essenziali per lo spettacolo della F1. Motorsport.com ve ne parla e oggi vediamo qual è il compito di Michael Aumento con i caschi Bell.

Il mio lavoro in F1: addetto ai caschi

Il mio lavoro è...

"Sono manager della Bell Helmets e lavoro coi piloti di F1, preparo i loro caschi e cerco sempre le novità per quelli che ne vogliono uno. Quest'anno lavoro con Lewis Hamilton, Lando Norris, Kimi Raikkonen, Antonio Giovinazzi, George Russell, Nicolas Latifi, Romain Grosjean, Kevin Magnussen, Esteban Ocon, Charles Leclerc e Sergio Perez.

"Opero a stretto contatto con loro, individualmente per dargli il miglior pacchetto possibile in termini di visibilità e aereazione. Anche coi team ci diamo da fare per migliorare l'aerodinamica e rendere l'auto più veloce installando dei piccoli spoiler e delle alette sui caschi. Possiamo sviluppare queste parti assieme agli ingegneri.

Il mio weekend di gara

"Solitamente partiamo da casa mercoledì sera, in modo da essere in pista giovedì mattina presto. Il più delle volte porto con me i caschi degli otto piloti che abbiamo, a volte i team per varie ragioni non se ne occupano e il mio primo lavoro è prepararli per il weekend. Di solito ce ne sono due per l'asciutto e uno per il bagnato per ogni pilota, ma se le previsioni danno pioggia per tutto l'evento, allora si fa in modo diverso".

"Quelli da asciutto hanno due visiere differenti, una oscurata. Ad esempio, a Barcellona quando cala il sole non si vede la pista con quella normale. Ogni giorno arriviamo in pista con almeno due ore d'anticipo sulla sessione per avere tempo di risolvere i problemi che ci possono essere. Dopo ogni prova, pulisco i caschi e li asciugo, cambio i filtri dell'aria e le parti aerodinamiche se è necessario. A volte sono molto sporchi, poi dopo le qualifiche prepariamo il tutto per la gara".

"Ne servono almeno due con le stesse specifiche, così se ci dovessero essere problemi con la radio o la cannuccia per bere possiamo immediatamente sostituirlo. Dopo la corsa, ancora una volta li lavo e li pulisco, poi li prepariamo per il prossimo weekend. Dopo la seconda gara, uno su tre viene cambiato".

Il casco di Lando Norris, McLaren

Il casco di Lando Norris, McLaren

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

La cosa più importante del mio lavoro

"Devi sempre avere una risposta, quando i piloti ti chiamano per segnalarti i problemi o le necessità, non puoi perdere 10-15 minuti pensando alla soluzione. Devi averla immediatamente. Questa è la cosa principale, sapere subito cosa c'è da fare appena ti chiama il pilota o il suo fisioterapista. Ad esempio, se serve più ventilazione io debbo conoscere esattamente le specifiche di ogni casco di ciascun pilota, in modo da procedere.

Tre cose di cui non posso fare a meno

Le chiavi per la visiera, una per le viti e l'altra per stringere o allentare. Poi le forbici perché a volte con il nastro adesivo dobbiamo chiudere le prese d'aria. La terza sono i tear-off perché quando i piloti ne hanno bisogno glieli possa fornire immediatamente".

Persone che sento sempre

"Piloti e fisioterapisti, è molto importante avere un rapporto diretto. Preferisco sempre parlare con il pilota direttamente perché loro sanno qual è il problema e cosa posso fare per aiutarli. A volte anche i fisioterapisti sono utili, ma non sempre ti danno le indicazioni che servono".

Chiave di regolazione per casco Bell

Chiave di regolazione per casco Bell

Photo by: Олег Карпов

Quando non sono in pista...

"Lavoriamo in azienda, prepariamo le visiere e i tear-off. Sono anche coinvolto nella ricerca e sviluppo assieme agli ingegneri per migliorare i prodotti. Oggi è molto importante che i caschi siano leggeri perché la velocità in curva e le forze G aumentano. I nostri pesano 1,3kg".

Senza di me non si può...

"Beh, tutti sono sostituibili, ma penso che stia facendo un buon lavoro per Bell e i suoi piloti. Mi piace il mio lavoro e faccio sempre il massimo, una delle sfide più belle è avere un nuovo pilota. E' una delle cose che preferisco, renderli felici e a loro agio subito. Penso che se chiedi ad un pilota il parere su di me, siano tutti contenti perché cerco sempre di fare il massimo per loro".

La Formula 1 è...

"Perfezione, ma non una vacanza. Penso che a molta gente che non fa parte di questo mondo piacerebbe entrarci, ma non è solo un lavoro. Hai tanta responsabilità e devi sacrificarti, è difficile perché ti toglie tantissimo tempo. La mia famiglia mi vedrà dai 30 ai 50 giorni l'anno. E' un mondo fantastico e lo amo, ma è anche duro. Vedo più gente della F1 che mio figlio. Quando sono a casa cerco di passare il tempo con lui, ma mi piace il motorsport e la sua gente. E' una sorta di famiglia per me".

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo, con Michael Aumento, Racing Manager di Bell Helmets
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo, con Michael Aumento, Racing Manager di Bell Helmets
1/1

Foto di: Alfa Romeo

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