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La F.1 è in letargo, perché non sa più comunicare?

I team ormai lavorano solo indoor, nascondendo ogni loro attività. Così crolla l'attenzione...

Un silenzio… assordante. La Formula 1 non solo non è più capace di fare rumore, ma non è in grado nemmeno di comunicare. Ogni squadra si è chiusa nel bunker della sua factory, dove sta nascendo la nuova monoposto e nulla trapela all’esterno. Via twitter vengono “regalate” immagini di insignificanti particolari di scocche nude, quasi fossero le foto rubate di un back stage dell’ultima velina che posa nuda per un calendario. Scatti che non interessano i tecnici, figuriamoci che attrattiva possono avere sugli appassionati che hanno una grande curiosità sulla stagione che andrà a cominciare a Jerez del 1 al 4 febbraio.

SENZA PRESENTAZIONE SI RISPARMIANO DUE GIORNI DI LAVORO
Siamo nel pieno dell’inverno e si vogliono evitare gli… spifferi. La Ferrari ha deciso di mostrare la 666 via web, seguendo la moda inaugurata l’anno scorso da Luca di Montezemolo. La scopriremo il 30 gennaio, mentre la monoposto destinata ai test sarà in viaggio per l’Andalusia. Maurizio Arrivabene, team principal del Cavallino rampante, ha dato una spiegazione plausibile: a Maranello preferiscono lavorare fino all’ultimo minuto in galleria del vento, mentre l’Ufficio Tecnico si sarebbe dovuto fermare due o tre giorni per preparare il tradizionale evento.

UNO SHOW CHE VALEVA UN GRAN PREMIO
Senza contare quanto costava allestire un vero e proprio show che era capace di catalizzare l’attenzione delle televisioni e dei giornalisti provenienti da tutto il mondo. Ha scritto bene Pino Allievi, sulla Gazzetta dello Sport, che la presentazione valeva un Gran Premio dando la parola ai piloti e quei tecnici orgogliosi di mostrare il loro lavoro e che poi avrebbero taciuto per un anno.

LA CORSA A ESSERE LA PRIMA MACCHINA NUOVA
Ogni squadra si ritagliava uno spazio di comunicazione e, anzi, c’era chi cercava di essere il primo a uscire con la nuova macchina per catalizzare su di sé tutta la visibilità. E poco importava se poi la monoposto era una ciofeca e sarebbe stata l’ultima nella griglia di partenza.

TOP SECRET ANCHE RENDERING E COLORAZIONI
I tempi cambiano: ora c’è la paura di mostrare un particolare che potrebbe essere copiato dalla concorrenza ancora prima che parte il mondiale. Non ci sono nemmeno i rendering di un tempo, le visualizzazioni (molto parziali) delle monoposto al computer. E neppure le (eventuali) nuove colorazioni sono top secret, manco fossero il terzo segreto di Fatima.

QUESTA FORMULA 1 LAVORA SOLO INDOOR
La Formula 1 si è abituata a lavorare indoor: con il divieto dei test in pista tutta la fase di sviluppo di una nuova monoposto viene simulata. La Ferrari si sta dotando a Maranello di un banco dinamico fornito dall’austriaca AVL: tutti i parametri meccanici della monoposto potranno essere verificati con la vettura sui rulli. I tecnici potranno deliberare le nuove power unit che dovranno durare cinque Gran Premi, potranno scegliere la giusta rapportatura del cambio e l’assetto base con il quale andare poi in pista.

ACCONTENTIAMOCI DEL SELFIE DI SEBASTIAN
Tutto si sviluppa dentro e niente trapela fuori. I piloti si allenavano in pista, magari con la macchina vecchia, per non perdere il feeling con la vettura. Adesso trascorrono ore al simulatore dove possono guidare la macchina nuova, prima che quella reale venga effettivamente completata. Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno già avuto il primo assaggio di cosa li aspetterà nel 2015. Il tedesco per ora sorride, segno che almeno il morale è molto alto all’avvio della nuova avventura professionale, dopo che è stato allevato e cresciuto nel bozzolo della Red Bull.

PERCHE’ LA MCLAREN NON TROVA IL TITLE SPONSOR?
Si dice che la McLaren non abbia ancora deciso la colorazione della sua MP4-30: a Woking ci sarebbero diversi bozzetti con livree molto diverse a seconda degli sponsor che aderiranno al progetto. Ma se non bastano il ritorno dell’Honda e quello di Fernando Alonso nel team di Ron Dennis ad accendere l’interesse sulla McLaren, allora è giusto domandarsi se gli uomini che gestiscono il Circus non stiano sbagliando completamente le loro strategie. E la situazione della McLaren è solo quella più eclatante, perché saranno diverse le squadre che inizieranno la stagione solo perché i loro piloti hanno aperto le valigie piene di dollari portate in dote.

IL RED CARPET DI JEREZ
Sono anni che sentiamo parlare della necessità di cambiare la Formula 1, ma non si sta facendo proprio nulla. Alcuni team rinunceranno anche alla presentazione della macchina via internet, preferendo mostrarla solo pochi minuti prima che scendano in pista a Jerez, sulla pit lane della pista andalusa che per qualche minuto si trasformerà nel red capet del Circus.

IL LAVORO DI PISTA CANCELLA LE SQUADRE MINORI
In pochi attimi si alzerà un telo e si brucerà il lavoro di un inverno. Specie le macchine dei team minori saranno destinate a essere… dimenticate, perché con l’inizio dei test l’attenzione si sposterà subito in pista, ai tempi che le monoposto delle squadre top riusciranno a staccare subito. Un autogol dopo l’altro. Il destino della Formula 1 non interessa a nessuno: l’unica cosa importante è lucrare il minimo vantaggio sulla concorrenza. E se bastasse quello…

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