Rossi: "Non è vero che vendo la VR46 ai sauditi"

All'indomani dell'annuncio del ritiro, il "Dottore" ha faticato con la sua Yamaha nelle condizioni miste della FP2, ma ha ammesso di essersi sentito più rilassato in sella. Il pesarese ha parlato ancora molto della sua decisione, ma ha dovuto anche smentire le voci di una possibile cessione della sua azienda e dell'Academy al Principe saudita.

Rossi: "Non è vero che vendo la VR46 ai sauditi"

Ieri Valentino Rossi si è tolto un macigno dalle spalle. Per lui non deve essere stato semplice annunciare che la sua carriera in MotoGP terminerà alla fine di questa stagione, dopo ben 26 stagioni passate nel Mondiale e 9 titoli iridati. Pur ammettendo di essersi sentito più leggero questa mattina in moto, il "Dottore" però vuole rimanere concentrato sulle dieci gare che lo separano dal termine di questa avventura.

"Oggi in moto mi sono trovato bene, un po' più rilassato perché ormai ho preso la mia decisione. Però dall'altra parte bisogna sempre stare concentrati, perché quando si sale su una MotoGP si va fortissimo ed è pericoloso. Poi sinceramente mi piacerebbe essere più competitivo nella seconda parte della stagione che nella prima. Ieri ho voluto far sapere la mia scelta, anche perché l'avevo promesso che l'avrei detto in Austria, ma ora ci sono altre 10 gare, quindi sono ancora un pilota", ha detto Valentino.

L'inizio del Gran Premio di Stiria purtroppo non è stato dei migliori. O meglio, sull'asciutto la sua Yamaha non si è comportata neanche troppo male, ma quando poi nel pomeriggio è arrivata la pioggia la situazione è peggiorata, soprattutto quando la pista ha cominciato ad asciugarsi. In quelle condizioni la sua M1 sembra davvero inguidabile e infatti al termine della FP2 si è ritrovato addirittura 22esimo.

"Nella FP1, che era sull'asciutto, è andata abbastanza bene. Non ho cambiato la gomma alla fine, quindi ero indietro, ma il feeling ed il passo non erano male. Pomeriggio invece c'era bagnato. Quando era completamente bagnato non è andata neanche male, ma quando ha cominciato ad asciugare la situazione è peggiorata perché abbiamo iniziato a soffrire a livello di trazione. In queste condizioni ero davvero lento, quindi per domenica speriamo che sia bagnato o asciutto, ma non misto".

Nell'incontro di oggi con i media però si è inevitabilmente parlato tanto anche del suo annuncio e il pesarese non ha nascosto di essere rimasto colpito dal tanto affetto ricevuto, soprattutto da parte degli avversari storici della sua carriera.

"La giornata di ieri è stata molto emozionante, specialmente alla sera, perché ho ricevuto tantissimi messaggi da ogni parte del mondo. Mi hanno scritto amici, piloti di Formula 1, calciatori, ma anche i miei vecchi rivali come Stoner, Biaggi, Lorenzo, Dovi. I loro messaggi sono stati i più importanti".

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La sua è stata una scelta sofferta, anche perché le persone intorno a lui gli continuavano a dire che era ancora presto per appendere il casco al chiodo. Per questo, molte di loro non sapevano ancora quello che avrebbe detto nella conferenza di ieri.

"Non avevo detto niente ai ragazzi dell'Academy, avevo parlato molto con loro prima di prendere la decisione, specialmente con Bagnaia e con Migno, e loro spingevano molto per farmi continuare. Ma quando ho deciso non ho detto niente neanche a mio fratello Luca. Mia mamma l'ho presa di sorpresa, ma è stato divertente, perché gliel'ho detto proprio dopo cena, mercoledì sera, mentre stavo andando via, quindi non ha avuto neanche modo di reagire troppo".

"Ma non era neanche troppo sorpresa, perché ne avevamo già parlato e glielo avevo detto che questo poteva essere l'ultimo anno. Di questa cosa ultimamente ne ho parlato di più con Graziano (il padre), è stato quello che ho dovuto convincere di più, perché fino alla settimana scorsa veniva a casa mia a dirmi di non smettere, che dovevo provare la Ducati. Alla fine però mi ha capito anche lui ed è contento se faccio qualche gara in macchina, perché così può fare il tifo. Sono riuscito a convincere anche lui".

Ora c'è già chi lo vedrebbe nei panni del papà, ma Rossi non ha fretta: "L'ho sempre detto che mi piacerebbe fare un bambino, ma mi piacerebbe fare qualche mese di ferie, senza essere babbo e senza essere un pilota".

Ma il 9 volte iridato potrebbe essere anche un ottimo ambasciatore per lo sport italiano: "Ho un buon rapporto con Malagò e ogni tanto lo sento. E' molto simpatico e mi era venuto a trovare anche quando mi ero fatto male. Da un certo punto di vista sarebbe molto bello, poi bisogna vedere quali sarebbero gli impegni. Bisognerà capire come sarà il mio stato d'animo quando smetterò di correre, che avrò anche più tempo libero".

Da un certo punto di vista, per lui sarebbe stato più facile continuare se la sua squadra, la VR46, avesse raggiunto un accordo con la Yamaha, perché passare sulla Ducati solo per un anno non sarebbe stato semplice. Valentino però ha spiegato che ha preferito non condizionare le decisioni della squadra in base alla sue esigenze.

"Ieri ho cercato di spiegare che se vuoi cambiare moto, di solito hai bisogno di un piano a lungo termine, di due o tre anni, per cercare di capirla e sfruttarne il potenziale. Sinceramente, non ho voluto fare pressioni sul mio team in MotoGP pensando a me. Poi c'era un altro problema: io corro per Petronas ed ora sono loro ad avere le Yamaha. Non sarebbe stato buono portargli via le moto, quindi ho lasciato che il team prendesse la sua decisione e poi ho preso la mia".

Infine, ha dovuto commentare anche alcuni rumors relativi proprio alla sua squadra. Nei giorni scorsi, infatti, il Sole 24 Ore aveva ipotizzato una cessione della VR46 al Principe saudita che sponsorizzerà la squadra. Notizia che Rossi ha smentito categoricamente, allontanando anche le voci di un possibile ingaggio di Maverick Vinales. Oltre a non commentare troppo l'imminente conferenza stampa di Tanal Entertainment.

"Non è assolutamente vero che vogliamo vendere la VR46 ai sauditi. Questa è proprio una notizia inventata, non ci pensiamo neanche. A noi piace, abbiamo tutto il nostro mondo lì ed è una cosa che non ho idea di come sia uscita, perché non ne abbiamo mai parlato sinceramente".

"A noi Maverick piace molto, perché è un top rider e poi ci sono sempre andato molto d'accordo quando siamo stati compagni di squadra. C'è molto rispetto fra di noi, ma abbiamo pensato di fare questo team per far correre i piloti dell'Academy e questo è il nostro programma".

"Per quanto riguarda Tanal, non ne so molto di questa conferenza stampa. Stanno lavorando in VR46 i nostri avvocati ed i nostri commercialisti, che stanno cercando di fare tutto. Ma forse non sono l'uomo giusto per parlare di queste cose, perché ne so fino ad un certo punto".

Valentino Rossi, Petronas Yamaha SRT
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