McGuinness: "Al record non ci penso"

L'amore per l'Isola di Man e per le road races. Il record di Joey Dunlop e i rischi che si accettano di correre quando si sale in moto. In questa intervista c'è tutto John McGuinness, la leggenda vivente del TT.

Il giorno dopo le prove della Supersport, John McGuinness è spasso nel paddock, nei pressi del tendone che ospita una parte della collezione delle sue moto. Firma autografi, si presta per le foto di rito con i fan e scambia con loro qualche battuta.

Ed è con questa stessa naturalezza che si è prestato al microfono di Motorsport.com, ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista. 

Prima di tutto, come ti senti?
"Vecchio! Scherzi a parte, sono in forma, i test sono andati bene, la moto è a posto e la squadra è carica. Non è il mio primo TT, quindi faccio quello che devo fare: guidare e vedere ciò che succede".

Per te, questa edizione potrebbe essere speciale: puoi battere il record di Joey Dunlop
"Non ci penso, non pensavo nemmeno di arrivare a 23 vittorie. Non importa se batto il record oppure no, guiderò la mia moto e farò del mio meglio e vediamo come va a finire. Non ho tempo di pensare ai record, devo badare alla staccata, a prendere il punto di corda, a entrare bene e uscire forte dalle curve, alle condizioni dell’asfalto e alle altre moto. Sarebbe molto importante batterlo, ma è l’ultima cosa a cui penso".

Cosa ti spinge, anno dopo anno, a prendere parte a una gara così rischiosa?
"Mi piace farlo e paga le mie bollette. Mi piace correre in moto ovunque, qui, a Suzuka, a Macau, ma l’Isola di Man è diversa: è allo stesso tempo il posto più bello e più terrificante dove correre. Ma ciò che si prova quando finisce la gara e torni a casa è indescrivibile, unico. È la miglior sensazione del mondo".

Ogni volta che sali in moto, accetti il rischio che ne consegue e di fronte a Grandstand c’è un cimitero. Quando ci sfrecci vicino a cosa pensi?
"Non l’ho mai visto. Ci sono cimiteri in ogni parte del mondo e ci sono tanti modi per morire e non possiamo fare niente. Ho 44 anni, sto bene e mi piace la vita che faccio, non penso a quello che potrebbe succedere, guido la mia moto e basta. Non guardo i cimiteri. È difficile rispondere a questa domanda perché ho amici che sono morti in incideti con l’elicottero, morti di cancro, Mike Hailwood è morto in un incidente stradale… Non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo cosa succederà".

Com’è il tuo rapporto con gli altri piloti?
"Ho un buon rapporto con tutti. A loro modo sono brave persone con le loro differenti personalità. Ho un buon rapporto con il mio compagno di squadra Conor Cummins, Michael Dunlop è determinato e si spinge al limite e Anstey é vecchio, ma va veloce".

Soddisfatto della tua prestazione nella prova in Supersport?
"Condizioni di guida perfette, asfalto asciutto, non troppo sole, ma non sono stato velocissimo. Abbiamo fatto tanti km di test anche alla North West 200 e sono contento dei progressi fatti fin ora. Ho completato 5 giri, fisicamente un massacro perché sento dolori al collo e alle gambe, ma sono soddisfatto. È stato un buon inizio".

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A proposito di questo articolo
Campionati Road racing
Evento Isle of Man TT
Sub-evento Sabato, prove Supersport
Circuito Snaefell Mountain Course
Piloti John McGuinness
Articolo di tipo Intervista