Dakar 2026 | Moto, Tappa 13: Brabec si perde e Benavides trionfa per soli 2 secondi!
Il pilota della Honda sembrava avere la vittoria in pugno, ma paga un clamoroso errore di navigazione a soli 7 km dal termine dell'ultima speciale, che permette all'argentino della KTM di beffarlo proprio sul più bello, trionfando con il vantaggio più piccolo della storia della Dakar. Lo spagnolo Schareina completa il podio finale.
#77 Red Bull KTM Factory Racing KTM: Luciano Benavides
Foto di: Red Bull Content Pool
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Sembrava tutto già scritto, ma ancora una volta la Dakar ha insegnato che non bisogna dare niente per scontato fino a quando non è finita per davvero. Ormai ci eravamo abituati a vedere l'ultima tappa, che solitamente prevede una speciale molto breve e senza particolari difficoltà, come una passerella per i vincitori, ma da quest'anno non la guarderemo più con gli stessi occhi, soprattutto nella gara riservata alle moto.
Ricky Brabec entrava nella 13° ed ultima tappa, che appunto prevedeva solo 105 km cronometrati su un anello intorno a Yanbu, con ben 3'20" di margine nei confronti del diretto inseguitore Luciano Benavides. E il pilota della Honda li stava anche amministrando alla grande, perché al controllo del km 86 li aveva addirittura allargato la forbice a 3'42".
Per il californiano però il dramma è arrivato a soli 7 km dal traguardo, quando ha commesso un clamoroso errore di navigazione. In quel frangente, infatti, l'argentino della KTM ha capito che era il momento di dare il tutto per tutto ed è stato bravissimo a capitalizzare lo sbaglio dell'avversario, beffandolo alla bandiera a scacchi per appena due secondi. Un duro colpo anche per la Honda, che accarezzava già il ritorno alla vittoria e invece dovrà veder festeggiare gli storici avversari di Mattighofen.
Dopo quasi 5.000 km di prove speciali, due secondi sono davvero niente e infatti è il distacco minimo mai registrato alla Dakar tra il vincitore finale ed il secondo classificato. La cosa curiosa è che Luciano porta via il record proprio al fratello Kevin, che nel 2023 aveva battuto Toby Price per appena 43 secondi. E diventa anche il secondo argentino a portare a casa il Trofeo Touareg, un anno dopo aver conquistato il suo primo podio.
A completare il podio finale c'è l'altra Honda di Tosha Schareina, con lo spagnolo che ha chiuso a 25'12" dal vincitore, precedendo l'altra moto giapponese di Skyler Howes. Merita una vera e proprio standing ovation però Daniel Sanders, perché il vincitore dello scorso anno è il vero e proprio eroe di questa edizione: nella decima tappa ha perso la sua occasione di puntare alla vittoria finale, perché in una caduta avvenuta quando si trovava al comando si è fratturato una clavicola e lo sterno.
Chiunque avrebbe alzato bandiera bianca, ma non l'australiano della KTM che a quel punto ha fissato il suo obiettivo nel raggiungere il traguardo finale di Yanbu ad ogni costo. Cosa che ha fatto stringendo i denti e lottando come un leone, ma che ha impreziosito riuscendo addirittura a chiudere al quinto posto finale, resistendo all'attacco della Honda di Adrien van Beveren, che alla fine ha preceduto di 1'31".
E' stata invece una Dakar un po' al di sotto delle aspettative per le Hero, con Nacho Cornejo e Ross Branch che si sono dovuti accontentare del settimo e dell'ottavo posto, molto staccati dai battistrada. Il pilota del Botswana aveva anche vinto la prima tappa, ma poi se l'è vista portare via per aver infranto un limite di velocità. In quell'occasione poi la vittoria era passata ad Edgar Canet, che oggi si è tolto la soddisfazione di centrare il suo terzo successo di tappa in questa edizione. Il modo migliore per chiudere una Dakar che per il giovane spagnolo è stata segnata dal cedimento della mousse nella prima Marathon, che lo ha definitivamente tagliato fuori dalla lotta per le posizioni che contano.
Il nono posto finale ha permesso a Toni Mulec di aggiudicarsi la classe Rally2. Lo sloveno del Bas World KTM Team ha battagliato a lungo con Preston Campbell ed oggi ha badato soprattutto ad amministrare il margine che aveva accumulato nei giorni scorsi, spuntandola per appena 4'37". Lo statunitense del junior team Honda comunque si può consolare con la palma di miglior rookie di questa edizione. Il podio si completa poi con un altro esordiente della Honda, il portoghese Martim Ventura, anche se i due veri protagonisti di questa categoria sono stati altri.
In primis Michael Docherty, che oggi ha firmato addirittura il suo nono successo di tappa in 14 giorni di gara. Il sudafricano del Bas World KTM Team avrebbe meritato la vittoria finale più di chiunque altro, ma un cerchio rotto nella prima Marathon lo aveva costretto allo stop e a rientrare in gara senza alcuna velleità di classifica. Il secondo è il francese Neels Theric, che comunque si è tolto la soddisfazione di regalare le prime vittorie di tappa in Rally2 ai cinesi della Kove, ben tre, ma alla fine si è dovuto arrendere ai troppi problemi tecnici di una moto che ha dimostrato di essere veloce ma ancora troppo acerba.
Nella Original by Motul, la classifica riservata ai piloti in gara senza assistenza, a spuntarla alla fine è stato il francese Benjamin Melot, che nella sua carriera era già salito altre tre volte sul podio di questa categoria ma senza centrare il bersaglio grande, che ha fatto la differenza nella seconda settimana di gara e alla fine è riuscito ad avere la meglio per 14'32" sullo spagnolo Josep Pedró. Sul gradino più basso del podio c'è invece il belga Jerome Martiny, decisamente più staccato però con un'ora e 24 minuti di gap. Dopo un inizio da mattatore, seguito da una caduta piuttosto rovinosa e dolorosa, il favorito Emanuel Gyenes si è invece dovuto accontentare della "medaglia di legno".
Per quanto riguarda gli italiani, anche oggi ha brillato Paolo Lucci, autore di una seconda settimana di gara particolarmente convincente. Il toscano della RSMoto Rally Team ha staccato il 13° tempo assoluto, che gli è valso il quarto nella Rally2. Prestazione che probabilmente aumenta il rammarico per il ritiro nella prima Marathon, dovuto a problemi con la mousse, che lo ha tagliato fuori dalla classifica generale, nella quale alla fine il migliore dei nostri è stato Tommaso Montanari, che ha chiuso 21° assoluto ed 11° nella Rally2 con la Husqvarna del Solarys Racing.
E' stata comunque una Dakar positiva per gli azzurri, perché anche Tiziano Internò ed Andrea Gava sono riusciti a ritagliarsi uno spazio all'interno della top 40, chiudendo rispettivamente in 37° ed in 39° posizione. Ma tutti hanno raggiunto il traguardo finale, con Cesare Zacchetti 58° e Mattia Riva 63°.
Dakar 2026 | Classifica finale categoria (top 10)
| Pos | Pilota | Moto | Tempo/Gap | Penalità |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Luciano Benavides | KTM | 49.00'41” | |
| 2 | Ricky Brabec | Honda | +2" | |
| 3 | Tosha Schareina | Honda | +25'12" | +10'00" |
| 4 | Skyler Howes | Honda | +56'41" | +2'00" |
| 5 | Daniel Sanders | KTM | +1.03'15" | +12'00" |
| 6 | Adrien van Beveren | Honda | +1.04'46" | |
| 7 | Nacho Cornejo | Hero | +1.39'50" | |
| 8 | Ross Branch | Hero | +2.49'15" | +6'10" |
| 9 | Toni Mulec | KTM | +2.57'18" | +0'10" |
| 10 | Preston Campbell | Honda | +3.01'55" |
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