Le TCR perdute: oggi chi fa da sè... non fa per tre

Le TCR Series hanno preso il via nel 2015 e ad oggi sono diversi i modelli delle Case presenti in pista, più o meno nuovi. Ma c'è anche qualcuno che in questi anni ha provato a mettersi in proprio, con risultati differenti e particolari. Scopriamo di chi si tratta.

Le TCR perdute: oggi chi fa da sè... non fa per tre
Carica lettore audio

Era l'estate del 2014 quando cominciarono ad emergere seriamente i primi progetti di un nuovo campionato turismo. La vulcanica mente di Marcello Lotti riuscì a sfornare il concetto TCR (Touring Car Racing), prima denominato TC3 e poi ribattezzato in quella che poi divenne la TCR International Series.

Dal 2015 ad oggi di strada ne è stata fatta parecchia, partendo dalle basi di una Seat León Cup Racer che divenne l'auto di riferimento per chi volle abbracciare una novità importante per l'automobilismo. La Casa spagnola - da un paio d'anni Cupra Racing - si presentò in pompa magna con le sue vetture dotate di cambio DSG (Direct Shift Gearbox, quello di serie per intenderci) e disponibili in massa grazie ai monomarca che esistevano all'epoca.

A ruota arrivarono poi anche Volkswagen ed Audi a completare il lotto del Gruppo VW, mentre Honda - tramite JAS Motorsport - si diede subito da fare sfruttando l'esperienza del WTCC per produrre la sua Civic Type R, oggi già passata alla seconda generazione (come l'Audi RS 3 LMS).

Passati 6 anni, si sono aggiunte alle macchine omologate marchi importanti come Hyundai, Lynk & Co, Lada, Peugeot, Renault, Opel, Subaru, MG, Kia, Alfa Romeo by Romeo Ferraris e Fiat, con Toyota in arrivo. Fra queste, però, ci sono storie curiose che nelle varie stagioni hanno portato all'oblio, ma che meritano di essere ripescate dagli archivi.

Gara 1, partenza

Gara 1, partenza

Photo by: TCR media

A chi è mancato il giusto... Focus?

Di tutte le TCR omologate dal 2015 al 2021 ce n'è solo una che non appare più nella lista ufficiale di WSC Ltd. Si tratta della Ford Focus ST, attorno alla quale ruotano storie diverse, ma dagli esiti sfortunatamente identici e infelici.

Rimanendo concentrato sui rally con M-Sport, l'Ovale Blu ha preferito chiamarsi fuori dall'offerta di promuovere un suo prodotto di serie tramite le corse turismo, il che non è sembrata una gran mossa, tenendo anche conto del fatto che da poco è uscito il nuovo modello di Focus, decisamente bello e dallo stile 'racing'.

La Onyx Race Engineering di Paolo Coloni ha subito annunciato l'intenzione di occuparsi della sua costruzione e sviluppo, con il Proteam Racing di Valmiro Presenzini pronto a metterla in pista fin dal primo round stagionale di Sepang, dove però problemi tecnici al cambio hanno messo K.O. il pilota Diego Romanini prima ancora di partire.

Le cose sono apparse immediatamente in salita per chi doveva agire da solo e privo del supporto della Casa madre e a Monza il povero Tom Boardman ha fatto quello che poteva per portare a casa almeno una bella figura. Dopo mesi di tentativi (nei quali anche James Nash ha fatto una comparsata), il progetto è stato accantonato e dato in mano alla Formula Racing Development Sport, squadra di Hong Kong del team principal-pilota Kenneth Ma.

In FRD hanno cercato di sfruttare la base inglese, scegliendo Robb Holland come collaudatore. Peccato che il tutto si sia rivelato un buco nell'acqua perché con lo stesso statunitense, unito a Nicky Pastorelli e Martin Cao, mai il modello è emerso, pur rivisto completamente e dotato di motore EcoBoost, tanto da portare la Focus direttamente in... museo.

Nicky Pastorelli, FRD Racing Team, Ford Focus TCR

Nicky Pastorelli, FRD Racing Team, Ford Focus TCR

Photo by: TCR media

KIAmate aiuto

Tutt'ora presente nella lista delle TCR, anche la Kia cee'd TCR prodotta dalla STARD ha risentito parecchio della mancanza di un appoggio ufficiale al progetto avviato dal team di Manfred Stohl.

La Stohl Advanced Research and Development era partita a testa bassa già a fine 2015 con l'idea di sbarcare nelle corse turismo dopo anni di rally. Nell'ottobre del 2016 sono finalmente stati tolti i veli ad una macchina che - come prezzi - non sembrava essere propriamente alla portata di tutti.

Ma a parte i costi (122.000€+IVA per la versione completa di ogni specifica), a far storcere il naso sono state le prestazioni offerte nella prima uscita dell'anno seguente in TCR International, nelle mani di Ferenc Ficza e degli uomini della Zengő Motorsport, eccezion fatta per qualche lampo in termini di velocità, non sono riusciti a cavare un ragno dal buco, per altro ricevendo l'auto solamente al venerdì di Budapest.

Stessa cosa accaduta successivamente al Botka Rally Team, che ha schierato István Bernula con i medesimi e scarsissimi risultati. Le limitate risorse da team privato hanno quindi costretto la STARD ad alzare le mani, limitandosi a fornire assistenza e ricambi agli esemplari mandati a correre in TCR Ibérico e TCR China.

Di lì a qualche mese, il gruppo motoristico del quale Kia fa parte, ha annunciato l'impegno nel TCR con Hyundai Motorsport (ingaggiando Gabriele Tarquini come collaudatore) per promuovere il marchio sportivo N. Tagliando così le gambe (anzi, le gomme) alla cee'd TCR e a STARD.

Ferenc Ficza, Zengo Motorsport, KIA cee’d TCR

Ferenc Ficza, Zengo Motorsport, KIA cee’d TCR

Photo by: TCR media

Il grande sogno: per aspera ad Astra

Anche Opel Motorsport per un breve periodo è stata impegnata nel TCR, ma da qualche stagione ha preferito chiudere baracca e burattini, lasciando in mano la sua Astra TCR alla Kissling Motorsport per quanto riguarda gestione del progetto, o quel che ne rimane.

Il team tedesco ha preso dalle mani della DG Sport Compétition le vetture che erano riuscite pure ad andare forte in TCR International Series, ma prima (molto prima) erano state gettate le basi con una Astra OPC basata sulla Astra K.

Era il 2015 e anche il marchio Opel scendeva in campo nel TCR tramite la Campos Racing, che quell'anno cambiò una marea di piloti ad ogni corsa per cercare una quadra con questo mezzo. Gli unici a correre qualcosa di più di un paio di weekend furono Fernando Monje e Jordi Oriola, mentre Josh Files, Markus Östreich, Oscar Nogués, Igor Skuz, Armando Parente, Mak Hing Tak, Hugo Valente e Dan Wells furono solamente comparse poco fortunate.

Bruttina anzichenò, la OPC era una sorta di baco da seta pronto a trasformarsi in farfalla. Ma come tutte le storie di questi animali, la vita è stata bella giusto lo spazio di un battito d'ali, perché la nuova Astra TCR ha avuto problemi di potenza (motore+turbo piccoli) e affidabilità, tant'è che la Target Compétition se n'è subito liberata, pur avendo annunciato in pompa magna un accordo per schierarne addirittura sei.

L'unico risultato degno di nota è stato il titolo 2018 conquistato da Harald Proczyk in TCR Germany, ma nel complesso oggi la Opel resta una delle tante che, in giro per il mondo tra Germania, Australia, Regno Unito e anche Italia (con Andrea Argenti e il South Italy Racing Team) arranca per farsi vedere in un gruppone di macchine più competitive.

Dan Wells, Opel Astra OPC, Campos Racing

Dan Wells, Opel Astra OPC, Campos Racing

Photo by: TCR media

Il Signore dei Quattro Anelli

Non solo Opel, ma anche Audi ha avuto per un fine settimana quell'assaggio di TCR che gli serviva per capire come muoversi in questo campionato, dato che in cantiere c'era una RS 3 LMS che oggi è già alla versione rinnovata.

Sfruttando l'eleggibilità nella serie delle macchine in specifiche Cup tramite deroga concessa da Lotti, il Liqui Moly Team Engstler ha portato all'Algarve di Portimão due Audi TT per Kelvin Van Der Linde e Nicki Thiim. Il danese si è divertito parecchio fin dalle prove e ha vinto a mani basse Gara 1, per poi ritirarsi causa noie meccaniche in Gara 2.

Ma quando si dice 'il dado è tratto', Audi Sport ha preso subito confidenza con questa nuova sfida e il legame fortissimo che i Quattro Anelli hanno da svariate stagioni con le corse Customer Racing hanno portato alla produzione della RS 3 LMS per il 2017 (ed oltre).

Nicki Thiim, Audi TT, Liqui Moly Team Engstler

Nicki Thiim, Audi TT, Liqui Moly Team Engstler

Photo by: TCR media

Il leoncino impara a ruggire

C'è qualcun'altro che ha pensato di iniziare con una sorta di mezzo-prototipo prima di entrare ufficialmente nei ranghi. E' la Peugeot, la cui 308 TCR è stata costruita tramite spunti presi per un anno abbondante con la versione Racing Cup.

Il marchio del Leone si è immediatamente interessato al TCR sfruttandolo sia con alcune presente in International Series che prendendo parte ad eventi del Benelux, in pratica il secondo campionato della categoria più corposo nato in Europa nel 2016.

Attualmente la Racing Cup è ancora valida per WSC Ltd., che la continua a mettere nella lista del BoP, anche se ormai l'allestimento TCR non solo l'ha superata, ma è a sua volta... il passato. Questo perché dopo una prima uscita nel WTCR, Peugeot Sport ha abbandonato il progetto e tutte le 308 TCR ora vengono schierate da privati che con la Casa madre hanno solo rapporti di fornitura ricambi, ma nulla più.

Ma a quanto sembra, i modelli Cup dei monomarca hanno fatto scuola per tutti nel mondo del TCR e anche la Peugeot ha beneficiato di questa finestra per farsi le ossa e intraprendere il suo percorso.

Aurelien Comte, Peugeot 308 Gti

Aurelien Comte, Peugeot 308 Gti

Photo by: TCR media

Il Sol poco Levante

Torniamo in casa nostra per raccontare un'altra storia che non ha avuto quella fortuna che avrebbe meritato. La Subaru WRX STi TCR è stato l'ambizioso progetto di Top Run Motorsport, che per diversi mesi si è data da fare in pista nello sviluppo della macchina fin dal 2015.

La famiglia Agnello, da decenni impegnata nel mondo dei rally con il marchio giapponese, ha provato ad affrontare una nuovo capitolo della sua storia da piccolo team privato. Un volo in Estremo Oriente per incontrare i vertici di Subaru Tecnica International aveva anche fatto sognare un supporto ufficiale, invece la bolla di sapone è evaporata rapidamente.

Per altro l'unica occasione che Subaru (Casa madre) ha sfruttato per farsi sentire è stata solo per vietare l'utilizzo della bellissima livrea-retrò pensata per il debutto a Singapore 2015 e di rimando ai gloriosi tempi dei rally, con le strisce e stelline dorate sullo sfondo blu.

Vabbè, pace. Da lì è partito un bel calvario per Top Run e tutti i suoi piloti-collaudatori, i quali hanno immediatamente benedetto la bontà di un progetto che in quanto a potenza motoristica non aveva nulla da invidiare a nessuno, mentre sulle parti meccaniche più volte ha peccato di fragilità.

Il Sol Levante non è stato poi così... levante come inizialmente si poteva credere e a Castiglione Olona ben presto hanno dovuto far fronte alle problematiche di portare avanti uno sviluppo impossibile con le sole proprie risorse economiche. Un vero peccato perché invece i numeri per fare bene c'erano tutti e quando la WRX STi aveva centrato il podio nel TCR Italy ad Imola 2018 sembrava l'imbocco della vera rampa di lancio, che invece era solamente lo scivolo verso gli inferi.

Un paio di Subaru sono state spedite in Australia, ma anche lì chi le ha usate si è ben presto arreso ai soliti guai tecnici, pur provando a mettervi le mani e ricostruire parti in totale autonomia. Anche il TCR South America ha mostrato interesse nell'avere fra le sue vetture una WRX-Top Run, ma purtroppo il lieto fine della storia non ci sarà neppure in questo caso.

Subaru WRX STi TCR

Subaru WRX STi TCR

Senova... non va!

C'è anche chi la TCR Series non l'ha mai vista, se non dai box: è il curioso caso della BAIC Senova, che nell'estate del 2017 portò ai box di Shanghai in esposizione una D50 con pura carrozzeria TCR.

Il BAIC Motor Beijing Senova Racing Team era impegnato in TCR China Series e questa tre volumi basata sulla SAAB 9-5 era stata ideata in collaborazione con la Grid Motorsport, squadra di Guangzhou legata all'italiana Hexathron Racing.

La Senova D50 fece qualche apparizione in Greater China Cup 2017 con la speranza di avere una omologazione TCR che alla fine non arrivò mai, finendo così nel parco vetture del... dimenticatoio.

Senova D50 TCR

Senova D50 TCR

Photo by: BOM

Stella cadente, ma desiderio non avverato

Altro mistero che viene dall'est Europa è quello legato alla Mercedes A45 TCR allestita in versione TCR dalla LEMA Racing. La squadra slovena, che nel 2017 ha schierato le sue Seat TCR nell'ETCC e in alcune serie nazionali, ha piazzato all'esterno di un salone dell'auto per alcuni giorni questa macchina.

In livrea completamente nera e con applicati gli adesivi degli sponsor, primo dei quali Prigo (azienda specializzata in ricambi ufficiali Mercedes-Benz che ha collaborato con il team), questa Mercedes A45 TCR in realtà è rimasta solo un modello da esposizione, non avendo evidentemente ricevuto l'approvazione della Casa della Stella.

Peccato perché da quello che si sapeva, Miro Marinšek (responsabile del progetto), Matic Brate (aerodinamica), Kristijan Jurjevič (scocca), Klemen Jeršin e Carlos Guillen (sospensioni) e Jure Marinšek (design rifiniture in vinile) erano gli artefici di questo gioiellino da 381CV e 475Nm di coppia massima con cambio a 7 marce, sedili Sparco, sospensioni Bilstein e freni AP Racing approvati da AMG che sarebbe dovuto andare nelle mani del pilota Boštjan Avbelj.

Mercedes A 45 TCR, LEMA Racing

Mercedes A 45 TCR, LEMA Racing

Mazda...vvero? No

Nemmeno la storia della Mazda3 TCR ha il lieto fine, anche se resta qualche speranza per il futuro. Progetto molto intrigante presentato ad ottobre 2019 direttamente da Mazda Motorsports per il 2020, prima ha subìto un posticipo al 2021 e poi la definitiva cancellazione.

Macchina molto bella nelle sue forme, stando alle immagini create al computer, che non meritava sicuramente un trattamento di tre righe striminzite in un comunicato stampa neanche troppo pubblicizzato ed emesso nella piena calura dell'agosto scorso, quando la maggior parte della gente pensava ormai che il problema Covid-19 fosse in via di superamento.

Pandemia che ha spinto invece Mazda a rinunciare alla sua 3 TCR, la quale avrebbe dovuto correre inizialmente nei campionati statunitensi, ma che resterà per il momento un programma accantonato e sistemato nei polverosi archivi del marchio giapponese. A meno che qualche privato non decida di assumersi una responsabilità che, ad oggi, è particolarmente ostica.

Mazda3 TCR

Mazda3 TCR

Photo by: TCR media

Sarebbe proprio un bel... Tipo

Abbiamo deciso di mettere alla fine il capitolo legato alla Fiat Tipo TCR perché in realtà è una storia ancora tutta in divenire, ma che già ora meriterebbe un libro per quante ne ha vissute.

Cercando di riassumere in breve, l'idea parte circa 4 anni fa dal team MRT By Nocentini, che in gran sergreto decide di allestire una Fiat Tipo versione 3 volumi da TCR. La squadra comincia a lavorarci, poi sorgono problemi economici e chiude i battenti, con il progetto che viene rilevato da Tecnodom Sport.

La compagine veneta stravolge tutto ricominciando da capo e dopo tante prove, finalmente c'è la presentazione ufficiale nel luglio del 2018, in una serata con diluvio universale che poteva simboleggiare 'battesimo bagnato, battesimo fortunato', mentre invece si è rivelata premonitrice di... tuoni e fulmini.

La Tipo nei mesi seguenti ha continuato le prove di sviluppo, fra problemi più o meno grandi, le cose sono state ulteriormente riviste e rivoluzionate con il grande impegno finanziario e mentale della famiglia Giacon, che non si è mai arresa al fatto di dover camminare da sola in questa avventura, senza che la Casa madre le desse una minima mano anche solo fornendo qualche pezzo di ricambio.

La Tipo è stata ri-presentata ad inizio 2020, la pandemia non ha certamente aiutato, ma il debutto era alle porte: in ACI Sport e nel TCR Italy qualcuno non ha gradito che la Fiat griffata Tecnodom potesse correre a Vallelunga (settembre scorso) con omologazione provvisora e da 'trasparenti', seppur il regolamento lo consentisse e l'iscrizione fosse già avvenuta.

Bufera mediatica (e anche politica, diciamolo pure!) e macchina che è stata spedita a Monza per il round del TCR Europe con il benestare del patròn Marcello Lotti. Qui Luca Rangoni ha svolto una sorta di test 'comparativo' con gli avversari per la primissima volta nella storia di questa vettura, che non ha cercato le prestazioni pure, bensì le risposte necessarie a completare il suo percorso verso il tanto agognato OK da parte di WSC Ltd.

Sistemate anche le ultime cose, sfruttando ulteriori noie meccaniche manifestatesi nelle ultime prove, ora siamo giunti finalmente al dunque e la Tipo può... vedere la luce definitivamente prendendo parte ai campionato TCR come auto della categoria a tutti gli effetti.

Luca Rangoni, Tecnodom Sport, Fiat Tipo TCR

Luca Rangoni, Tecnodom Sport, Fiat Tipo TCR

Photo by: TCR media

Il resto del mondo

Siamo giunti al termine di questa carrellata e non possiamo far altro che riassumere ciò che rimane ancora valido. Dopo le ottime cose avute dalla Civic TCR FK2, Honda Racing e JAS Motorsport si sono concentrate sulla nuova versione della Type R, prima FK7 e poi aggiornata in FK8 e attualmente in lizza per i titoli WTCR contro le temibili Lynk & Co 03 TCR e le Hyundai.

I coreani sono quelli con un maggior parco auto a disposizione. Dopo la primissima i30 N (che oggi ha anche una nuovo 'faccia' grazie agli aggiornamenti della parte anteriore), sulle sue basi è stata sfornata la Veloster N per i mercati di Asia e America. Nel 2021 ha esordito la Elantra N, prima tre volumi della Casa, che oltretutto è impegnata pure nell'ETCR con la versione elettrica della Veloster.

Volkswagen ha invece interrotto la produzione della Golf GTI TCR, chiudendo pure il reparto corse per dedicarsi esclusivamente al prodotto di serie e alle energie innovative (elettrico in primis), ma le sue TCR continuano a girare in pista, sia con cambio Sequenziale che con il DSG (e due configurazioni di aerodinamica anteriore).

Del Gruppo VW, la Cupra ha finalmente portato l'erede di quella SEAT León Cup Racer che diede il via al tutto sei ani fa. E' la aggressiva Leon Competición, vera e propria auto da corsa più che derivata di serie, fra quelle favorite nel WTCR e temibili pure a livello continentale e nazionale, già Campione con Salvatore Tavano in Italia.

Come detto anche sopra, Audi ha una nuova RS 3 LMS, ma sono ancora numerose le Sequenziali e DSG della prima generazione a dire la loro in vari campionati. Romeo Ferraris non ha potuto iscriversi nuovamente al WTCR con la sua Alfa Romeo Giulietta Veloce per via dei regolamenti che impongono l'utilizzo della Centralina Marelli.

Ad Opera le auto del Biscione (viste prima in versione Quadrifoglio Verde e poi aggiornate sensibilmente con la Veloce) restano a disposizione per acquisto e assistenza, anche se l'impegno primario ora è con la Giulia ETCR della nuova serie elettrica.

Non sono uscite dai propri confini Lada e MG. I russi - fatta eccezione qualche scorribanda sul Nordschleife, con la loro Vesta (aggiornamento Sport disponibile da un paio d'anni) sono principalmente focalizzati sul TCR Russia con un team che sa molto più di ufficiale che da cliente privato con supporto. Le MG6 XPOWER sviluppata dalla Lisheng Racing ha vinto il titolo team in TCR China e presenziato ai FIA Motorsport  Games 2019, ma per il momento resta fra le protagoniste in Asia e non sembra ci sia tanto spazio per volare in Europa.

Fra i privati, resistono i ragazzi della Vuković Motorsport: dopo un inizio faticoso, la Casa francese ha dato una mano a sistemare le cose con l'auto e gli svizzeri si sono iscritti al WTCR nel 2020 fra gli indipendenti. In griglia nel TCR Australia, le Renault non sono attualmente altrove e con loro possiamo chiosare dicendo chiaramente quello che emerge da tutto ciò.

Ossia che il concetto di macchine derivate di serie per le corse turismo dedicate ai privati o costruite da essi sono sempre meno. E' lampante che al giorno d'oggi serva la forza economico-ingegneristica di una Casa vera e propria, e che chi fa da sè non fa più per tre (come il detto celebre), ma rischia di rimanere disperso solo soletto nel mare infestato da squali.

Quello che si spera è che non solo chi può dare una mano lo faccia, ma che le basi su cui è nato il TCR nel 2014 non vengano a mancare, perché davvero potremmo ritrovarci ad essere di fronte a nuove strade ripide e percorribili solamente da chi può permetterselo. Che al giorno d'oggi non risponde a grandi numeri, ma che è potenzialmente una nicchia molto ristretta che sfocerebbe in un nuovo disastro come visto con i modelli TC1 del WTCC. Una morte che il TCR può e deve evitare.

Partenza di Gara 1

Partenza di Gara 1

Photo by: TCR media

condivisioni
commenti

Spa è un quasi capolavoro per Jelmini: "Farò tesoro di tutto"

Ekstrom: "Consistenza e adattabilità per vincere il Pure ETCR"