Silverstone, 4° Ora: Porsche, Ferrari, Ford sul filo di lana in GTE PRO

Mentre prosegue il dominio delle Toyota, infuria la battaglia tra le tre Case. Calado-Pier Guidi sono dietro a Estre-Christensen e davanti a Priaulx-Tincknell ma la corsa verrà decisa dalle differenti strategie

Silverstone, 4° Ora: Porsche, Ferrari, Ford sul filo di lana in GTE PRO

Una full course yellow e un regime di safety car non hanno apportato troppi cambiamenti alla 6 Ore di Silverstone, almeno per quanto riguarda la classifica delle LMP1. A dominare sono sempre le due Toyota con l’argentino Lopez che ha riportato al comando la vettura numero 7 dopo che Fernando Alonso era riuscito a superare Conway. Dietro le due vetture nipponiche la prima Rebellion, la BR1 superstite e la seconda Rebellion. Bella invece e assolutamente intrigante la situazione in GTE PRO dove le carte continuano a essere rimescolate. Da centro gruppo è risalita molto bene la Ferrari 488 di Pier Guidi-Calado che ora ha concrete speranze di podio mentre ha perso molto tempo ai box la Ford scattata dalla pole position di Mucke-Pla perché la portiera del lato guida-non è la prima volta che accade in queste stagioni di WEC-non si riusciva a chiudere. In totale i due hanno perso oltre 3’. Peggio è andata a Rigon-Bird, fermi per ben 34’ dopo che il veneto è stato toccato in fase di doppiaggio dalla BR di Orudhzev con conseguente esplosione della gomma posteriore destra e danni su tutto il retrotreno. Saranno le ultime due ore a delineare la situazione nel gruppo, visto che le tre Case in lizza per il primo posto, Porsche, Ferrari e Ford stanno attuando strategie diverse. La lotta ora è tra la Porsche di Estre-Christensen, la già citata 488 di Calado-davvero molto bravo-Pier Guidi e la Ford di Priaulx-Tincknell.

La terza ora si apre con una full course yellow causata da alcuni detriti presenti in pista. Non contenti proprio all’inizio del regime Binder con la CLM della ByKolles va a sbattere in pieno rettifilo Wellington per un probabile problema meccanico. Tutti ne approfittano per fermarsi, compresi Conway e Alonso che fino ad allora avevano duellato per il primo posto. Si ferma anche Pier Guidi, salito provvisoriamente al primo posto tra le GTE PRO, che viene sostituito da Calado. La mossa dei due però è ottima perché ritardando il pit stop la Ferrari 488 ha guadagnato molte posizioni.

Alla ripartenza Conway ha un vantaggio di una decina di secondi su Alonso mentre al terzo posto si trova il bravo Orudzhev davanti alle Rebellion di Lotterer e Menezes. In GTE PRO davanti a Calado c’è la Ford di Tincknell e dietro quella di Mucke con Rigon alle spalle del tedesco e davanti alla Porsche di Estre che ora ha montato un treno di gomme nuove.

Dopo circa venticinque minuti Alonso prende il comando su Conway che rispetta gli ordini impartiti dai box.

Perde il primo posto in LMP2 anche l’Oreca di Jaafar che a causa dell’afflosciamento di un pneumatico esce sull’erba con il frontale danneggiato. Sul podio virtuale sale il suo compagno di squadra in DC Racing Stephane Richelmi. L’israeliano riuscirà comunque a ripartire dopo avere sostituito gomme e musetto al terzo posto di classe.

La sfortuna è in agguato per la Ferrari: Rigon sta per essere doppiato dalla BR1 di Orudhzev. Allarga ma la vettura del russo con un’entrata garibaldina va a toccare quella dell’italiano: sulla 488 esplode la gomma posteriore destra con l’aggravante che cercando di tornare ai box Rigon semina detriti ovunque e distrugge la carrozzeria posteriore. Ai box finisce anche la BR1 che una volta rientrata in pista va in testacoda all’ingresso della curva Luffield. La direzione corsa decide quindi di inviare la safety car su un tracciato molto sporco.

Ci vuole parecchio per sistemare la pista e la ripartenza avviene un minuto prima dello scoccare della quarta ora con le due Ford che si fermano subito per effettuare il cambio di pilota e il pit stop con la GT di Mucke e Pla che incredibilmente e per l’ennesima volta in queste stagioni del WEC ha problemi di chiusura della portiera sinistra. I due perdono un sacco di tempo ai box, 3’12”, e probabilmente anche l’occasione di vincere la gara.

Qualche minuto dopo sostano dapprima Conway che cede il volante a Lopez e poi Alonso con Nakajima che prende il suo posto. Le posizioni si invertono ancora tra i due con l’argentino che supera il giapponese mentre per il gioco delle soste la Ferrari di Calado-Pier Guidi è al comando tra le GTE PRO davanti alla Porsche di Bruni-Lietz, all’Aston di Thiim-Sorensen con le Ford che sono dietro le due BMW. Fuori gara è la seconda Ferrari di Rigon-Bird che è rientrata sul tracciato dopo 34’ di sosta per riparare carrozzeria e parti delle sospensioni danneggiate dopo l’esplosione del pneumatico. Si mettono male anche le cose per l’Aston Martin Vantage di Thiim-Sorensen che si ferma ai box con il cambio bloccato in quarta marcia. I box inglesi sostituiranno l’attuatore, perdendo però molto tempo. In GTE AM Bergmeister-Lindsay-Perfetti sono al comando davanti all’Aston di Eastwood e alla Porsche di Ried.

 

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