Dakar, Brabec: un secondo posto che sta stretto
Dopo il trionfo della Dakar 2020, il pilota americano ha partecipato alla doppietta Honda di quest'anno, ma si è dovuto accontentare del secondo posto. Ricky quindi guarda già al 2022 e alla sua voglia di tornare sul gradino più alto del podio.
Nella seconda settimana di gara ci ha provato con tutte le sue forze, ma Ricky Brabec non è riuscito a bissare il successo finale alla Dakar di un anno fa. Questa volta lo statunitense si è dovuto accontentare della seconda posizione, partecipando comunque alla grande festa della Honda.
La HRC si è confermata sul gradino più alto del podio con Kevin Benavides, primo sudamericano ad imporsi alla Dakar, ma il secondo posto del californiano ha completato una doppietta che alla Casa giapponese non riusciva addirittura dal lontano 1987. A riprova del fatto che è stata una grande impresa.
"Siamo tornati a Jeddah. Io e Kevin abbiamo fatto un ottimo lavoro, così come tutta la squadra. E' stato un peccato che Joan (Barreda) e Nacho (Cornejo) si siano ritirati", ha sottolineato infatti anche lo stesso Brabec.
Dopo la quinta tappa, Brabec si ritrovava a 25 minuti dalla vetta, ma nella seconda settimana di gara ha vinto la bellezza di tre tappe su sei e alla decima tappa si era riportato a soli 51" da Benavides.
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Aprire la pista nell'11esima però lo ha fatto precipitare a sette minuti dal compagno di squadra. Il successo nella 12esima ed ultima tappa, dunque, è servito soprattutto a scavalcare Sam Sunderland e a prendersi il secondo posto. Il distacco dal compagno di squadra infatti è rimasto di poco inferiore ai cinque minuti.
"Ho cercato di attaccare per recuperare su Kevin, che era davanti di sette minuti, ma non ci sono riuscito. Ho dovuto accontentarmi del secondo posto. Tutto sommato però è stato un grande rally", ha raccontato dopo aver tagliato il traguardo.
Il pilota americano poi ha chiuso con un ringraziamento ai suoi compagni di avventura, mettendo in chiaro che l'obiettivo è già fissato per il 2022 ed è tornare sul gradino più alto del podio.
"Il mio mentore e il mio assistente Kendall, ma anche il mio meccanico Eric hanno fatto un grande lavoro e mi hanno sempre tenuto concentrato. Grazie ancora una volta ragazzi, spero che l'anno prossimo riusciremo a riportare il numero 1 su questa moto".
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