Silverstone, 2° Ora: Toyota sul velluto. La vera gara è tra le GT

Dominio inconstrato delle due TS050 che stanno disponendo alla meglio degli avversari. Ford al comando tra le GTE PRO dopo una splendida rimonta

Silverstone, 2° Ora: Toyota sul velluto. La vera gara è tra le GT

Dominio delle due Toyota nelle prime due ore di corsa della 6 Ore di Silverstone. Kobayashi-Conway e Buemi-Alonso fino ad ora hanno disposto come meglio hanno potuto di chiunque a dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il divario tra le vetture giapponesi e le altre LMP1 è abissale e che nemmeno il migliorato EoT ha potuto riequilibrare la situazione. Dietro le TS050 si trovano la Rebellion di Jani, e l’unica BR1 rimasta in lizza di Sarrazin-Orudhzev, penalizzata con un drive through nelle battute iniziali, per essere stata giudicata colpevole di avere innescato l’incidente al via. Quarta è la Rebellion di Beche su cui pesa una probabile penalizzazione, visto che il team manager è stato chiamata in direzione corsa. Il vero leit motiv della terza gara del WEC è in realtà la lotta tra le GTE PRO. Dopo un predominio della Porsche RSR di Estre-Christensen ora sono salite alla ribalta le due Ford GT di Priaulx-Tincknell e Pla-Mucke, entrambe protagoniste di una bellissima rimonta, mentre è ottima la gara della Ferrari di Bird che è riuscita anche ad occupare il primo posto prima di retrocedere sul terzo gradino virtuale del podio. In ogni caso tra le GTE PRO sarà la strategia a decidere la 6 Ore, visto che i consumi di gomme e le relative pressioni stanno mandando in crisi tutti quanti ed ognuno ha operato scelte differenti.

Il via è caotico: mentre Kobayashi e Buemi scattano senza problemi dalla prima fila e si involano senza problemi, Sarrazin chiude forse in leggero ritardo nella curva iniziale mentre la Rebellion di Beche cerca di infilarlo. Le due vetture si toccano e provocano il caos dietro loro. All’esterno finisce l’altra Rebellion di Jani seguita dalla Ford GT di Pla mentre sia Dalla Lana con l’Aston Martin GTE AM sia Gonzalez con l’Oreca LMP2 sono subito costretti ai box con il messicano che nella confusione esplosa nella prima curva viene centrato dal canadese. Tutto questo porta a un rimescolamento della classifica fin dalle battute iniziali con le due Toyota comodamente davanti alla BR1 di Aleshin dietro la quale si trova provvisoriamente l’altra vettura costruita dalla Dallara di Hanley mentre in GTE PRO ad approfittare della confusione è la Porsche RSR di Estre che va al comando davanti all’Aston Martin di Sorensen, a quella di Lynn e alla Ferrari di Bird. Proprio il britannico andrà poco dopo ad attaccare il più giovane connazionale e a portare la vettura italiana al terzo posto di gruppo alla caccia della Vantage del danese Sorensen.

In testa Buemi ha parecchi problemi di sottosterzo e quando trascorre mezzora chiede ai box la sostituzione del musetto.

Intanto fioccano le penalità: Sarrazin viene incolpato-in modo eccessivo-dell’incidente al via e dopo una bella rimonta è costretto a un drive through come del resto Ho Pin Tung, con l’ Oreca del DC Racing, protagonista di partenza anticipata.

I primi pit stop giungono quando mancano venti minuti allo scoccare della prima ora con Kobayashi e Buemi che ripartono dai box nello stesso ordine. In GTE PRO Bird lotta per il secondo posto con l’Aston di Sorensen che perde in curva ma guadagna tantissimo sul dritto grazie ai 20 cavalli concessi dal nuovo BoP, mentre a 13’ dalla conclusione della prima frazione la BR1 di Aleshin rompe il turbo ed è costretta al ritiro dopo avere occupato il terzo posto in una corsa senza storia per le prime due posizioni. Bella intanto la rimonta delle due Ford GT di Priaulx e Pla che sono risalite al quarto e quinto posto in GTE PRO davanti alla Ferrari di Pier Guidi e alla Porsche di Bruni che ha adottato una strategia differente da quella del compagno Estre al comando. In LMP2 al primo posto è l’Oreca di Tan davanti alla Dallara di van der Gaarde.

A 10’ dallo scoccare dell’ora Bird infila Sorensen e porta la sua Ferrari 488 al secondo posto in GTE PRO. Il danese è in crisi con le gomme e poco dopo la manovra riesce anche alla Ford di Priaulx che si va a prendere la terza posizione di gruppo. Nello stesso momento l’Oreca di Ho Pin Tung, in rimonta dopo il drive through, si prende il secondo posto in LMP2 ai danni della Dallara di van der Gaarde.

Il primo a fermarsi in GTE PRO è il capoclassifica Estre con la Porsche. Al suo posto sale Christensen. Poi si ferma Priaulx, sostituito da Tincknell. In GTE AM si fermano i primattori con Perfetti, fino ad ora dominatore, che lascia il volante a Lindsey.

La prima ora si conclude con Kobayashi e Buemi comodamente in testa davanti alle Rebellion di Jani e di Beche mentre le due Oreca del DC Racing sono al comando della LMP2 con la Dallara al terzo posto.

Poco dopo Buemi passa Kobayashi e si porta al comando, con il giapponese che ha dato l’impressione di avere rallentato per favorire il compagno. A 4 ore e 43’ dalla conclusione Buemi si ferma, seguito il giro seguente da Kobayashi. I due lasciano spazio a Fernando Alonso e Mike Conway con il britannico che si riprende il primo posto.

Il vero motivo di interesse della corsa è il duello tra la Porsche di Christensen che viene rimontata dalla Ford di Priaulx che riesce a infilare la RSR  e a portarsi al primo posto in GTE PRO davanti al danese e alla Ferrari di Bird. Il britannico ripeterà la manovra del collega e tornerà al secondo posto mentre la Porsche, in piena crisi con le pressioni delle gomme, sarà costretta a rallentare, facendosi superare anche dalla seconda Ford di Mucke-Pla, che è attaccata agli scarichi della 488. Mucke impiegherà poco ad avere ragione della vettura italiana con la conseguenza che quando mancano 20’ allo scoccare della terza ora le GT statunitensi sono andate dove i pronostici della vigilia indicavano. Bird poi vive un brutto momento quando in fase di doppiaggio si trova al proprio interno una LMP2: la toccata tra il prototipo e la Ferrari è comunque leggera. Alla fine della frazione si fermano tutti per i pit stop.

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